martedì 30 ottobre 2012
SALE LO SPREAD, SALE L’ASTENSIONE E GRILLO MINACCIA DI STABILIZZARSI AL 20% ALLE PROSSIME POLITICHE. AL QUIRINALE, RE GIORGIO NON SA PIÙ COME FARE A MODIFICARE IL PORCELLUM E A GARANTIRE UN MONTI BIS AI SUOI DANTI CAUSA DI WALL STREET E BERLINO. SCOMMETTIAMO CHE NEI PROSSIMI GIORNI TORNERÀ IL “GOVERNO DELLA PAURA”? - 2- INTANTO, CHI DEVE FARE AFFARI CON (E SU) QUEL CHE RESTA DELL’ITALIA RISCHIA DI PERDERE LA BUSSOLA. MA IL MOMENTO È PROPIZIO, VAI CON UN NUOVO CONDONO EDILIZIO! - 3- RICAPITOLIAMO: IN PUGLIA C’È VENDOLA, IN SICILIA C’È CROCETTA. IN CAMPANIA… FORZA CALDORO, BUTTATI DALL’ALTRA PARTE CHE ALLE PROSSIME ELEZIONI FAI IL BOTTO! -
a cura di COLIN WARD e CRITICAL MESS
1- SOVRANITA' LIMITATA E SCENEGGIATE SICILIANE...
Sale lo spread, sale l'astensione e Grillo minaccia di stabilizzarsi al 20% alle prossime politiche. Al Quirinale, Re Giorgio non sa più come fare a modificare il Porcellum e a garantire un Monti bis ai suoi danti causa di Wall Street. Scommettiamo che nei prossimi giorni tornerà il "governo della paura"? Intanto, chi deve fare affari con (e su) quel che resta dell'Italia rischia di perdere la bussola. Ma il momento è propizio, vai con un nuovo condono edilizio!
GRILLO SICILIA
Dopo l'apertura delle urne cinerarie in Magna Grecia, l'annuncio mafioso delle Borse viene ammesso tranquillamente dall'esimio professore Alberto Quadrio Curzio: "Siamo sorvegliati. I politici stiano attenti alle parole" (Messaggero, p. 9). Il Giornale punta dritto sul coraggio di Goldman Monti: "Fiducia, Monti finge sicurezza e si nasconde dietro lo spread" (p.8). E sul Corriere, Angelino Verderami la spara grossa: "Voto frammentato, spunta la ‘sindrome greca'.
GRILLO BEPPE
Nessun partito ha toccato quota 20 per cento. Ricette diverse per arginare l'effetto Grillo" (p. 8). Non è da meno la Repubblica degli Illuminati, che a pagina 2 deve far buon viso a cattivo gioco per rispetto dei suoi lettori: "Sicilia, la rivoluzione di Crocetta. Vince l'asse Pd-Udc, crolla il Pdl". Ma nella pagina accanto rispecchia fedelmente il punto di vista di Lorsignori: "E ora Monti teme lo showdown. ‘Bisogna evitare che il governo venga paralizzato da Berlusconi'. Allarme del Quirinale. Convocato il Cavaliere".
MONTI NAPOLITANO
Non a caso, approfitta del grave momento Luchino di Montepariolo: "Silvio ha spolpato il Paese, ora spetta al Professore decidere se deve candidarsi" (Repubblica, p. 13 e Stampa p. 6).
Dunque, ricapitoliamo: in Puglia c'è Vendola, in Sicilia c'è Crocetta. In Campania...Forza Caldoro, buttati dall'altra parte che alle prossime elezioni fai il botto!
2- QUANTO GLI FA MALE L'ASTENSIONE...
Il 53% dei siciliani che non va a votare sembra un sogno di Saramago ("Saggio sulla lucidità"). Ma per la Grande Stampa Accettata è un incubo indecifrabile.
GIANCARLO CANCELLERI
Sul Messaggero di Calta-papà, Stefano Cappellini scrive che "il partito del non voto diventa per la prima volta maggioranza assoluta, a testimonianza di una disaffezione e di una sfiducia verso l'offerta politica, quella tradizionale e quella dei nuovi movimenti, preoccupante per la tenuta delle istituzioni locali e inquietante se proiettata su scala nazionale" (p. 1).
Più freddo, Massimo Franco sul Corriere: "Chiunque vinca alle prossime elezioni, a meno che non sia legittimato da numeri plebiscitari, ormai deve cominciare a pensare non solo alla propria maggioranza, ma alle sue dimensioni e alla sua qualità. E dunque porsi il problema di rappresentare e dare voce ai ‘non elettori'" (p. 1). Secondo la Stampa dei Lingotti in fuga "il non voto e l'antivoto sono due facce della stessa (minacciosa) medaglia".
MONTI THE-GOLDMAN-SACHS
3- MA FACCE RIDE!...
Poi passa quel sant'uomo del ministro per la Cooperazione (con i Poteri Marci) Andrea Riccardi, e secerne la pillola di saggezza quotidiana: "Ormai pure i grillini sono visti come parte del teatrino" (Messaggero papalino, p. 5)
BERLU
4- ANGELINO, ANGELINO, MA TU GUARDA CHE CASINO...
Tempi sempre più grami per Angelino Al Fano, l'ex ciambellano del Banana che si credeva leader. La sconfitta in Sicilia gli viene addebitata per "mancanza di quid", come direbbe il suo Principale e per la rissa con Miccichè junior. Repubblica gode: "E Berlusconi lascia solo Angelino. ‘Farò alleanze con Bossi e Tremonti. Con Miccichè avremmo vinto, io l'accordo l'avevo trovato'.
Il Cavaliere sicuro che si voterà con il Porcellum. ‘Posso anche chiamare quelli di Publitalia" (p. 7). Il Giornale intestato a Paolino Berluskino lo piglia per i fondelli con un bel titolo a tutta prima: "Quid o morte. Ultima chiamata per il Pdl". L'altro foglio di osservanza caimana non è da meno: "Una crocetta sul Pdl. Batosta in Sicilia" (Libero, p. 1)
ROSARIO CROCETTA
5- VERTICI STATO-MAFIA...
Ieri, esordio con rinvio al processo dei morti viventi di Palermo. "Stato-mafia: boss e politici davanti al giudice. Prima udienza per il procedimento sulla ‘trattativa', subito rinviata al 15 novembre. Collegati in video Totò Riina, Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca" (Stampa, p. 20). Praticamente, mezzo pentapartito.
Nei secoli fedeli al principio all'articolo 1 della Costituzione italiana ("Cane non mangia cane") guarda caso "Il governo non si costituisce parte civile al processo: Mancino graziato" (Giornale, p. 10). Sul Cetriolo Quotidiano, un titolo per ricordare che su certe storie il silenzio è d'oro: "Vietato entrare: la stampa di tutto il mondo chiusa fuori dal tribunale" (p. 13)
MONTEZEMOLO E JOHN ELKANN JPEG
6- I FAMOSI ADDII DEL SOR-GENIO CIDIBBI' (COME IL BANANA)...
"L'impero di De Benedetti passa ai figli", titola la Stampa. Si spera senza pagare troppe tasse. Francesco Manacorda spiega molto bene "l'addio a puntate dell'Ingegnere e i conti in rosso. Nell'ultimo trimestre la holding Cir finisce in negativo, pesano i risultati di Sorgenia" (Stampa, p. 29). Sul Giornale del mancato socio Silvio, "De Benedetti regala il gruppo ai figli. Il controllo della Cir ai tre eredi. Mondardini chiamata a guidare, al posto di Rodolfo, la holding finita in rosso" (p. 21).
ANDREA RICCARDI
Sul Cetriolo Quotidiano, Stefano Feltri osserva: "Come Berlusconi, anche De Benedetti lascia la prima fila. Ma non se ne va del tutto. Berlusconi continuerà a scegliere i parlamentari, De Benedetti avrà un ruolo nella scelta dei direttori ("Dopo B., anche De Benedetti fa un passo indietro", p. 9).
GIANFRANCO MICCICHE
7- ULTIME DA UN POST-PAESE...
Con un indice di consumo del territorio tra i peggiori d'Europa - e una corruzione inarrestabile - l'Italia si prepara a una nuova missione post-industriale: il turismo del Brutto. Merito dell'ex ministro della giustizia, la toga azzurra Francesco Nitto Palma. Repubblica prova a tenere alta l'attenzione: "Spunta un nuovo condono edilizio. Domani al Senato la proposta del Pdl. Il ddl prende spunto dagli abusi in Campania, ma la norma è estesa a tutto il Paese" (p. 15).
ANGELINO ALFANO DURANTE UN COMIZIO
8- CHAPEAU!...
Ancora su Repubblica, bella inchiesta su uno dei giochi di prestigio del Sire di Hardcore: la "ricostruzione" in Abruzzo. "L'Aquila, la truffa delle ‘case a molla'. ‘In caso di sisma rischiano di crollare'. La superperizia: frode sulla costruzione delle new town volute da Berlusconi. ‘Uno degli isolatori su cui poggiano gli edifici, sottoposto a test negli Usa, si è rotto di schianto'. Almeno 200 i pezzi anomali. I 185 edifici sono costati oltre 7 milioni di euro" (p. 20).
Per liberarvi di noi, ma anche no: colinward@autistici.org
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/1-sale-lo-spread-sale-lastensione-e-grillo-minaccia-di-stabilizzarsi-al-20-alle-46040.htm
QUANTIFICATO IL BOTTINO: DAL ’94 AD OGGI I PARTITI ITALIANI HANNO INCASSATO 2,2 MILIARDI DI RIMBORSI PUBBLICI, DI CUI SOLO 580 MILIONI SPESI PER L’ATTIVITA’ POLITICA - E IL RESTO? AH, SAPERLO! I PARTITI HANNO DISSIPATO 1,6 MILIARDI DI EURO - LA TV DELLA BRAMBILLA E’ COSTATA 600MILA EURO A FORZA ITALIA - I DS PIGNORATI DALLE BANCHE - QUATTRO MILIONI DALLA MARGHERITA NEL FONDO RISCHI PER IL BUCO DEL QUOTIDIANO “EUROPA”…
Fabio Pavesi per il Sole 24 Ore
FRANCESCO BELSITO
La festa (forse) è in parte finita. Il giro di vite deciso sui lucrosi rimborsi elettorali al sistema dei partiti, dovrebbe ristabilire sobrietà nella politica oggi spendacciona. Già perchè per oltre tre lustri gestire un partito in Italia (grande o piccolo non importa) era una sorta di "Albero della Cuccagna". Un business ricco, con pochi rischi e che ha permesso un po' a tutti di crearsi il tesoretto in casa, buono per tutti gli usi, non necessariamente per l'attività politica cioè il core business di quell'impresa particolare che è un partito. I ricavi grazie al perverso meccanismo dei contributi pubblici (5 euro per elettore per ogni anno di legislatura sia politica che regionale che europee) sono stati fino a ieri garantiti e crescenti. Basta spendere il meno possibile per le campagne elettorali e ci si ritrova d'incanto con un mare di denaro liquido.
LUIGI LUSI
Contributi per 2,2 miliardi
Così ha funzionato dal '94 a ieri il sistema costato, come ha rivelato la Corte dei Conti, ai cittadini italiani la bellezza di 2,2 miliardi di euro in soli 18 anni. Con una media annua di 120 milioni di euro. Questa la torta dei ricavi garantiti dallo Stato al sistema dei partiti. Nel migliore dei mondi possibili un partito non dovrebbe fare profitti: tanti ricevi dallo Stato tanto dovresti spendere per propagandare le tue idee. E invece eccolo qui l'artificio: per le spese elettorali i partiti hanno impiegato di quei 2,2 miliardi (lo certifica sempre la Corte dei Conti) solo 580 milioni.
UGO SPOSETTI
Mancano all'appello 1,6 miliardi. Dove sono finiti? In parte si pagano stipendi e affitti, in parte consulenze non meglio specificate contributi ad associazioni. In fondo nessuno ti chiede conto dei giustificativi di spesa. C'entra con la politica? Solo in parte. E i bilanci del 2011 riconfermano il giochino. Il Pd ad esempio ha ricevuto 58 milioni di denaro pubblico nel 2011 e 51 milioni nel 2010. Le spese elettorali vere e proprie l'anno scorso sono state di soli 16 milioni, un terzo del contributo statale. Certo, pesano stipendi per 11 milioni e altri 15 finiscono alle strutture sul territorio. Il Pdl ha incassato 31 milioni dallo Stato (32 milioni nel 2010).
BERLUSCONI E ALFANO
Eppure lo stesso tesoriere del Pdl scrive che le spese elettorali sono diminuite di 11 milioni nel 2011. Ecco la fisarmonica. Nei momenti di crisi puoi ridurre al minimo l'attività, comprimi le spese e metti da parte la cassa. Puoi anche come nel caso del Pdl darti alla beneficenza politica. Ed ecco i 2 milioni girati alle associazioni tra cui i Liberal democratici per il Rinnovamento o l'associazione italiana per la Libertà.
ANGELINO ALFANO E SILVIO BERLUSCONI
E puoi permetterti di accumulare un piccolo tesoretto. Pd e Pdl avevano liquidità a fine 2011 per 24 milioni ciascuno. La Margherita nonostante le incursioni truffaldine dell'ex tesoriere Lusi aveva cassa per 19 milioni. Sette in meno del 2010. E la gestione Lusi ha lasciato in eredità un disavanzo di 10 milioni con un calo di patrimonio da 25 milioni del 2010 ai 15 milioni del 2011.
MARIA VITTORIA BRAMBILLA
Anche la Margherita ha incassato (nel 2010) 12 milioni di rimborsi pubblici. Dove finiscono? Per le campagne elettorali? Non proprio. Quattro milioni sono nel fondo rischi per il buco del quotidiano Europa il cui capitale è azzerato; 5 milioni sono il nuovo fondo rischi per gli organi sociali se verranno chiamati in causa per l'affaire Lusi. L'Idv di Di Pietro ha incassato in due anni 14 milioni di rimborsi pubblici: ne ha spesi per l'attività elettorale solo 7,5.
MARIA VITTORIA BRAMBILLA
E il passivo di 6,5 milioni dell'anno scorso non deve preoccupare Di Pietro che ha una discreta cassaforte in casa: 9 milioni di cassa e 35 milioni di patrimonio. Fieno in cascina per gli anni a venire. La Lega è ricca e militante. Conta per 22 milioni sui soldi pubblici, ma i tesserati ne aggiungono 9 di tasca loro. Tutti, compresi i dirigenti. Solo Umberto Bossi non versava nulla nelle casse del partito. La Lega ha patrimonio per 46 milioni e aveva cassa per 32. Poi l'ex tesoriere Belsito ha usato 20 milioni della cassa per i suoi investimenti strampalati in titoli.
ANTONIO DI PIETRO
Il buco dei Ds e Forza Italia
Ma il dramma della politica che prende denari dallo Stato e fa poi quel che vuole con i soldi pubblici è nel bilancio (l'ultimo) dei Ds e Forza Italia. Il partito-azienda aveva Silvio come banca d'appoggio. Provvedeva lui ai 61 milioni di debiti, al buco patrimoniale di 42 milioni con una mega-fidejussione da 177 milioni per coprire crediti per 123 milioni. Per i Ds provvedevano invece le banche che si sono ritrovate creditori a perdere per 150 milioni con pignoramenti sui futuri rimborsi elettorali. Mentre i Ds mettevano al sicuro gli immobili sotto il cappello delle Fondazioni. Un partito che ha chiuso la sua carriera con un buco patrimoniale di ben 145 milioni. Nonostante i ricchi e copiosi rimborsi dallo Stato. La politica sprecona è in questa amara fotografia.
2-I casi: il buco della tv di Maria Vittoria Brambilla coperto da Forza Italia
Quando ricevi soldi pubblici senza doverne giustificare il loro impiego tutto è possibile. Puoi spenderli male, erogarli a chi vuoi. Farne l'uso che credi. Come l'avventura della «TV della Libertà», la creatura televisiva dell'ex ministro Maria Vittoria Brambilla durata lo spazio di un mattino e che ha lasciato le macerie dietro di sé. Solo nel 2011 Forza Italia ha destinato 600mila euro a copertura delle perdite della televisione dei circoli del partito. E che dire dei militanti del Pdl che nel 2011 hanno contribuito con 13 milioni alle entrare del partito, mentre parlamentari e consiglieri regionali sono morosi verso lo stesso partito per 4,6 milioni? I semplici militanti pagano, la casta degli eletti no.
ANTONIO DI PIETRO
E le somme ingenti versate dai Democratici di Sinistra per ripianare il buco patrimoniale da 52 milioni per le partecipate editoriali del partito costate solo nel 2011 8 milioni di svalutazioni? Le paga il partito, ma di fatto lo pagano i contributi pubblici. E come si fa del resto ad accumulare debiti con le banche per 150 milioni (sempre i Ds) e con gli istituti di credito costretti a pignorare i rimborsi elettorali pur di avere indietro i propri quattrini?
E ancora: non è chiaro perchè il Pdl versa ad Angelino Alfano un contributo di 61mila euro a «sostegno della sua attività di comunicazione»; o perchè ha garantito un bonifico bancario da 75mila euro a favore della Carfagna giustificato tra le «iniziative per accrescere la partecipazione attiva delle donne alla politica».
ANTONIO DI PIETRO IDV
Piccole cose certo, ma che forse in un bilancio "pubblico" andrebbero spiegate meglio. Poi ci sono le grandi malversazioni quali quella di Lusi che avrebbe sottratto alla Margherita svariati milioni di euro. O quella di Belsito il tesoriere della Lega che pagava la Bossi family, mentre lo stesso Umberto Bossi era l'unico tra i vertici della Lega a non contribuire finanziariamente al partito. L'elenco è lungo, ma un fatto è certo. Non puoi continuare a erogare rimborsi pubblici a fronte di spese non ancora avvenute. Andrebbe capovolto il sistema: prima spendi, poi si verifica l'attinenza della spesa con l'attività politica e solo allora i cittadini possono rimborsarti. Un cambio di rotta copernicano. Troppo per la politica italiana? Forse sì.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/quantificato-il-bottino-dal-94-ad-oggi-i-partiti-italiani-hanno-incassato-22-miliardi-46041.htm
OGNI MALEDETTO GOVERNO - MONTI: “ABBIAMO FATTO COSE MOLTO SGRADEVOLI, EPPURE QUESTO MALEDETTO GOVERNO HA UN LIVELLO DI GRADIMENTO PIÙ ALTO DEI PARTITI” (DOVE, A BERLINO?) - COL BANANA CHE HA MESSO LE CARTE (FALSE) SUL TAVOLO, IL PREMIER NON HA NIENTE DA PERDERE, E SA CHE PER ORA IL PDL NON INTENDE DAVVERO FARLO CADERE: SE SI VOTA A FEBBRAIO COL PORCELLUM, VINCE IL PD - E POI CI SONO I POTERI INTERNAZIONALI E LO SPREAD…
MONTI, POLITICHE GIUSTE NON FANNO PERDERE CONSENSI
(ANSA) - C'é un messaggio "importante per i politici che governeranno il paese: non crediate che non potete fare le politiche giuste perché altrimenti perdereste consensi". E' un passaggio dell'intervenendo del premier Mario Monti oggi ad un incontro del World Economic Forum a Roma.
MONTI E BERLUSCONI
2 - MONTI,GRADIMENTO GOVERNO NON ALTO MA MEGLIO DI PARTITI
(ANSA) - "Abbiamo fatto cose molto sgradevoli e spiacevoli, sia per chi le ha subite che per chi le ha fatte. Eppure la percezione del popolo di questo maledetto governo non é rosea, ma il livello di gradimento è molto più elevato di quello dei partiti". Lo ha detto il premier Mario Monti ad un convengo del World Economic Forum.
BENNY SU BERLUSCONI E MONTI DA LIBERO
3 - MONTI NON VUOLE PIEGARSI A B. E PROVA A RESISTERE
Stefano Feltri per "il Fatto Quotidiano"
Mario Monti ostenta indifferenza davanti all'ipotesi del voto anticipato, della chiusura improvvisa della sua esperienza a Palazzo Chigi. Ma gli seccherebbe parecchio che si finisse per votare a febbraio: la fine imprevista del governo tecnico, per mano proprio di quel Silvio Berlusconi che lo ha reso necessario, manderebbe il messaggio sbagliato all'Europa. Il ritorno della politica coinciderebbe col ritorno della solita, inaffidabile, Italia, invece che con un nuovo inizio.
SILVIO BERLUSCONI E MARIO MONTI
"I mercati hanno dimostrato anche ieri che non sono proprio indifferenti alle parole di Berlusconi", dice un membro del governo. "Però non possiamo mica mandare i carri armati in strada", scherza rassegnato un sottosegretario.
Da Madrid, dopo un vertice con il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, Monti è gelido come solo lui sa essere sulla prospettiva che Berlusconi sfiduci l'esecutivo: "Non posso chiamare minaccia una cosa che a noi non toglierebbe niente, se non un'attività di governo che non è stata da noi ricercata".
MERKEL MONTI
Ce ne possiamo andare quando volete, è il senso. Passano poche ore e il segretario del Pdl, Angelino Alfano, annuncia in una conferenza stampa: "Per quanto ci riguarda il governo Monti va avanti". Non si sa se Alfano possa ancora parlare a nome di tutto il Pdl, dopo le uscite di Berlusconi e la disfatta in Sicilia, ma la crisi è almeno rimandata. Per diverse ragioni che a Palazzo Chigi sono ben chiare.
MERKEL MONTI
La prima sta nei mercati: lo spread ieri è salito, non moltissimo ma in modo evidente: un rialzo del 5,7 per cento fino a 356 punti. Un rialzo che nel governo attribuiscono alle parole di Berlusconi che hanno aggravato la principale fragilità dell'Italia rispetto agli investitori, cioè l'incertezza politica. Monti ne ha discusso anche con Rajoy, ieri a Madrid: la condizione di tregua sui mercati non può essere messa a rischio, perché il prezzo di un rialzo dei tassi sul debito pubblico in questo momento finisce per scaricarsi subito sui cittadini con nuove tasse o tagli.
DAVID THORNE
Grazie alla protezione della Bce, la Spagna conta di non chiedere aiuti al-l'Europa e l'Italia di non dover fare altre manovre. E questo Monti è pronto a spiegarlo pubblicamente, se la politica continuerà a fare danni. Il secondo segnale di sostegno a Monti è arrivato dall'ambasciatore americano a Roma David Thorne: "L'America apprezza molto la nuova direzione dell'Italia, gli sforzi per far crescere l'economia, per aiutare l'unificazione della zona europea. Perciò noi vogliamo sostenere questa direzione". Fuori dall'Italia, insomma, non c'è alcuna fretta di liberarsi di Monti.
ALFANO BERSANI CASINI
E il premier scommette che non ci sia neppure in patria: nessuno dei partiti pare intenzionato a creare incidenti sulla legge di Stabilità che imposta il bilancio del prossimo anno. Anche perché il governo ha fatto capire da subito di accettare qualunque modifica, purché non tocchi i saldi finali. Non si vede nell'immediato alcun pericolo parlamentare. Se la crisi ci dovesse essere, sarà fuori da Camera e Senato. Ma anche il Pdl può avere interesse a prendere tempo.
IL TRIO BERSANI CASINI ALFANO
Monti, in privato come in pubblico, non ammette alcuna ambizione personale, ma le elezioni anticipate a febbraio significano che poi a Palazzo Chigi ci sarà Pier Luigi Bersani (è ormai certo che si voterà con il Porcellum, il Pd avrà quindi il premio di maggioranza e il 54 per cento dei seggi alla Camera). Il professore potrebbe trasferirsi al Quirinale a maggio, ma con un margine di incertezza non piccolo (in una nuova fase potrebbero esserci altri concorrenti).
GOVERNO MONTI
Molto meglio con il voto ad aprile: in quel caso si eleggerà prima il capo dello Stato (e Monti sarebbe favorito di gran lunga), il quale poi darebbe l'incarico al presidente del Consiglio. Questo è lo scenario progettato dal presidente Giorgio Napolitano. Ma i risultati della Sicilia dimostrano che ormai è impossibile fare previsioni sul comportamento degli elettori. E che, perfino Monti e Napolitano, potrebbero trovarsi spiazzati. Sempre che dai mercati finanziari non arrivino messaggi particolarmente persuasivi.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ogni-maledetto-governo-monti-abbiamo-fatto-cose-molto-sgradevoli-eppure-questo-maledetto-governo-ha-46042.htm
lunedì 29 ottobre 2012
PUNTATA DEL 28/10/2012 Torna alla lista puntateALI REZA ARABNIA DI Giuliano Marrucci - Economia da report
ALI REZA ARABNIA
Di Giuliano Marrucci
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Cinisello Balsamo, tra decine di aziende in crisi, finalmente una dove c'è qualcosa da
festeggiare.
MASSIMILIANO ORSINI - PROJECT MANAGER
Festeggiamo perché con la busta paga di questo mese ci sono stati ridati i soldi persi
con la cassa integrazione.
CHIARA PASETTI - COMMUNICATION MANAGER
Praticamente equivale ad una mensilità e in più c'è stato dato anche un premio, quindi
è molto di più rispetto a quello che ci è stato tolto.
ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICO
Avevo sempre detto che per me era un debito morale. Quando poi le cose sono
cominciate ad andare bene, ho deciso di restituire quello che tutti avevano perso.
Sopratutto l'ho fatto per me stesso, perché io amo dormire e volevo continuare a
dormire e facevo fatica veramente a immaginare che io adesso cominciamo a partire,
avere bei utili, di qua e di là e però questo era su qualcosa che loro avevano
investito in azienda.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Quando l’azienda va male si licenzia o si scarica sulla cassa integrazione. Da gennaio
ad oggi siamo arrivati a 800 milioni di ore di cassa integrazione. Poi quando succede
che l’azienda riprendemacinare utili, è difficile che l’ imprenditore si ricordi dei
dipendenti, a cui è stata tirata la cinghia. Uno che non ha la memoria corta l’ha
trovato Giuliano Marrucci.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Alla Geico progettano e costruiscono impianti in grado di verniciare centinaia di
migliaia di auto l'anno. Con poco più di 100 dipendenti sono comunque riusciti a
sopravvivere alla concorrenza delle uniche 3 aziende al mondo che fanno il loro stesso
mestiere, ma che sono 20, 30 volte più grandi. Poi, è arrivata la crisi.
ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICO
Mah, noi in quel momento lì eravamo un'azienda di circa 70 milioni media di fatturato
e fra agosto 2008 e dicembre 2010 abbiamo avuto più di 120 milioni di ordini
cancellati o spostati. E onestamente io avevo sentito dire di sudore freddo, ma non
avevo sperimentato, ma in quel periodo lì ho avuto tante notti che mi svegliavo con
sudore freddo.....Proprio sembrava che mercato auto era andato in coma.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Ma mentre i concorrenti cominciano subito a licenziare...
ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICO
Noi non abbiamo mandato via nessuno, anzi, avevamo 3, 4 persone in prova, li
abbiamo tenuti.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPOSaranno le radici iraniane, fatto sta che per Arabnia i sacrifici si cominciano sempre a
chiedere dall'alto.
CHIARA PASETTI - COMMUNICATION MANAGER
Ha utilizzato parte del suo patrimonio per salvaguardare l'azienda, e una parte non
indifferente, e quando ha deciso di intervenire in azienda, il primo canale sono stati
comunque i nostri capi, i dirigenti, che da loro hanno cominciato ad avere riduzioni
comunque a livello di stipendio.
ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICO
È una questione proprio culturale di questa azienda, e come tale quando è arrivato il
momento io non ho dovuto neanche dirlo ai dirigenti. Sono uscito, ho detto: non
voglio influenzarvi, non voglio vedere chi firma su questa lavagna, però dovete
firmare e vedere chi è d'accordo. Ed è stato bellissimo perché non sono riuscito ad
arrivare da Valeria che hanno aperto la porta e hanno detto che tutti... E questa è la
Geico, non sono io, questa è la Geico.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Un copione che Arabnia aveva già vissuto nel 2001, quando era amministratore
delegato di Fast & Fluid, un' azienda destinata al fallimento e che lui in pochi anni fa
diventare leader mondiale dei macchinari per la miscelazione delle vernici.
ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICO
Per la questione delle torri gemelle, c'è stato un crollo del mercato americano, e
avevamo pressione di licenziare la gente. Io semplicemente ho detto no, non mi pago
lo stipendio, non mi pago i bonus, non mi pago le stock options, ma non licenzio.
Grazie al cielo il mercato è ripreso subito neanche un mese dopo, due mesi dopo.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
A questo giro però la crisi è molto più grave, e tirare la cinghia per qualche mese di
sicuro non basta.
ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICO
Sapevamo che quando le cose cominciavano a riprendersi diventava una gara al
prezzo pesantissima, perché quando c'è così tanta fame, un'azienda grossa per
comunque andare avanti in qualche maniera è disposta anche a perdere qualche soldo
e a prendere lavori anche sottocosto. Noi non avevamo i numeri per poter farlo. Allora
l'unica possibilità che avevamo era innovazione, perché i nostri concorrenti
dichiaravano che avrebbero fatto riduzione dei costi, blocchi di investimenti, e noi
abbiamo detto: beh, in questo periodo, loro, essendo fermi, possiamo sorpassarli.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Per sorpassarli Arabnia mette sul piatto qualche milione di euro e fa nascere questo
centro tecnologico.
GIAMPAOLO COVIZZI - SENIOR ADVISOR VALUE MANAGEMENT
Noi abbiamo cominciato come ideazione nel 2008 e a ottobre del 2009 abbiamo fatto
l'inaugurazione del Pardis.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
L'obiettivo è sviluppare prototipi che riducano i consumi.
ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICOPerché i nostri impianti sono i più grandi consumatori di energia in fabbriche di auto.
Un impianto classico di 300, 360 mila scocche all'anno potrebbe consumare da 10 a
14 milioni di euro. Capisce che quando lei risparmia il 30%...
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
E mentre qui si testano nuovi prodotti, negli uffici si rivolta l'azienda come un calzino.
MARINELLA NINU - CORPORATE INITIATIVES & QUALITY
Comunque fuori era il buio, cioè noi non potevamo fare altro che all'interno
migliorarci, e quindi migliorare i nostri processi.
SIMONA TANTARDINI - ADVANCED ENGINEERING & COST ESTIMATION
Abbiamo approfittato proprio anche per migliorare tutte le nostre competenze
tecniche, cose che quando sei preso dalle offerte quotidiane magari lasci sempre in
secondo piano.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Ma nonostante gli sforzi, il mercato non accenna a riprendersi.
PATRIZIA QUADRI - VICE PRESIDENT HUMAN RESOURCES
Abbiamo dovuto affrontare un argomento che era molto lontano dalla nostra filosofia,
che devo dire ancora oggi il dottor Arabnia non riesce a pronunciarne il nome che è la
cassa integrazione.
CHIARA PASETTI - COMMUNICATION MANAGER
Mi ero appena sposata, quindi, come dire, una persona comincia a pensare alla
propria certezza economica…
SIMONA TANTARDINI, ADVANCED ENGINEERING & COST ESTIMATION
Quando poi si è in due a lavorare qui dentro ovviamente pensi subito al bilancio
familiare, però allo stesso tempo non la sentivi un'azienda rassegnata, ma anche qua
tra colleghi non eravamo rassegnati col muso lungo.
ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICO
Erano loro che davano coraggio a me, era una cosa incredibile, erano ragazzi che io
vedevo in ascensore, o non so, nel corridoio, nei loro uffici, che dicevano: no, guardi
dottore, ce la faremo, ce la faremo, ce la faremo. E questo mi dava ancor più
responsabilità.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Fino a quando, un bel giorno...
CHIARA PASETTI - COMMUNICATION MANAGER
Ero qui al quinto piano e il dottor. Arabnia è uscito dal suo ufficio urlando “Ah, ce
l'abbiamo fatta!”... Al che mi ricordo che tutti, tipo api, escono dal loro alveare. Ci
siamo affacciati alle porte e abbiamo detto: “ che cosa abbiam preso?” lui ha detto:
“abbiamo preso l'ordine di Renault...”
Io son rientrata nel mio ufficio proprio mi son venute queste lacrime, lacrime di gioia
ovviamente.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Poi vincono anche l'ordine di Peugeot in Brasile, nonostante avessero chiesto il 10% in
più dei concorrenti.ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICO
Perchè il risparmio che potevano avere con quell'impianto, era così tanto che in un
anno ammortizzavano quello che avevano pagato in più.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
E oggi Arabnia non solo riesce a restituire ai suoi dipendenti tutti i soldi persi durante
il periodo di cassa integrazione, ma anche a convincere uno dei suoi competitori a
seppellire l'ascia di guerra e a firmare un'alleanza storica.
ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICO
Oggi siamo parte di un gruppo di 1 miliardo e 8 di fatturato, dove però noi abbiamo
una posizione dominante.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
E dove costruiranno il loro nuovo centro tecnologico? Proprio qui, a Cinisello Balsamo.
ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICO
Noi avevamo delle opportunità in Inghilterra, in America, in Giappone e in Cina, e in
ognuno di questi ci sarebbe costato molto meno, ma io gli ho spiegato: ricerca cosa
vuol dire? Ricerca sono persone che devono pensare. Siccome persone che hanno
creato quello che hanno creato sono qui, dell’ Italia, dobbiamo fare questa cosa qua
dove sono loro.
GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
E per gli uomini di Geico parte una nuova sfida.
ALI REZA ARABNIA – PRESIDENTE GEICO
Siccome 16 giugno 2020 è il mio compleanno e teoricamente posso andare in
pensione, metto come obbiettivo di arrivare a fare un impianto di verniciatura che sia
totalmente autosufficiente per consumo energetico. È in riconoscenza di quello che gli
altri hanno lasciato per me, vorrei lasciare qualcosa per gli altri che arrivano dopo di
me.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Insomma, i dipendenti che si sono visti il salario ridotto per via della cassa
integrazione ci hanno detto che poi sono stati rimborsati. Pensiamo che correre
qualche rischio non sempre a spese degli altri sia il solo modo sano di fare impresa,
quella che poi il mercato premia.
http://www.report.rai.it/dl/docs/1351450022785ali_reza_arabnia_diceno_report_pdf.pdf
COLPITO E DERISO DALLA “MAGISTRATOCRAZIA”, IL NANO S’E’ ROTTO IL CAZZO, TORNA CAIMANO E SFANCULA TUTTI: MONTI E IL SUO GOVERNO TECNICO, MERKEL, SARKOZY, FISCO - 2-"NON È PIÙ UNA DEMOCRAZIA. È UNA DITTATURA DEI MAGISTRATI. È UNA MAGISTRATOCRAZIA” - 3- “IL GOVERNO DEI TECNICI HA INTRODOTTO MISURE CHE PORTANO L'ECONOMIA IN UNA SPIRALE RECESSIVA E HA ADOTTATO AL 100 PER 100 LE INDICAZIONI DELLA GERMANIA EGEMONE” - 4- QUANTO A MONTI, “SE CREDERÀ DI PARTECIPARE ALLE ELEZIONI E DI FARSI ELEGGERE COME CANDIDATO PREMIER POTRÀ SVOLGERE IL RUOLO DI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - 5- “NON SI DEVE MAI PIÙ AUMENTARE LA PRESSIONE FISCALE. SIAMO GIUNTI ALL’ESTORSIONE” - 6- “CON QUEI SORRISI LA MERKEL E SARKOZY ASSASSINARONO LA MIA CREDIBILITÀ POLITICA”
MONTI BIS? «SOLO SE SI CANDIDA ALLE ELEZIONI»
Sole 24 Ore.com
MERKEL E SARKO RIDONO DI BERLUSCONI
BERLUSCONI FURIOSO
«Confermo la mia decisione di non presentarmi come candidato alla presidenza del Consiglio in modo da facilitare l'alleanza di tutti i moderati in un unico rassemblement». Lo ha detto l'ex premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Villa Gernetto. «Resto però in campo, continuerò a essere presidente del mio movimento. Intendo dedicare la massima parte del mio tempo al mio Paese e continuare nell'opera di modernizzazione e cambiamento con cui mi sono presentato agli italiani nel 1994». «Confermo che nel nostro partito ci saranno le primarie», ha aggiunto.
L'INTRUSO DI CANNES DAL FATTO QUOTIDIANO
IL GOVERNO MONTI E LA SPIRALE RECESSIVA
Il Governo dei tecnici, «ebbe per nostro preciso invito il compito di cambiare la Costituzione. Ma nessuno di questi cambiamenti è stato presentato». «Il Governo dei tecnici ha introdotto misure che portano l'economia in una spirale recessiva» e «ha adottato al 100 per 100 le indicazioni della Germania egemone, anche sul piano dell'economia». Quanto a Monti, «se crederà di partecipare alle elezioni e di farsi eleggere come candidato premier potrà svolgere il ruolo di presidente del consiglio».
SARKOZY BERLUSCONI E MERKEL AL G VENTI
L'ESTORSIONE FISCALE
Sul piano fiscale, Berlusconi parla di «estorsione fiscale», con gli italiani «spaventati da questo sistema violento del trattamento dei contribuenti». «Non si deve mai più aumentare la pressione fiscale», ha poi chiarito. «L'abrogazione dell'Imu e l'impegno» a non mettere mai alcuna tassa sulla casa, che costituisce «il pilastro sicuro per ogni famiglia», è uno dei punti del programma politico di Berlusconi.
BERLUSCONI FURIOSO
LA GERMANIA E I SORRISI DI MERKOZY
«La Germania ha forzato il Consiglio dei capi di Governo ad alcune decisioni che io non ho mai condiviso». Così Berlusconi torna sulle decisioni prese quando ancora era presidente del Consiglio. «Con quei sorrisi la Merkel e Sarkozy tentarono l'assassinio politico della mia credibilità internazionale».
BERLUSCONI FURIOSO
IL CALCOLO DEL PIL SOMMERSO
«Il nostro Pil emerso deve essere sommato al Pil sommerso, è una caratteristica della nostra economia, è prodotto. Così noi si andava a oltre 2mila miliardi di Pil e si scendeva sotto il 100% del debito», ha detto Berlusconi, che ha spiegato che con questo conteggio «l'Italia si pone al secondo posto per solidità economica dopo la Germania». Per questo motivo imporre all'Italia misure rigide volute dal Fiscal compact «significa portare l'economia alla recessione».
MONTI E BERLUSCONI
LA «MAGISTOCRAZIA»
Durante la conferenza stampa di Villa Gernetto, l'ex capo del Governo ha puntato il dito contro una sentenza «inaspettata, incredibile e intollerabile» dove «vengo presentato come un individuo dotato di una particolare capacità naturale a delinquere. Non credo di poter accettare una cosa del genere - ha evidenziato ancora Berlusconi - credo che si sia passato il limite». «La giustizia non può andare avanti così. Questa non è più una democrazia. È una dittatura dei magistrati. È una magistratocrazia»,
SILVIO BERLUSCONI E MARIO MONTI
LE DICHIARAZIONI DELLA TARDA MATTINATA AL TG5
«Delle conseguenze ci saranno. Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perchè ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me», ha detto Silvio Berlusconi al Tg5, dopo la condanna di ieri con l'interdizione dai pubblici uffici.
MONTI VS BERLUSCONI SU TIME A MESI DI DISTANZA NONLEGGERLO
«A Roma la Cassazione mi ha assolto con formula piena sulla stessa materia. Come mai non si è tenuto conto di questo? Forse il giudice Davossa è molto prevenuto contro di me. O forse in tutto questo si devono trovare delle spiegazioni di natura politica», ha aggiunto Berlusconi.
BERLUSCONI FURIOSO
«Quella contro di me è un'ipotesi fantascientifica per evadere l'1% delle imposte» comunque versate, dice Berlusconi. «Tra il 2006 e il 2010 ho versato 5,44 miliardi. Nessun gruppo versa tanto» dice Berlusconi sostentendo che nel 2002 gli vengono contestati evasioni per «4,9 milioni di euro contro i 365 versati dal mio gruppo all'Erario» ed analoga è la proporzione nel 2003.
2- GLI ERRORI LESSICALI DEL GRANDE LESSO
Bankomat per Dagospia
BERLUSCONI FURIOSO
Il Cavaliere era teso e nervoso oggi in conferenza stampa a Villa Gernetto. Onestamente, poiché non gli abbiamo mai leccato il lato B, ci permettiamo oggi di sorridere quasi con affetto. Please, relax! Resti a casa, Cavaliere. La conferenza stampa odierna non gli ha reso un buon servizio, chi di immagine ferisce di immagine perisce, è il caso di dire.
BERLUSCONI FURIOSO
Ha ringraziato alcuni politici del suo partito che gli hanno fatto la sorpresa di essere lì. E di applaudire in prima fila. Slurp, che sorpresona. Speriamo che qualcuno osservi che le conferenze stampa degli statisti sono una cosa diversa.
Ha collezionato, ad esempio, alcuni strafalcioni lessicali che - temiamo - nessun giornalista o pochissimi noteranno. Purtroppo, la cultura del Cavaliere è comunque superiore a quella di quasi tutti i giornalisti italiani.
Ha cominciato dicendo che la commissione giustizia sul tema della riforma dovrà "auscultare" degli esperti. In effetti, sarà dura sentire pareri onesti, chiari e comprensibili, i deputati avranno davvero bisogno di auscultare ...si sa che ultimamente le riforme si ritagliano su misura per chi ne deve beneficiare. Abbiamo persino udito, e noi ci sentivamo benissimo, una Ministro della Giustizia che si è inventata la concussione leggera, quella per induzione. Peccato sia la più probabile e diffusa, oltre che la più odiosa.
MONTI-BERLUSCONI GIANNELLI
SILVIO BERLUSCONI
Poi il Cav ha citato il latino "maccheronico", per farci sapere che lui all'università aveva dato vita ad un libro sui detti latini mal utilizzati. In realtà chi ha studiato sa che i maccheroni non c'entrano, si dice molto meglio "macheronico", con una sola "c", ma siamo alle finezze. Concesso.
Poi gli chiedono sull'opportunità di fare, a suo tempo, un "blind trust". Nega di aver mai avuto questo problema, di correre rischi di entrare in conflitto di interessi (lo avevamo sospettato), sostiene che qualunque centralinista delle sue aziende può testimoniare che lui non chiama mai....e pertanto di non aver mai ritenuto utile un "blinded trust". Blinded? Ma Cavaliere, si dice blind, vuol dire cieco, non blindato! Vero che lui di solito gli interessi se li blinda.
SILVIO BERLUSCONI E DIETRO LA SCRITTA TASSE JPEG
Secondo la Biancofiore Onorevole, intervistata a caldo da Sky Tg 24, egli ha dimostrato levatura da Statista, dice la Onorevole che nessun Leader è alla sua altezza. Confermiamo, non ostante i tacchi, la sua altezza resta inferiore. Fanfani a parte.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-colpito-e-deriso-dalla-magistratocrazia-il-nano-se-rotto-il-cazzo-torna-caimano-45945.htm
FERMI TUTI! LA BEFANA DEL 2012 CI PORTERÀ LE URNE! IL BANANA: “LE PRIMARIE DEL PDL? NON CREDO CI SARANNO I TEMPI SE, COME TEMO, SI ANDRÀ A VOTARE A GENNAIO...” - 2- LA FURIA DEL CAVALIERE DIRETTA PIÙ CHE A GOLDMAN MONTI AL ‘’TRADITORE’’ DEL QUIRINALE - 3- LO SFOGO: “SE I GIUDICI DEVONO AMMAZZARMI A PRESCINDERE, IO FACCIO SALTARE IL BANCO” - 4- IL PRESIDENTE DEL CSM GIORGIO NAPOLITANO IN QUALE CASSONETTO HA GETTATO IL PATTO CON SALVACONDOTTO GIUDIZIARIO CHE AVEVA ACCORDATO A BERLUSCONI IN CAMBIO DELLA SUA USCITA DI SCENA? A COSA DIAVOLO È SERVITO AL BANANA DI APPOGGIARE IL GOVERNO DEI COSIDDETTI TECNICI INZEPPANDOLO CON L’”AMICO” MONTI E I VARI CATRICALÀ, SEVERINO, PASSERA, ETC.? E L’APPOGGIO A VIETTI PER SPEDIRLO DA ROMA GODONA AL CSM? -
Jena per La Stampa - A volte le condanne resuscitano i morti.
2- L'ADDIO A MONTI
La Stampa - «Nei prossimi giorni esamineremo la situazione e decideremo se sia meglio togliere immediatamente la fiducia a questo governo o conservarla dato l'arrivo delle elezioni», scandisce Berlusconi. C'è - ammette - il timore di un rialzo dello spread. Ma l'impressione è che il Cavaliere sia fortemente tentato di arrivare subito allo show down.
NAPOLITANO - BERLUSCONI
BERLUSCONI AI SALDI
La mossa di Berlusconi scatena una sorta di reazione a catena. Mina il senso e la portata delle primarie del Pdl, a cui il centrodestra guardava con sollievo come l'unica possibilità di rifondare e rilanciare il partito. Chiude, nonostante un appello rivolti ancora oggi a Udc e Montezemolo («devono considerarsi parte del centrodestra») alla possibilità di un'alleanza tra Alfano e Casini, ipotizzabile solo in presenza di un suo effettivo passo indietro. E, allo stesso tempo, dà una mano alla campagna elettorale di Bersani e Vendola che ora hanno gioco facile ad unirsi nella battaglia contro il suo ritorno.
2- "QUI SI VA A VOTARE A GENNAIO"
Adalberto Signore per Il Giornale
«Le primarie del Pdl? Non credo ci saranno i tempi se, come temo, si andrà a votare a gennaio...». Conclusa la conferenza stampa fiume a Villa Gernetto e a microfoni ormai spenti, Silvio Berlusconi è ancora più tranchant di quanto lo sia stato davanti alle telecamere.
NAPOLITANO BERLUSCONI LETTA TREMONTI
BERLUSCONI APPISOLATO
A chi gli si fa incontro per un saluto e una stretta di mano, il Cavaliere illustra senza troppi giri di parole il timing della sua presa di distanza da Mario Monti. Rottura sul ddl stabilità che arriva in Aula alla Camera fra due settimane e quindi voto a gennaio, eventualmente con election day in Lombardia e, magari, anche nel Lazio.
In parallelo, ritorno in grande stile in tv e piena disponibilità ad accettare inviti da tutte le trasmissioni.
Difficile ipotizzare come andrà davvero a finire. Quel che è certo è che Berlusconi è una furia come non lo si vedeva da tempo. Al punto non solo da seguire senza tentennamenti la linea dei cosiddetti «falchi», ma dall'avere perfino un certo fastidio nell'ascoltare le argomentazioni delle «colombe» che predicano cautela.
MONTI VS BERLUSCONI SU TIME A MESI DI DISTANZA NONLEGGERLO
BERLUSCONI NAPOLITANO
BENNY SU BERLUSCONI E MONTI DA LIBERO
«Reagisce a quella che è e vive come un'aggressione», edulcora lo stato d'animo del premier Paolo Bonaiuti. Il Cavaliere, infatti, è convinto d'essere vittima di un'ingiustizia, di una sentenza politica che non sta «né in cielo né in terra». Con una differenza rispetto al passato, alle tante altre volte che Berlusconi se l'è presa con la magistratura. Quasi un anno fa, infatti, il Cavaliere ha lasciato Palazzo Chigi per far spazio a Mario Monti anche nell'ottica di una sorta di «pacificazione», di passaggio da una fase conflittuale ad un'altra di collaborazione nella quale Pdl e Pd sostenevano lo stesso governo. A questo, secondo Berlusconi, sarebbe dovuto seguire un clima diverso nel quale l'ex premier non era più il «bersaglio mobile delle procure».
BERLUSCONI NAPOLITANO
Le cose vanno in modo diverso e arriva la condanna per i diritti tv Mediaset - con tanto d'interdizione dai pubblici uffici - e adesso si attende per gennaio un'altra condanna «scontata» per Ruby.
«Se pensano che rimanga inerme davanti a questa persecuzione si sbagliano», ribalta il tavolo Berlusconi. Che dopo una notte a consulto con la famiglia ad Arcore, di prima mattina ha già preso la sua decisione. Sono neanche le nove quando parte il giro di telefonate con Palazzo Grazioli e s'inizia a organizzare la conferenza stampa a Villa Gernetto. Parla rivolto alla platea e alle telecamere il Cavaliere, ma più d'uno ha la sensazione che l'interlocutore sia Giorgio Napolitano.
SILVIO BERLUSCONI E MARIO MONTI
Nel suo discorso l'ex premier affonda sul Quirinale, prende le distanze da Monti e fa sapere che non escludere di togliere la fiducia al governo, attacca la Germania di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy e - di fatto - smonta pezzo per pezzo il Pdl. «Fate le primarie, io mi occupo di fare campagna elettorale e andare in tv», è il senso delle parole di Berlusconi che in qualche modo mette all'angolo Angelino Alfano e i vertici di via dell'Umiltà.
Una presa di distanza implicita, perché Berlusconi snocciola un programma in cinque punti che è quanto di più lontano ci sia dalla linea del segretario, tanto che qualcuno ieri ipotizzava che l'ex Guardasigilli sia arrivato ad un passo dal mollare tutto. Di certo, la telefonata che lui e Berlusconi hanno prima della conferenza stampa non è una passeggiata di salute. Anche se forse serve a evitare che il Cav annunci in televisione quella che è la vera idea che gli frulla per la testa: una lista ad hoc che abbia come core business la riforma della giustizia, qualcosa di diverso dal Pdl e possibilmente con quasi tutti candidati che non abbiano mai messo piede in Parlamento.
MONTI E BERLUSCONI
Un Berlusconi all'arrembaggio. Così all'attacco che chi lo conosce non si sente di escludere niente. Un Cavaliere - questo dice ai suoi interlocutori dopo la conferenza - pronto a «una nuova campagna elettorale in prima linea». Un Berlusconi che per ora «congela» la strada della lista autonoma, ma che ieri di fatto ha lanciato un nuovo partito con un programma lontano anni luce da quello del Pdl.
3- DIETRO LA SVOLTA L'ACCORDO CON MARONI PER LE PROSSIME ELEZIONI - LO SFOGO DEL CAVALIERE: "SE I GIUDICI DEVONO AMMAZZARMI A PRESCINDERE, IO FACCIO SALTARE IL BANCO"
Ugo Magri per La Stampa
MONTI-BERLUSCONI GIANNELLI
Dopo mesi di tentennamenti, il Cavaliere mette ordine nelle sue intenzioni. Si candiderà premier? No, questo è sicuro. Le primarie del Pdl si terranno? Pare di sì. Ma lui è tentato di prendervi parte? Non proprio, anzi lo esclude. Ciò significa che si ritirerà a guidare il Milan? Niente affatto. Resterà in campo? Yes. Ma non aveva fatto intendere che ne ha avuto abbastanza? Mai detta una cosa del genere. E se l'aveva pensato, ha cambiato idea per effetto della condanna («Più lo colpiscono e più lui reagisce», spiega il portavoce Bonaiuti).
Resterà dunque in circolazione? Come prima, più di prima. In quale veste? Da presidente del Pdl. Ma parteciperà alle assemblee, alle direzioni? Senza dubbio. Continueranno pure i pranzi e le cene a Palazzo Grazioli? Ovvio che sì. Farà campagna elettorale? Sostiene di averne una voglia matta. Andrà a fare propaganda in televisione, per esempio da Vespa? Non vede l'ora. La sua faccia continuerà a sovrapporsi al partito? Inevitabile. Detterà la linea del Pdl, o come diamine verrà ribattezzato? È nella logica delle cose.
BERLUSCONI MONTI
E qui sorge un problema grande così. Per dirla con un dirigente tra i massimi del partito, non citabile per nome, «Berlusconi mette Alfano in una difficoltà drammatica». Il Cavaliere rinuncia solo ed esclusivamente a una battaglia già persa, quella per Palazzo Chigi, dove al suo posto cinicamente lancia allo sbaraglio il povero Angelino.
BERLUSCONI E MARONI A MONTECITORIO
Invece si tiene stretto tutto il resto, non molla un'unghia. Il che suscita nel gruppo dirigente, arroccato intorno al segretario, sentimenti schizofrenici. Da una parte sollievo, in quanto mettiamo caso che ieri Silvio avesse dichiarato in conferenza stampa «non faremo più le primarie»: per la «nomenclatura» sarebbe stato un ceffone in pieno viso. Dall'altra parte Berlusconi ha gettato nel panico i suoi ex gerarchi, che si erano illusi di averlo finalmente mandato ai giardinetti.
E invece eccotelo più ingombrante che mai, nel pieno controllo del partito, con tutti i dirigenti lombardi che lo osannano a Villa Gernetto. A un certo punto la Santanchè si fa largo nella calca, «presidente ora basta Pdl e rifacciamo Forza Italia». Lui, ridendo: «Figuriamoci se il tuo amico La Russa ce la farebbe rifare...». Non progetta più «spacchettamenti» del partito, ha deciso di tenerselo in blocco. E di lanciarlo come un ariete contro il governo dei «tecnici».
VESPA ALFANO BERLUYSCONI MARONI
È uno strappo pure questo inatteso: cinque sere fa Berlusconi era a cena dal Professore, e lo lusingava proponendogli addirittura di guidare il fronte dei moderati; adesso, di punto in bianco lo vuole cacciare... Una spiegazione c'è. Pare che nei giorni scorsi abbia visto, riservatamente, un paio di volte Maroni. E che tra i due sia stato sostanzialmente siglato l'accordo: Bobo si candiderà in Lombardia sulle ceneri di Formigoni, in cambio la Lega stringerà alleanza con il Cavaliere alle prossime Politiche.
MARONI BERLUSCONI BOSSI DOPO IL VOTO SUL RENDICONTO
Ma per stringere patti il Carroccio, si sa, chiede che Monti venga mandato a casa. Di qui l'accelerazione sulla Merkel, sulla recessione e sul resto. Qualche «montiano» del Pdl, vedi Frattini, è pronto a dare battaglia. Osvaldo Napoli si augura che quello di Silvio sia stato solo uno sfogo. In parte certamente è così.
L'uomo in cuor suo si aspettava di ottenere, in cambio dell'appoggio al governo, qualche forma di tutela dal premier e dal Colle. Dopo la condanna si sente tradito dall'uno e dall'altro. Al termine della conferenza stampa stile Fidel Castro, durante un party improvvisato a base di Coca Cola e Crodino, l'hanno sentito in molti mormorare: «Se i giudici devono ammazzarmi a prescindere, io piuttosto faccio saltare il banco».
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-fermi-tuti-la-befana-del-2012-ci-porter-le-urne-il-banana-le-45951.htm
LA CONDANNA DI MILANO NON FONDATA SUL “NON POTEVA NON SAPERE” MA SU CARTE E TESTIMONI - LO “SHELL GAME” PER AUMENTARE I COSTI E RIDURRE I RICAVI RICOSTRUITO DAL COLLEGIO, ERA “DIRETTAMENTE GESTITO” DA BERLUSCONI - UNA “SISTEMATICA EVASIONE FISCALE DI PORTATA ECCEZIONALE” (MA LA CIFRA ESATTA?) - LA TESTIMONIANZA DI TATO’ DECISIVA PER INGUAIARE IL PATONZA - CAMIONATE DI CARTE SPARITE IN LUSSEMBURGO….
Luigi Ferrarella per il Corriere della Sera
BERLUSCONI IN TRIBUNALE AL PROCESSO MEDIATRADE
BERLUSCONI ARRIVA IN TRIBUNALE PER IL PROCESSO MILLS
Una mail, almeno 4 lettere, minimo 4 testimoni: non è in base al teorema del «non poteva non sapere», ma, all'osso, in base a questi elementi che i giudici d'Avossa-Guadagnino-Lupo traggono in primo grado la «piena prova, orale e documentale, che Silvio Berlusconi abbia direttamente gestito» l'«ideazione» dal 1985, la «direzione», e poi anche da premier nel 1994 la «regia» di una «scientifica e sistematica evasione fiscale di portata eccezionale» attraverso «l'artificiosa lievitazione dei prezzi» dei diritti tv, prima nei frazionati passaggi infragruppo tra offshore solo apparentemente estranee a Fininvest/Mediaset, e poi tramite fittizi intermediari come il produttore americano Frank Agrama.
Un'attività che l'ex premier ha «ramificato in infiniti paradisi fiscali con miriadi di società satelliti e conti», e «dalla quale ha conseguito un'immensa disponibilità economica all'estero, in danno non solo dello Stato, ma anche di Mediaset e, in termini di concorrenza sleale, delle altre società del settore».
FRANCO TATO MELANIA RIZZOLI
FRANK AGRAMA
LA MAIL DEL CONTABILE FOX
Il 12 dicembre 1994 un contabile della casa cinematografica «Twenty Century Fox», Douglas Schwalbe, scrive una mail al suo capo Mark Kaner per riferirgli quanto un addetto all'ufficio acquisti di Reteitalia e Mediaset, Alessandro Pugnetti, «mi ha spiegato con la speranza che tutto rimanesse tra me e lui». E cioè che l'approvvigionamento dei diritti tv è costruito in quel modo «perché non si vuole che Reteitalia faccia utili o faccia figurare utili», nel senso che «i profitti vengono tenuti in Svizzera, i profitti non sono proprio parte delle reti televisive italiane», che anzi «sono state ideate per perdere soldi», cioè appunto per evidenziare maggiori costi e dunque pagare meno tasse.
«In due parole - esemplifica il contabile - l'impero di Berlusconi funziona come un elaborato shell game con la finalità di evadere le tasse italiane», dove shell game è «un gioco che consiste nel prendere tre gusci di noci vuoti e nascondere sotto uno di essi il nocciolo di una ciliegia, chi gioca deve indovinare dove il nocciolo è stato nascosto».
SONIA RAULE FRANCO TATO
LE CONFERME DENTRO FININVEST
Schwalbe e Kaner al processo confermano il contesto della mail, e Pugnetti, premettendo che le majors premevano per avere spiegazioni su ritardi nei pagamenti, aggiunge: «Io affrontai questo problema con Carlo Bernasconi», scomparso responsabile Fininvest degli acquisti di diritti tv, «gli spiegai che avrei dovuto parlare con la Fox, gli esposi quello che avevo capito di questi meccanismi e lui mi confermò. Mi disse: "Sì, è così, vai e spiegaglielo", con riservatezza, perché comunque sono meccanismi aziendali».
Ulteriore conferma il Tribunale trova nell'addetta alla gestione contratti di Reteitalia e Mediaset, Silvia Cavanna.
BERLUSCONI PRENDE UN CAFFE' IN TRIBUNALE
«Andavo da Bernasconi, il quale mi dava la dritta: "Allora questo mese, questo trimestre, dobbiamo arrivare in termini di costo a 5 milioni di dollari, a 20 milioni, eccetera". Però il costo dei diritti era di meno, sensibilmente di meno». E perciò in questa fase a Cavanna arrivava l'indicazione di gonfiare i costi d'acquisto, con l'espressione «picchia giù con i prezzi» rivoltale «da Bernasconi - sottolinea il Tribunale - solitamente dopo incontri ad Arcore con Berlusconi».
BERLUSCONI JOGGING CONFALONIERI
TATÒ E IL TABÙ IMPENETRABILE
Del resto Franco Tatò, amministratore delegato Fininvest 1993-1994 chiamato per tagliare i costi, ha deposto che invece quella dei diritti tv «era un'area di attività assolutamente chiusa e impenetrabile» (aggettivo poi ridimensionato), ma soprattutto «gestita a più alto livello da Bernasconi che dava conto della sua attività direttamente a Berlusconi e non riferiva al consiglio di amministrazione». Aggiungono i giudici che «lo stesso ha dichiarato il responsabile amministrativo Gianfranco Tronconi», mentre «nessuno ha riferito che tra Bernasconi e Berlusconi vi fosse un altro soggetto con poteri decisionali nei diritti tv, neppure dopo la quotazione in Borsa e la discesa in campo di Berlusconi».
SILVIO BERLUSCONI E FEDELE CONFALONIERI NEGLI ANNI OTTANTA
I CAMION DI CARTE SPARITE
Che fossero di Berlusconi le società offshore in apparenza fuori dal perimetro ufficiale del suo gruppo è ormai «accertato in maniera definitiva dalla Cassazione nella sentenza Mills del 2010». Se mai, non tutto è ricostruibile perché «a seguito delle prime perquisizioni», ricorda Cavanna, «15 anni di carte» da Lugano «furono fatte sparire in Lussemburgo, credo con camion».
FAN DI BERLUSCONI DAVANTI AL TRIBUNALE DI MILANO
LETTERA-CONFESSIONE DI AGRAMA
Per il Tribunale è «anomalo» indice della frode il «ricarico del 200%» nelle società del produttore Frank Agrama da cui il Biscione nel 1994-1998 acquista diritti per 199,5 milioni, sui quali la maggiorazione di costi fittizi è 135 milioni. Agrama era un intermediario non fittizio, ma vero e autonomo rispetto a Mediaset, ribatte oggi la difesa di Berlusconi. Ma è proprio Agrama, non oggi ma in quella che il Tribunale definisce la «lettera-confessione» del 29 ottobre 2003 all'allora presidente Fininvest Aldo Bonomo, a scrivere il contrario, e cioè di aver lavorato per le società del Biscione «come loro rappresentante».
CARLO BERNASCONI
BERLUSCONI'S COMPANIES
Di «cliente Berlusconi» scrivono anche dentro Paramount il 3 marzo 1992. E il 21 dicembre 1993 è un capo di Paramount, Bruce Gordon, ad accreditare in una lettera al collega Lucas «la totale sovrapponibilità tra Agrama e Berlusconi, posto che - osservano i giudici - non vi è distinzione né tra le società né tra le persone, né tra le cifre». E in un'altra lettera del 7 ottobre 1997 due contabili di Paramount, Taylor e Schlaffer, parlano di crediti verso le società di Agrama chiamandole «Berlusconi's companies», cioè le società di Berlusconi, di cui Agrama per il Tribunale è dunque «mero mandatario».
Confalonieri sapeva ma non faceva
FAN DI BERLUSCONI DAVANTI AL TRIBUNALE DI MILANO
Neppure per Confalonieri viene usato il «non poteva non sapere». Anzi, per i giudici è «fortemente plausibile» che il presidente Mediaset «sapesse» della frode e, «violando i suoi doveri, nulla abbia fatto» per arginarla. Ma nessun teste e nessun documento del processo lo mostrano operativo sui diritti tv, sicché la carica e la (pur plausibile) ipotesi non possono da sole fondare una condanna.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/la-condanna-di-milano-non-fondata-sul-non-poteva-non-sapere-ma-su-carte-45955.htm
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