lunedì 15 agosto 2011

Senza cibo contro la casta di Montecitorio È la storia di Gaetano Ferrieri, 54enne veneto che chiede il taglio del 50 percento degli stipendi dei parlamentari, del 90 percento delle auto blu e una nuova legge elettorale!!


I turisti lo prendono come un gazebo dove si danno informazioni... ma non è proprio così.Gaetano Ferrieri, 54enne di Venezia, davanti a Montecitorio sta portando avanti una protesta contro la casta. È lì dal 4 di giugno. E da quel giorno non ha toccato cibo, solo acqua e sali minerali. «Ho perso quasi 22 chili, a volte mi sento quasi svenire, ma non posso mollare. Sono gli ideali che
mi fanno andare avanti: sono stato politico, ma non lo sono più perchè non mi sono mai adattato a
quel mondo dove corruzione e privilegi sono normalità. Ora - continua - sto qui davanti, fino a quando non prenderanno in considerazione la petizione che abbiamo inviato alle più alte cariche dello Stato: riduzione del 50 percento dello stipendio di parlamentari e amministratori pubblici, taglio del 90 percento delle auto blu e nuova legge elettorale per creare una classe politica che veramente rispecchi le preferenze dei cittadini». La voce è debole ma ferma: «Sono molti gli ostacoli che incontriamo. A partire dall' indifferenza totale: Sky e RAI ci passano davanti tutti i giorni ma non si fermano mai mentre abbiamo dato interviste per tutte le più importanti tv straniere, i politici entrano a Montecitorio dall' entrata posteriore pur di non vedere e non sentirsi toccati nemmeno un po' da questa protesta». E la petizione alla fine è stata presa in esame: «A dire la verità c'è stata una risposta: ci ha ricevuto Alberto Solia, il segretario della Presidenza della Camera dei Deputati e ci ha detto che l' unico modo per smuovere qualcosa è quello di portare tre milioni di persone in piazza. Servono dei numeri del genere per smuovere una classe politica addormentata nel suo comodo lettone. Ma abbiamo bisogno di visibilità per raggiungere i nostri obiettivi». La battaglia che sta portando avanti non è per l' anarchia, tutt'altro: «La politica è una cosa sana - spiega Ferrieri - ma l'importante è farla con passione, cosa che non succede più, mi sembra. Gli italiani hanno carattere, noi lo vogliamo dimostrare -chiosa - e non devono più farsi calpestare dalle istituzioni. Bisogna ricordare a tutti che prima delle strutture di potere c'è il cittadino comune».
Semplicemente un mito!!!

sabato 13 agosto 2011

prima di chiedere sacrifici al popolo usate la tassa 50% per voi cari odiati politici

signori politici dopo le strazianti parole sulla dovuta manovra che secondo voi è dovuta perchè cè una crisi economica mondiale.
io vi chiedo prima di mantecarci di usare la tassa per voi politici del 50% una cura dimagrante della vostra simpatica truppa.
50% in meno di onorevoli e senatori visto che negli stati uniti molto più grande del italia non hanno
lo stesso numero
50% in meno di stipendio visto quadagnate il doppio della media dei politici europei
50% in più di lavoro visto che fate di media 8 ore a settimana visto che il lavoro nobilia
abolizione rimborsi , e benefit vari, vi lasciamo treni e mezzi publici gratis.
distinti saluti il Mantecatore

domenica 7 agosto 2011

Finanza e derivati otto volte più forti dell'economiaa reale di Morya Longo l


Quando i politici ribadiscono che l'attacco all'Europa e all'Italia è ingiustificato perché i fondamentali economici sono sani, ricordano un po' il vecchio Priamo. Anche il mitologico re di Troia pensava che le mura della sua città fossero forti per resistere all'attacco degli achei. E in effetti lo erano: il problema è che un gigantesco cavallo di legno, con l'inganno, le varcò comunque. Oggi il rischio è lo stesso: i moderni cavalli di Troia non sono più di legno e hanno nomi ben meno mitologici: si chiamano credit default swap, spread, Etf, Borse, derivati, volatilità. Ma rischiano di avere lo stesso effetto distruttivo: insinuarsi nell'economia reale e, alla lunga, minarne le fondamenta. Come cavalli di Troia. O, per cambiare paragone, come Ufo pronti ad invadere la Terra.
Il motivo è presto detto: sono, come si vede nella grafica, molto più grandi dell'economia reale. Se il Prodotto interno lordo del mondo intero nel 2010 è stato di 74mila miliardi di dollari, la finanza lo surclassa: il mercato obbligazionario mondiale vale 95mila miliardi di dollari, le Borse di tutto il mondo 50mila miliardi, i derivati 466mila miliardi. Tutti insieme (e stiamo escludendo valute e quant'altro), questi mercati sono otto volte più grandi della Terra: della ricchezza prodotta da industrie, agricoltura, servizi. È per questo che, con mille meccanismi, riescono a condizionare con il loro isterismo il mondo reale. La teoria insegna che i mercati finanziari dovrebbero riflettere i fondamentali economici, ma non è più così: ormai li determinano.
Il posizionamento
Per capire come funzionano bisogna fare un passo indietro. Tutto inizia quando la Grecia entra in crisi, seguita da Irlanda e Portogallo. Questo mina ben presto la fiducia degli investitori internazionali: non tanto per il peso di questi Paesi (che contano poco nell'economia europea), ma per la totale incapacità dell'Unione europea di reagire. I grandi fondi e le grandi banche mondiali iniziano così ad alleggerire i loro investimenti su questi paesi, ma risparmiano in parte l'Italia: il Belpaese è abbastanza periferico per consentire loro di tenere un'esposizione sul Sud Europa, ma abbastanza solido per non rischiare troppo.
Per fare tutto questo, e per guadagnarci anche, ci sono mille modi. Tanti giochetti finanziari. «Uno era di vendere Spagna sui mercati dei titoli di Stato e di comprare Italia», spiega un operatore. Un altro – ben più popolare – era di vendere Italia e comprare Germania. Questo si poteva e si può fare con i titoli di Stato veri e propri, oppure con i loro "cloni": i credit default swap (Cds), polizze che servono per assicurarsi contro il crack di un Paese. Un'altro giochino è quello chiamato carry trade: i grandi investitori prendono in prestito denari a tassi bassi per comprare titoli (anche BTp) con tassi più elevati. Oppure ci sono gli Etf: strumenti che replicano pedissequamente gli indici azionari o obbligazionari, con la possibilità di ampliarne i movimenti. Se si azzecca l'intuizione, si può guadagnare il doppio o il triplo. Su tutti gli investimenti, infine, si può sempre costruire una "leva": un ulteriore moltiplicatore di guadagni e di perdite. Le vie della finanza sono infinite.
L'invasione
Il problema è che poi il clima è peggiorato in Europa. Alla crisi di Grecia, Portogallo e Irlanda, si è aggiunta un'aggravante: l'economia ha iniziato a rallentare. Questo ha fatto scattare il panico in molti investitori: se la congiuntura frena, per gli Stati (Italia in primis) sarà più difficile rimborsare i debiti. Subito sono iniziate le vendite: in Borsa, sui bond, sui derivati. Chi in precedenza aveva imbastito giochi speculativi ha dovuto subito smontarli: chi, per esempio, vendeva Spagna e comprava Italia ha iniziato a fare l'opposto. E ha continuato a comprare Germania, cioè Bund.
Mercati finanziari così grandi permettono di aggiustare il tiro in poco tempo. Chi può, vende titoli di Stato. Altrimenti scarica azioni, per esempio quelle italiane: qualunque titolo è ormai considerato rischio-Stato. Altrimenti fa lo stesso attraverso i credit default swap: compra polizze assicurative e si protegge dal rischio Italia. Oppure usa i futures. O i cari amici Etf. Morale: neanche il tempo di accorgersene e crolla tutto.
Le conseguenze
Tutto questo ha effetti diretti sul destino di interi Paesi. Se i rendimenti dei titoli di Stato salgono troppo, che sia giusto o sbagliato non importa: per i Governi in ogni caso diventa prima oneroso, poi difficile infine impossibile rifinanziare il proprio debito. E se i Governi non riescono più a collocare titoli di Stato, vanno in default perché non possono più rimborsare i debiti in scadenza: evento già sfiorato da Grecia, Portogallo e Irlanda. Se accade, significa che il primo cavallo di Troia ha varcato le mura. Anche perché subito dopo crollano le banche. Se i titoli in Borsa precipitano troppo, il problema è invece serio per le imprese: il Paese perde ricchezza, i consumi calano, le imprese fatturano meno, dunque licenziano. Se accade, significa che il secondo cavallo di Troia ha fatto centro.
E così via: mercati finanziari immensi e volatili, con la loro capacità di amplificare l'isterismo, hanno alla fine un impatto enorme sull'economia reale. Chi vede il bicchiere mezzo vuoto pensa che tutto questo possa distruggere Paesi interi. Chi preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno, invece, pensa che alla fine i mercati spingeranno i Governi a prendere velocemente decisioni difficili ma necessarie. Comunque li si guardi, i cavalli di Troia stanno entrando. E non possiamo neppure arrabbiarci non Ulisse: li abbiamo costruiti noi – uomini di finanza con il tacito consenso dei politici – non fantomatici nemici.

I POTERI FORTI BOCCIANO BARACK OBAMA: “DOWNGRADE”! (ADDIO SOGNI DI RIELEZIONE) - 2- IL TAGLIO DEL RATING BY STANDARD & POOR’S, DECLASSAMENTO MAI SUCCESSO, AVRÀ UN IMPATTO SULL’APPETITO DEGLI INVESTITORI ESTERI PER IL DEBITO DEGLI STATI UNITI? - 3- NEL 1945 I CREDITORI ESTERI DETENEVANO SOLO L’1% DEL DEBITO AMERICANO, ORA NE CONTROLLANO IL 46%. FRA I MAGGIORI CREDITORI LA CINA CHE HA DIFFUSO UNA DURA NOTA IN CUI AFFERMA IL PROPRIO DIRITTO DI “CHIEDERE AGLI STATI UNITI DI RISOLVERE I SUOI PROBLEMI STRUTTURALI DI DEBITO” E DI “RISTABILIRE IL PRINCIPIO DI BUON SENSO PER CUI SI DOVREBBE VIVERE ALL’ALTEZZA DEI PROPRI MEZZI, PER CURARE LA SUA DIPENDENZA DAL DEBITO”. NON DISSIMILE IL COMMENTO DELL’AGENZIA UFFICIALE DI PECHINO XINHUA “I GIORNI IN CUI UNO ZIO SAM CARICO DI DEBITI POTEVA TRANQUILLAMENTE SPERPERARE PRESTITI ILLIMITATI OTTENUTI ALL’ESTERO SEMBRANO ESSERE FINITI” -


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A non considerare più i titoli di stato americani fra i più sicuri investimenti al mondo è Standard & Poor's con una mossa senza precedenti arrivata dopo ore di braccio di ferro con il Tesoro. Il Tesoro Usa ha discusso per tutto il pomeriggio di venerdì con gli uomini di S&P, tentando di convincerli che le prospettive del debito sovrano siano migliori di quanto appaiano a prima vista, ma non sono riusciti nell'intento.
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Per la prima volta in 70 anni, l'agenzia ha annunciato di aver tagliato di un livello ad "Aa+" il rating sul debito del governo americano, motivando la decisione con il giudizio sulle misure decise nei giorni scorsi a Washington, definite «inferiori» a quanto necessario per riportare il deficit federale sotto controllo.
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Il «downgrade riflette la nostra opinione» sul piano di risanamento che non è adeguato a quanto «sarebbe necessario per stabilizzare nel medio-termine il debito» afferma Standard & Poor's, sottolineando che «l'efficacia, la stabilità e la prevedibilità della politica americana si è indebolita in un momento» in cui le sfide fiscali ed economiche aumentano. Il tetto del debito - evidenza il presidente del comitato di valutazione di S&P, John Chambers - doveva essere alzato prima per evitare il downgrade. Dopo la decisione di S&P di declassare il giudizio sul debito sovrano Usa, l'amministrazione Obama ha attaccato gli analisti dell'agenzia, sostenendo di aver trovato un errore da 2mila miliardi di dollari nei calcoli.
OBAMA DOWNGRADEOBAMA DOWNGRADEstandard & poor'sSTANDARD & POOR'S
La decisione di Standard & Poor's potrebbe avere - secondo gli osservatori - un effetto più psicologico che pratico. Moody's e Fitch hanno mantenuto il rating di tripla A per gli Stati Uniti e il downgrade di una sola agenzia è più gestibile. I titoli del Tesoro sono rimasti stabili negli ultimi giorni e considerati dagli investitori un investimento sicuro anche in seguito alla crisi del debito europea.
Ma il taglio del rating delle ripercussioni potrebbe averle aumentando la mancanza di fiducia nel sistema politico e causando il downgrade di aziende e stati, per i quali i costi di finanziamento potrebbero salire. La maggiore preoccupazione è verificare se la decisione avrà un impatto sull'appetito degli investitori esteri per il debito americano.
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Nel 1945 i creditori esteri detenevano solo l'1% del debito americano, ora ne controllano il 46%. 
Fra i maggiori creditori la Cina che ha diffuso una nota in cui afferma il proprio diritto di «chiedere agli Stati Uniti di risolvere i suoi problemi strutturali di debito» e di «ristabilire il principio di buon senso per cui si dovrebbe vivere all'altezza dei propri mezzi, per curare la sua dipendenza dal debito».
Obama si inchina a Hu JintaoOBAMA SI INCHINA A HU JINTAO
Non dissimile il commento dell'agenzia ufficiale di Pechino Xinhua «I giorni in cui uno Zio Sam carico di debiti poteva tranquillamente sperperare prestiti illimitati ottenuti all'estero sembrano essere finiti».

 by dagosia

venerdì 5 agosto 2011

Cos'è la riserva frazionaria


Di Sandro Pascucci
Il sistema della“riserva frazionaria” è una truffa. Certo si tratta di una truffa legale, come quasi tutte le truffe economiche e monetarie. Vediamo come funziona concretamente: quando depositiamo €100 in una banca commerciale, questa apre un conto corrente (c/c) a nostro nome e si impegna a custodire la nostra banconota (vedi “signoraggio”) nel suo caveau, al sicuro dai ladri¹.
Il banchiere a questo punto usa una statistica ormai centenaria che gli dice una cosa molto semplice: solo una parte del deposito appena creato verrà usata (“movimentata”) dal cliente. Quindi il banchiere sa che “quasi sicuramente” la maggior parte dei nostri soldi, dati in sua custodia, saranno immobili nel conto (nella cassaforte) per mesi, per anni. Ricordiamo che il banchiere non è proprietario della nostra moneta, dei nostri soldi, ma ne è solo custode. Ciò nonostante il banchiere considera uno spreco questa immobilità e decide di prestare quanto c’è sul nostro c/c. Oltre alla nostra “comoda disattenzione”² il banchiere ha bisogno del politico corrotto che legalizzi questa truffa con una legge creata appositamente.
Si chiama “Misure dell’accantonamento alla riserva obbligatoria” o più semplicemente “riserva frazionaria” ed è smerciata alla pubblica opinione in modo tale che appaia come una forma di tutela per il correntista.
Ormai l’arroganza del binomio banchiere-politico è tale che oltre al danno si aggiunge la beffa: palesando questa legge come un limite al potere del banchiere di creare denaro da prestare, il politico si presenta come tutore dei nostri interessi ma, per fare un esempio, è come se lo stesso politico decretasse “il numero massimo di frustate da somministrare ad uno schiavo” e nel far questo volesse il plauso pubblico per essere stato un paladino dei diritti dell’uomo.
Ma espressamente, cosa dice questa legge? Semplicemente mette un limite alla quantità minima di denaro che i banchieri devono tenere in cassa.
Questo cosa comporta per noi?
Per noi cambia poco, anzi nulla. Se 100 persone versano €100 sarebbe legittimo aspettarsi che in qualsiasi momento TUTTI i 100 neocorrentisti possano ritirare i propri €100, no? Nella realtà, il banchiere, come detto all’inizio, considera uno spreco tutto quel denaro fermo nei suoi caveaux, e dal momento che conosce (statisticamente) quanto denaro viene ritirato in media dai correntisti, presta il resto, come fosse denaro suo. Se statisticamente solo il 10% viene “movimentato” (ritirato, speso, versato, spostato, ecc..) vuol dire che la banca ha 100 c/c con €100 ognuno, quindi €10.000 e di questi €10.000 solo €1.000 servono in contanti (in cassa) per le operazioni quotidiane (il 10% che dice la famosa statistica, ricordate?).
Quindi €9.000 si possono prendere e usare (prestare) anche se non sono di proprietà della banca! Non dimenticate mai questo concetto. Ve lo immaginate il custode del parcheggio dove lasciate l’automobile mentre siete al lavoro che prende la vostra auto va in giro a caricarci della merce (anche illecita) senza dirvi nulla e senza corrispondervi nulla? Sì, è vero, la banca da un “interesse”, se “interesse” si può chiamare lo 0,0005% che danno oggi!
Cosa cambia per il banchiere?
Per il banchiere cambia molto perché più è bassa la percentuale da tenere in contanti più egli può prestare. Nel 1957 le banche erano tenute a tenere in riserva il 25% del deposito, nel 1970 erano scese al (circa) 15% e oggi solo il 2% (in alcuni casi lo 0%). Quindi oggi la banca può ricevere €10.000 e prestarne €9.800 (non suoi!) e questo grazie alla legge sulla “riserva obbligatoria o frazionaria”. Ma la truffa non finisce qui. Quei €9.800 prestati andranno prima o poi versati in un altro conto (magari della stessa banca o di altre banche ma poco cambia dato che il sistema bancario è un ”cartello”, come quello della droga). Nel nuovo c/c basterà tenere contanti per €196 (9.800×2%) e si potranno prestare i restanti €9.604 (9.800–196) e il ciclo continuerà sul nuovo conto corrente. Alla fine della fiera, partendo da €10.000, la banca potrà creare e prestare €500.000, ossia 50 volte di più e incamerare i relativi interessi. Tutto senza avere altro che i €10.000 reali iniziali (e che andavano solo custoditi!).
Ora si capisce la potenza delle banche commerciali che possono creare denaro dal nulla (o meglio: moltiplicare quello dei correntisti) con la complicità dei politici corrotti, che danno legalità alla truffa. Voi pensate che per scoprire il trucco basterà andare in 100 allo sportello per riprendersi i €100, giusto? Sbagliato. Matematicamente basterebbe che i primi 3 clienti pretendessero indietro i propri soldi per far cadere il sistema, poiché con la riserva al 2% solo i primi due [del gruppo dei cento iniziali] troverebbero ancora qualcosina.. il terzo rimarrebbe con un pugno di mosche. E così il quarto e tutti gli altri.. purtroppo il sistema accorrerebbe in soccorso della banca in difficoltà e scenderebbe in campo la Banca Centrale in persona a stampare ciò che non è mai esistito (come accade in questi giorni alla Northern Rock Bank).
Un giorno un tale sfamò un mucchio di persone con 5 pani e 2 pesci e in occasione di un pranzo di nozze dissetò tutti gli invitati mesciando vino da un otre semivuoto, ma questa è la vecchia religione.
La nuova religione del Dio Denaro prevede una nuova figura: il banchiere di Caanan, che crea e moltiplica all’infinito denaro. E debito per noi popolino.
Per non far confusione chiariamo che i ladri si riconoscono perché sono quelli vestiti male che girano fuori dall’edificio della banca, mentre qui in banca non ci sono ladri perché sono tutti vestiti bene e portano i capelli pettinati e la cravatta bella. E’ importante capire la differenza perché poi uno potrebbe confondersi.
²“Ognuno sa nell’inconscio che le banche non prestano denaro. Quando prelevate dal vostro conto di risparmio, la banca non vi dice che non potete farlo perché ha prestato i soldi a qualcun altro.” [Mark Mansfield, economista]
“Temo che il cittadino comune non voglia sentirsi dire che le banche possono creare e creano denaro…”[Reginald McKenna, ex Presidente del consiglio d'amministrazione, Midlands Bank of England]


giovedì 4 agosto 2011

La procura di Trani allarga la sua inchiesta sulle agenzie di rating di Vincenzo Rutigliano


TRANI - Si allarga l'inchiesta della Procura della Repubblica di Trani sulle agenzie di rating internazionali. I vertici della Procura hanno infatti reso noto che nell'inchiesta, avviata qualche mese fa dopo la denuncia di Abusdef e Federconsumatori, sono indagati tre analisti della Standard & Poor's e uno di Moody's e i responsabili legali per l'Italia delle due agenzie. I reati ipotizzati sono market abuse, aggiottaggio e abuso di informazioni privilegiate.
La Procura di Trani ha anche acquisito, negli uffici Consob di Roma, attraverso la Guardia di Finanza di Bari, gli originali degli atti relativi alle procedure di registrazione delle due agenzie internazionali di rating, con l'inevitabile effetto di bloccare la successiva autorizzazione comunitaria da parte dell'Esma (Agenzia Europea per la sicurezza del mercato finanziario). Ne deriverebbero dubbi sulla titolarità a esprimere valutazioni sulla solidità finanziaria degli Stati.
Nell'ambito di questa inchiesta, ampliamento di quella iniziata un anno fa valutando l'operato di Moody's, il magistrato inquirente, Michele Ruggiero, ha posto sotto osservazione, in particolare, le date del 20 e 23 maggio e del primo luglio scorsi nel corso delle quali i report, espressi a mercati aperti, avrebbero provocato turbolenze dannose per l'Italia, come denunciato da Adusbef e Federconsumatori.
Le due organizzazioni di consumatori hanno posto sotto accusa, in particolare, la speculazione sui mercati borsistici e sul mercato secondario dei titoli di Stato seguita alla diffusione dei rating sull'Italia. Le indagini del nucleo di polizia tributaria vogliono quindi accertare se, dopo l'episodio sospetto del 20 maggio 2010, vi sia stata speculazione anche nelle ultime settimane. Per questo il magistrato aveva anche raccolto, una quindicina di giorni fa, a Roma, nella sede della Consob, dati e informazioni sul confronto che la stessa Autorità di Borsa aveva avviato con le agenzie di rating dopo la diffusione dei report.


BORSE EUROPEE NEL CAOS TOTALE SULLA SCIA DEL TONFO REGISTRATO A WALL STREET - 2- DOPO LO STRANO BLOCCO DELLE ORE 17 (LA CONSOB INDAGA), ECCO IL DATO UFFICIALE SUL CROLLO DI PIAZZA AFFARI: -5,16. LO SPREAD BTP-BUND A 388 PUNTI (BRUCIATI 173 MILIARDI). - 3- NEL GIOVEDÌ NERO DELLE BORSE MONDIALI (WALL STREET PERDE 2,36%, LONDRA SEGNA -3,43%, FRANCOFORTE -3,14%, PARIGI CROLLA -4%), EBBENE, BERLUSCONI INVITA GLI ITALIANI A COMPRARE AZIONI DELLE SUE AZIENDE. UN INFORTUNIO CHE SI CHIAMA AGGIOTTAGGIO! - 4- TRICHET: “È ESSENZIALE CHE L'ITALIA FACCIA RIFORME STRUTTURALI E MOLTO RAPIDAMENTE” - 5- L'ANALISI DEL BANANA: “LE BORSE SONO UN OROLOGIO ROTTO”!(CHIAMATE LA CROCE VERDE)


BORSA: A PIAZZA AFFARI FTSE MIB -5,16%, FARO CONSOB SU STOP INDICI
BORSA AI MINIMI DAL 2 APRILE 2009
Radiocor - Caduta del 5,16% per Piazza Affari. E' la performance definitiva dell'indice Ftse Mib aggiornata sulle piattaforme di negoziazione e sul sito di Borsa Italiana, dopo che l'indice era stato bloccato a causa di problemi tecnici. Il Ftse Mib chiude quindi a 16.128 punti, il livello piu' basso dal 2 aprile 2009. Non risultano ancora aggiornati gli altri indici milanesi.
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Intanto Consob e' in contatto con Borsa Italiana per verificare quali siano state le cause dello stop odierno degli indici di Piazza Affari. Secondo quanto appreso, si e' trattato di un problema di raccolta e diffusione dei dati, nato da un blocco dei flussi informativi funzionali al calcolo degli indici, mentre le attivita' di trading si sono svolte con regolarita'. Al momento non sono ancora note le cause del problema tecnico-informatico.

2- BCE: SCENDE IN CAMPO CONTRO LA CRISI, MA NON CONVINCE-IL COMMENTO
di Mirca Mantero
Radiocor - La Bce scende in campo per tentare di arginare la crisi che si sta diffondendo sui mercati di mezza Europa, ma lo fa solo a mezzo servizio, sottovoce, per cosi' dire, e in modo non sufficientemente convinto per portarsi dietro gli investitori che da giorni vendono titoli di Stato italiani e spagnoli. La prossima stretta monetaria dipendera' dall'andamento dei mercati finanziari e potrebbe slittare da ottobre, come previsto fino a ieri, a fine anno o addirittura al 2012.
BORSABORSA

L'annuncio della riapertura del programma di acquisti di titoli pubblici, fermo ormai da 18 settimane, e' stato dato da Trichet in modo indiretto e, in ogni caso, come trapelato in seguito, gli acquisti hanno riguardato solo Irlanda e Portogallo e non Italia e Spagna. L'Italia, ha detto Trichet, deve varare al piu' presto le tanto necessarie riforme strutturali e, se possibile, anticipare il risanamento, eliminando tutti quegli ostacoli che non permettono di sfruttare il vasto potenziale imprenditoriale e di risor se umane del Paese.
BorsaBORSA

La delusione sulla 'tiepida' discesa in campo della Bce ha fatto passare in secondo piano l'altra misura non convenzionale annunciata oggi, il ritorno al finanziamento a sei mesi, tasso fisso e volume illimitato per le banche dell'Eurozona anche se le misura rischia di creare sempre piu' dipendenza nei Paesi in crisi: in giugno due terzi dei finanziamenti erogati da Francoforte sono andati a banche in Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna.

Lo scenario offerto da Trichet e' stato un po' piu' pessimista sulla crescita e sempre aggressivo sui rischi di inflazione, con una Bce sempre 'molto attenta' sui rischi per i prezzi. Nel complesso, la Banca centrale non sembra aver riconsiderato la sua strategia e le sue mosse future alla luce delle turbolenze di mercato, ma le decisioni di oggi indicano che il timing della prossima stretta sara' fortemente dipendente dagli andamenti di mercato.
borsa_valori_hong_kongBORSA_VALORI_HONG_KONG

3- BORSE NEL CAOS MONDIALE
borsa di madridBORSA DI MADRIDpiazza affariPIAZZA AFFARI
Scivolone finale per le principali borse europee sulla scia del calo registrato a Wall Street. Il Ftse Mib di Milano è stato sospeso e non viene calcolato per probabili ragioni tecniche, anche se Borsa Italiana non precisa la ragione del blocco, mentre Londra cede il 3,01%, Parigi il 2,47% e Francoforte il 3,14%.
In Piazza Affari ben 13 titoli tra le blue-chip sono congelati per eccesso di volatilità. Il valore dell'Ftse Mib non risulta aggiornato. Scambi sospesi anche sulle piazze finanziarie di Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona. Lo comunica il Nyse Euronext precisando che a causa di un guasto tecnico le contrattazioni sono state interrotte dalle 16,28. Una portavoce ha fatto sapere inoltre che non è ancora in grado di dire quando riprenderanno.
piazza affariPIAZZA AFFARI
«I fondamentali economici sono solidi e le banche, il cui tonfo in Borsa è assolutamente eccessivo, sono in piedi», aveva detto ieri il premier Silvio Berlusconi nel suo discorso alla Camera. A pochi minuti dalla chiusura Milano si conferma maglia nera d'Europa e il comparto bancario è, ancora una volta, quello che più di tutti paga la volatilità del mercato.
A metà pomeriggio arrivano le parole di Jean-Claude Trichet. Il presidente della Bce annuncia che il consiglio direttivo della Bce ha deciso «un'operazione supplementare di liquidità» per frenare le tensioni «particolarmente alte» sui mercati. Trichet non ha confermato invece il ripristino dell'acquisto di bond come misura preventiva per alleviare la pressione sui titoli spagnoli e italiani.
«Non sarei sorpreso se alla fine di questa conferenza stampa si vedesse qualcosa a proposito degli acquisti di titoli di stato», si è limitato a dire. Dopo la mossa analoga di ieri della banca centrale svizzera, questa mattina anche la Bank of Japan è intervenuta sul mercato acquistando dollari Usa per stoppare la corsa al rialzo dello yen e annunciando un nuovo allentamento della politica monetaria, ampliando il programma di acquisto di asset finanziari di ulteriori 10 mila miliardi di yen.
draghi trichetDRAGHI TRICHET
Il Comitato di Politica Monetaria della Banca di Inghilterra ha deciso invece di lasciare inalterato il tasso di interesse di riferimento allo 0,5%, il minimo storico, in vigore dal marzo 2009. In attesa dei dati Usa sulle richieste di sussidio di disoccupazione, Londra perde l'1,88%, mentre Parigi segna una flessione dell'1,27%.

2- WALL STREET: IN FORTE CALO DJ -2,95%, NASDAQ -3,47%, S&P -3,35%
Radiocor -
 Wall Street in forte calo, con i listini che arrivano a cedere piu' del 3% sulla scia delle deludenti notizie dal fronte dell'occupazione e sui rinnovati timori sullo stato di salute dell'economia americana. Due ore e mezza dopo l'apertura, il Dow Jones cede il 2,95%, a 11.545,26 punti, il Nasdaq scende del 3,47% a 2.599,71 punti, e lo S&P arretra del 3,35%, a 1.219,60 punti.
RAFFAELE JERUSALMI BORSA ITALIANARAFFAELE JERUSALMI BORSA ITALIANA
3- BORSA: FINALE AL CARDIOPALMA, -4% PARIGI, GIALLO SU INDICI MILANO
Radiocor 
- Pomeriggio thriller sui mercati azionari e obbligazionari europei. Non basta l'apertura della Bce ad aste a lungo termine e l'indiscrezione per cui l'Eurotower e' attiva nell'acquisto di titoli di stato periferici. Parigi e' la peggiore (-4%), mentre e' giallo sugli indici milanesi sospesi per problemi tecnici: il future sul Ftse Mib ha chiuso a -5,16%.
WALL STREETWALL STREET
 by dagospia