venerdì 9 marzo 2018

IL PUZZLE MORO: la verità nelle nuove carte segrete - Giovanni Fasanella

TOH, UN ANNO FA è MORTO Corrado Simioni, il fondatore della scuola parigina di lingue Hyperion, notissimo negli ambienti intellettuali sia francesi che italiani, perché sospettato di essere il “cervello politico” delle Brigate Rosse - E della sua morte nessuno HA mai saputo e scritto per un anno: PERCHé è STATA TENUTA NASCOSTA?....

Giovanni Fasanella da Facebook
Dopo diversi tentativi andati a vuoto, ho deciso di riprovare ed ho ricomposto il numero di un Bed and Breakfast nel Sud della Francia. Questa volta, finalmente, qualcuno mi ha risposto. Era la voce di un uomo che parlava perfettamente l'italiano.

«Buon giorno, sono Giovanni Fasanella, un giornalista. Vorrei la signora Archer.»
«Mia sorella non c'è, è in viaggio...»
«Posso dire a lei?»
«Sì, dica pure a me.»
«Mi dispiace...ma dovrei verificare una notizia... Ho saputo che suo cognato, Corrado Simioni, è morto...»
«Sì, purtroppo.»

«Quando?»
«Ottobre di un anno fa.»
«Com'è successo?»
«No, mi dispiace, non posso dirglielo. Dovrà parlare con mia sorella, tornerà fra qualche giorno.»
«Posso chiederle solo come mai la notizia è rimasta coperta per un anno... In
Italia nessuno ne ha mai scritto. E in Francia?»
«Neppure. Evidentemente non era un personaggio così importante come si è
voluto far credere.»
E invece, Corrado Simioni, il fondatore della scuola parigina di lingue Hyperion, era un personaggio molto importante, notissimo negli ambienti intellettuali sia francesi che italiani. Da noi si è parlato a lungo di lui perché sospettato di essere il "cervello politico" delle Brigate Rosse. In Francia perché era stato il braccio destro di un mitico personaggio, quasi
un monumento, come l'Abbé Pierre. Curioso, davvero curioso che della sua morte nessuno abbia mai saputo e scritto per un anno.

Lo avevo cercando a lungo, perché volevo incontrarlo. Ma nessuno sapeva in quale parte della Francia vivesse. Chi diceva a Parigi, chi in un castello della Normandia, chi in una villa sulla Costa Azzurra... Alla fine, quasi due anni fa, l'avevo rintracciato grazie a un amico che si era "appassionato" alla sua figura leggendo alcuni dei miei libri, in particolare "Che cosa sono le Br" (con Alberto Franceschini) e "Guido Rossa, mio padre" (con Sabina Rossa).
Simioni si era "rifugiato" nella campagna di Truinas, nella Drome, Sud-Est francese, dove gestiva un B&B insieme alla sua compagna Giulia Archer. Un «luogo magico», come lui stesso amava definirlo: un casale d'epoca vicino alla sorgente di un fiume e ad antiche rovine. Avevo telefonato diverse volte, mi aveva sempre risposto Giulia Archer, dicendomi
che il suo compagno era in viaggio. Un giorno, però, trovai lui e gli chiesi di vederlo.
Era sospettoso, sembrava quasi che avesse paura di parlarmi, mi disse che aveva avuto un infarto e lasciò tutto nel vago. Quella fu la prima ed unica volta che riuscii a parlare al telefono con Simioni. Avevo deciso comunque di andare a trovarlo in quel «luogo magico». Ma il telefono del suo B&B squillava sempre a vuoto.

Diversi giorni fa, ho avuto la notizia della sua scomparsa via e-mail, su Facebook. Era di un altro mio lettore. Anche lui aveva voluto conoscere Simioni ed era andato in vacanza a Truinas per tre estati di seguito. Erano diventati quasi amici. Dopo la sua morte, non era più tornato. Gli ho chiesto qualche riscontro. Mi ha fatto avere l'atto di cessazione
dell'attività di B&B, stipulato il 31 dicembre del 2008 presso la camera di commercio di Roman sur Isere, per l'avvenuto decesso dell'unico socio, Corrado Simioni. Volevo un altro riscontro. L'ho avuto parlando, dopo molti tentativi, con il fratello di Giulia Archer.
Negli ultimi tempi, le condizioni di salute di Simioni si erano un po' aggravate. Per le cure si faceva arrivare medicine da diverse parti del mondo. Persino dalla Cina. Se n'è andato, a quanto pare, così come aveva vissuto, appartato, nascosto, portando via con sé i suoi segreti. Questa volta per sempre.

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/toh-anno-fa-morto-corrado-simioni-fondatore-scuola-10404.htm

sabato 3 marzo 2018

Cose che Moro Sapeva. Quarant'anni prima di noi - Pietro Ratto

The MORO Files (Gero Grassi) - ep.2: IL PRESIDENTE ALDO MORO #theMOROfiles

The MORO Files (Gero Grassi) - ep.1: IL POLITICO ALDO MORO #theMOROfiles

Ferdinando Imposimato: "Aldo Moro ucciso dalle Br per volere di Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e Nicola Lettieri" (FOTO) 10/07/2013 11:17 CEST | Aggiornato 10/07/2013 11:17 CEST

"L'uccisione di Moro è avvenuta per mano delle Brigate Rosse, ma anche e soprattutto per il volere di Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e del sottosegretario Nicola Lettieri".Ferdinando Imposimato, al tempo giudice istruttore della vicenda del sequestro e dell'uccisione di Moro, interviene sul Caso Moro. E lo fa da Reggio Calabria, sul palco della rassegna Tabularasa dell'associazione Urba/Strill.it.

"Se non mi fossero stati nascosti alcuni documenti - ha aggiunto - li avrei incriminati per concorso in associazione per il fatto. I servizi segreti avevano scoperto dove le Br lo nascondevano, così come i carabinieri. Il generale Dalla Chiesa avrebbe voluto intervenire con i suoi uomini e la Polizia per liberarlo in tutta sicurezza, ma due giorni prima dell'uccisione ricevettero l'ordine di abbandonare il luogo attiguo a quello della prigionia".

"Quei politici - ha detto Imposimato - sono responsabili anche delle stragi: da Piazza Fontana a quelle di Via D'Amelio.
Lo specchietto per le allodole si chiama Gladio. A Falcone e Borsellino rimprovero soltanto di non aver detto quanto sapevano, perché avevano capito e intuito tutto, tacendo per rispetto delle istituzioni. Per ucciderli Cosa Nostra ha eseguito il volere della Falange Armata, una frangia dei servizi segreti".

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Aldo Moro, la R4 in Via Caetani

Lo stesso Imposimato all'inizio di giugno ha presentato un esposto alla Procura di Roma. Secondo il giudice le forze dell'ordine sapevano dov'era la prigione di Moro. Così i magistrati di Roma hanno aperto un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati aperto per valutare se esistano nuovi indizi per riaprire le indagini sulla morte di Aldo Moro. "Massima fiducia nella volontà dei giudici di accertare la verità sulla morte di Moro". Nel testo le rivelazioni di 4 appartenenti a forze dell'ordine e armate secondo cui il covo Br di via Montalcini fu monitorato per settimane.
Ma non è l'unica indagine che "riapre" il Caso Moro. Le dichiarazioni di Imposimato arrivano dopo che la procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine relativo alle dichiarazioni di due artificieri che spostano alle 11 l'ora del ritrovamento della Renault 4 con il cadavere di Aldo Moro e la presenza dell'allora ministro degli Interni, Francesco Cossiga, in via Caetani.
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Aldo Moro, un giallo italiano

Già, perché Vitantonio Raso e il suo collega Giovanni Circhetta non sono mai stati interrogati. E nei giorni scorsi hanno deciso di raccontare la propria verità. Gli antisabotatori, che per primi arrivarono all'R4 rossa, con il corpo di Moro nel bagagliaio, in via Caetani, il 9 di maggio di 35 anni fa, spostano l'ora del ritrovamento dell'auto e del cadavere dello statista a prima delle 11, mentre era delle 12.30 la famosa telefonata delle Br che annunciava l'uccisione di Moro ed il luogo dove trovarne il corpo

http://www.huffingtonpost.it/2013/07/10/ferdinando-imposimato-aldo-moro-ucciso-br-giulio-andreotti-e-francesco-cossiga_n_3571509.html