martedì 26 novembre 2013

Schema Ponzi

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Lo schema Ponzi (spesso confuso con il marketing piramidale o il marketing multilivello) è un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi "investitori", a loro volta vittime della truffa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La tecnica prende il nome da Charles Ponzi[1], un immigrato italiano negli Stati Uniti che divenne famigerato per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione. Ponzi non fu il primo a usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome. Con la sua truffa coinvolse infatti 40 000 persone e, partendo dalla modica cifra di due dollari, arrivò a raccoglierne oltre 15 milioni.
Lo schema di Ponzi si è sviluppato nel tempo in varianti più complesse, pur mantenendo la stessa base teorica e continuando a sfruttare l'avidità delle persone. Oggi esistono normative serie al riguardo per cui strutture con questi schemi risultano illegali in ogni parte del mondo tutelando sia l'incolumità delle persone sia quelle aziende che scelgano di avvalersi delmarketing multilivello.
Lo schema di Ponzi è tornato alla ribalta internazionale il 12 dicembre 2008, a causa dell'arresto di Bernard Madoff, ex presidente del NASDAQ e uomo molto famoso nell'ambiente di Wall Street. L'accusa nei suoi confronti è di aver creato una truffa compresa tra i 50 e i 65 miliardi di dollari (una delle maggiori della storia degli Stati Uniti) proprio sul modello dello schema di Ponzi, attirando nella sua rete molti fra i maggiori istituti finanziari mondiali. Il 12 marzo 2009Bernard Madoff si dichiarò colpevole di tutti gli undici capi d'accusa a lui ascritti e fu condannato a 150 anni di carcere.[2][3][4]
Nel giugno 2013 viene arrestato il tunisino Adel Dridi per aver truffato migliaia di piccoli risparmiatori tunisini applicando lo schema Ponzi[5].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Lo schema di Ponzi permette a chi comincia la catena e ai primi coinvolti di ottenere alti ritorni economici a breve termine, ma richiede continuamente nuove vittime disposte a pagare le quote. I guadagni derivano infatti esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie[6].
Il sistema è naturalmente destinato a terminare con perdite per la maggior parte dei partecipanti, perché i soldi "investiti" non danno alcuna vera rendita né interesse, essendo semplicemente incamerati dai primi coinvolti nello schema che li useranno inizialmente per rispettare le promesse. La diffusione della truffa spesso diventa di tale portata da renderla palese, portando alla sua interruzione da parte delle autorità.
Le caratteristiche tipiche sono:
  • Promessa di alti guadagni a breve termine;
  • Ottenimento dei guadagni da escamotage finanziari o da investimenti di "alta finanza" documentati in modo poco chiaro;
  • Offerta rivolta, all'epoca in cui fu architettata la truffa, ad un pubblico non competente in materia finanziaria;
  • Investimento legato ad un solo promotore o azienda.
Risulta evidente che il rischio di investimento in operazioni che sfruttano questa pratica è molto elevato. Il rischio è crescente al crescere del numero degli iscritti, essendo sempre più difficile trovare nuovi adepti.
In ItaliaStati Uniti e in molti altri Paesi, questa pratica è un reato, essendo a tutti gli effetti una truffa (vedi Collegamento al Marketing Multilivello).

Esempio[modifica | modifica sorgente]

Un soggetto promette guadagni fuori dagli standard su un investimento a breve termine, spesso riferendosi in termini fumosi a meccanismi complessi o inesistenti.
Senza un investimento documentato, solo pochi investitori danno fiducia alla persona, la quale si assicura di rispettare i patti: pagherà quanto pattuito, anche se lo farà andando in perdita o più spesso prelevando fondi versati da nuovi investitori. In seguito così potrà beneficiare della sua buona fama per far aumentare il capitale investito e il numero degli investitori.
I primi investitori, ripagati, reinvestiranno i fondi e parleranno bene dell'investimento attirando nuove vittime, fino a che la persona, giunta al massimo del guadagno, sparirà nel nulla con i soldi presenti in quel momento.
Presto o tardi tuttavia la difficoltà di reperire nuovi adepti porterà lo schema a collassare da solo, non riuscendo a ripagare gli investimenti o venendo scoperto dalle forze dell'ordine[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marco Strano, Computer crime op.cit. in bibliografia, p. 155.
  2. ^ Crac Madoff, Unicredit esposta per 75 milioni di euro
  3. ^ Madoff, truffa da 50 miliardi
  4. ^ Bernard Madoff condannato a 150 anni di carcere
  5. ^ Truffa, arrestato il Madoff tunisino. I salafiti chiedono che gli venga mozzata una mano - Il Fatto Quotidiano
  6. ^ Mitchell Zuckoff, Ponzi's Scheme: The True Story of a Financial Legend, op. cit. in bibliografia.
  7. ^ Piramide d'oro. Realtà e miti del multilevel marketing

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marco Strano, Computer crime. Milano, Apogeo, 2000. ISBN 8873036465.
  • Mitchell Zuckoff, Ponzi's Scheme: The True Story of a Financial Legend. Random House, New York, 2005. ISBN 1-4000-6039-7.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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venerdì 22 novembre 2013

ECCO CHI HA UCCISO JFK

CERCATE GLI AZIONISTI DELLA FEDERAL RESERVE BANK CHE è PRIVATA, AGGIUNGETEVI I MILATARI E L INDUSTRIA BELLICA , LA MAFIA , GLI ESULI CUBANI, MA IL COLPO DI GRAZIA è ARRIVATO DOPO CHE KENNEDY HA FIRMATO L ORDINE ESECUTIVO 11110 .
E LO DISSE CHE SOCIETA SEGRETE ERA CONTRO LA LIBERTA DEL POPOLO AMERICANO.
JOHN FITZGERALD KENNEDY 27 APRILE 1961
Ecco i passi salienti del discorso che il 27 Aprile 1961 il Presidente John
Fitzgerald Kennedy pronunciò al cospetto dei massimi rappresentanti della Stampa USA (la American Newspaper Publishers Association) riuniti presso l'Hotel Waldorf-Astoria di New York.
«La parola segretezza è in sé ripugnante in una società libera e aperta e noi come popolo ci opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete. Abbiamo deciso molto tempo fa che i pericoli rappresentati da eccessi di segretezza e dall'occultamento dei fatti superano di gran lunga i rischi di quello che invece saremmo disposti a giustificare. Non c'è ragione di opporsi al pericolo di una società chiusa imitandone le stesse restrizioni. E non c'è ragione di assicurare la sopravvivenza della nostra nazione se le nostre tradizioni non sopravvivono con essa.
Stiamo correndo un gravissimo pericolo, che si preannuncia con le pressioni per aumentare a dismisura la sicurezza, posta nelle mani di chi è ansioso di espanderla sino al limite della censura ufficiale e dell'occultamento. Non lo consentirò, fin dove mi sarà possibile. E nessun membro della mia Amministrazione, a prescindere dal suo alto o basso livello, civile o militare, dovrebbe interpretare queste mie parole come una scusa per imbavagliare le notizie, soffocare il dissenso, occultare i nostri errori o negare alla stampa e al pubblico i fatti che meritano di conoscere.
Chiedo però a ogni editore, a ogni direttore e a ogni giornalista della nazione di riesaminare i suoi stessi parametri e di riconoscere la natura del pericolo che corre il nostro Paese. Solitamente, in tempo di guerra, il governo e la stampa si sono uniti nel tentativo, basato principalmente sull'autodisciplina, di impedire divulgazioni non autorizzate al nemico. In tempo di chiaro ed effettivo pericolo i tribunali hanno confermato che persino i diritti garantiti dal Primo Emendamento debbano sottomettersi alla necessità pubblica di sicurezza nazionale.
Oggi non è stata dichiarata alcuna guerra e, per quanto violento possa essere lo scontro, potrebbe non essere mai dichiarato nel modo tradizionale. La nostra qualità della vita è in pericolo. I nostri nemici dichiarati proliferano in tutto il globo. La sopravvivenza dei nostri amici è in pericolo. Tuttavia, non è stata dichiarata alcuna guerra, nessun esercito ha oltrepassato un confine, nessun missile è stato lanciato. Se la stampa aspetta una dichiarazione di guerra prima di imporsi l'autodisciplina delle condizioni di guerra, posso solo dire che nessuna guerra ha mai rappresentato una minaccia più grande alla nostra sicurezza. Se state aspettando un reale ed effettivo pericolo, posso solo dire che il pericolo non è mai stato più reale e la sua presenza non è mai stata più incombente.
È necessario un cambiamento di punto di vista, di tattiche, di finalità da parte del governo, della gente, di ogni uomo d'affari o leader sindacale e di ogni giornale.
Poiché siamo osteggiati in tutto il mondo da una cospirazione monolitica e spietata che si avvale principalmente di mezzi occulti per espandere la propria sfera di influenza attraverso l'infiltrazione piuttosto che l'invasione, la sovversione piuttosto che le elezioni, l'intimidazione piuttosto che la libera scelta, la guerriglia notturna piuttosto degli eserciti diurni. È un sistema che ha investito molte risorse umane e molti materiali nella costituzione di una macchina efficientissima e perfettamente oliata che combina operazioni militari, diplomatiche, d'intelligence, economiche, scientifiche e politiche.
I suoi preparativi non vengono resi pubblici, ma occultati. Ai suoi errori non vengono dedicati i titoli di testa, ma vengono nascosti. I dissidenti non sono elogiati, ma messi a tacere. Nessuna spesa viene messa in questione, nessuna indiscrezione pubblicata, nessun segreto svelato. In poche parole, la Guerra Fredda viene portata avanti con una disciplina di guerra che nessuna democrazia si augurerebbe o desidererebbe mai di eguagliare. Ciò nonostante, ogni democrazia riconosce le restrizioni necessarie alla sicurezza nazionale e resta da stabilire se tali limitazioni debbano essere osservate più rigorosamente nel caso di un attacco di questo tipo, come anche di una reale invasione e forse non ci sono consigli da dare.
Forse non c'è risposta al dilemma che una società libera e aperta deve affrontare in una guerra fredda e segreta. In tempo di pace, qualsiasi discussione a riguardo e ogni conseguenza, sono dolorose e senza precedenti. Ma questo è un epoca di pace e di pericolo che non ha precedenti nella storia. È dalla natura senza precedenti di questa sfida che nasce il vostro secondo obbligo, un obbligo che condivido. È nostro obbligo informare e mettere in guardia il popolo americano per essere certi che conosca e comprenda tutti i fatti che deve sapere: i pericoli, le prospettive, le finalità del nostro programma e le scelte da affrontare...
Ai vostri giornali non chiedo di sostenere l'Amministrazione, chiedo invece il vostro aiuto nel fondamentale compito di informare e mettere in guardia il popolo americano.
Nutro infatti un assoluta fiducia nella risposta e nella fedeltà dei nostri cittadini a condizione che siano completamente informati. Non solo non potrei soffocare le voci di dissenso fra i vostri lettori, le auspico. Questa Amministrazione vuole essere trasparente nei propri errori, perché, come disse un saggio: «Un errore non diventa madornale finché non rifiuti di correggerlo». Vogliamo assumerci la piena responsabilità dei nostri errori e auspichiamo che voi li indichiate quando manchiamo noi di farlo. Senza dibattito, senza critica, nessuna Amministrazione e nessun Paese può avere successo come nessuna repubblica può sopravvivere.
È questo il motivo per cui il legislatore ateniese Solone definì un crimine per ogni cittadino rifuggire dal dibattito. Ed è questo il motivo per cui la nostra stampa era protetta dal Primo Emendamento l'unica attività in America specificamente protetta dalla Costituzione, che non serve per divertire e intrattenere, per enfatizzare il triviale e il sentimentale, o semplicemente per dare al pubblico ciò che vuole, ma per informare, risvegliare, per riflettere, riconoscere i nostri pericoli e le nostre opportunità, segnalare le nostre difficoltà e le nostre scelte, per guidare, plasmare, istruire e a volte persino per fare infuriare l'opinione pubblica.
Questo significa maggiore attenzione e maggiore analisi delle notizie internazionali,perché non c'è più nulla di lontano ed estraneo, ma tutto è vicino e ci riguarda.
Significa fare più attenzione al capire le notizie e al perfezionarne la divulgazione. E significa che il governo, ad ogni livello, deve onorare il proprio dovere di fornire più informazioni possibili al di fuori dei più stretti limiti della sicurezza nazionale, e questo intendiamo farlo. All inizio del Diciassettesimo Secolo Francis Bacon commentò tre recenti invenzioni che stavano cambiando il mondo: la bussola, la polvere da sparo e la stampa. Ora che i legami tra le nazioni tracciati all inizio dalla bussola ci hanno resi tutti cittadini del mondo, le speranze e le minacce del singolo sono diventate le speranze e le minacce di tutti noi.
I tentativi di vivere insieme, l'evoluzione della polvere da sparo fino agli estremi ha messo in guardia l'umanità sulle terribili conseguenze di un fallimento. Ed è quindi alla stampa, biografa delle imprese dell'uomo, custode della sua coscienza, foriera delle sue notizie, che ci rivolgiamo per avere forza e sostegno, fiduciosi che con il vostro aiuto l'uomo diventerà ciò per cui è nato: libero e indipendente».

DESCRIZIONE DEL ORDINE ESECUTIVO 11110

 Il 4 Giugno del 1963, un decreto presidenziale virtualmente sconosciuto, Ordine Esecutivo 11110, fu firmato impedendo alla Federal Reserve Bank di prestare soldi a interesse al Governo Federale degli Stati Uniti. Con un colpo di penna, il presidente Kennedy dichiarò che la Federal Reserve Bank, di proprietà di privati, sarebbe presto fallita. La Christian Law Fellowship ha ricercato questo evento nel Registro Federale e nella biblioteca del Congresso. Possiamo tranquillamente concludere che quest’Ordine Esecutivo non è mai stato abrogato, corretto o superato da nessun Ordine Esecutivo successivo. In parole semplici, è ancora valido. Dopo che il presidente John Fitzgerald Kennedy – l’autore di “Profiles in Courage” – lo firmò, l’Ordine tornò al governo federale, precisamente al Dipartimento del tesoro, autorizzato costituzionalmente a creare ed emettere la valuta senza passare attraverso la Federal Reserve Bank, di privati. L’ordine esecutivo 11110 del presidente Kennedy (il testo completo è sotto) dette al dipartimento del tesoro il potere esplicito: “di emettere certificati d’argento a fronte di ogni lingotto di argento, dollari d’argento della Tesoreria.” Questo significa che per ogni oncia di argento nella cassaforte della Tesoreria degli Stati Uniti, il governo poteva introdurre soldi in circolazione basandosi sui lingotti d’argento fisicamente presenti. Come risultato, più di 4 miliardi di dollari in banconote degli Stati Uniti sono stati messi in circolazione in tagli da 2 e 5 dollari. Le banconote da 10 e 20 dollari degli Stati Uniti non hanno mai circolato ma furono stampate dal Dipartimento del Tesoro quando Kennedy fu assassinato. Sembra ovvio che il presidente Kennedy sapesse che l’uso delle banconote della Federal Reserve come presunta valuta legale fosse contrario alla Costituzione degli Stati Uniti d’America. Le “Banconote degli Stati Uniti” furono emesse come valuta senza interessi e senza debiti avvallate dalle riserve d’argento nella Tesoreria degli Stati Uniti. Abbiamo confrontato una “Banconota della Federal Reserve” emessa dalla banca centrale privata degli Stati Uniti (la Federal Reserve Bank o Federal Reserve System), con una “Banconota degli Stati Uniti” della tesoreria americana, emessa grazie all’ordine esecutivo del Presidente Kennedy. Sono quasi identiche ad eccezione del fatto che una riporta la dicitura “Banconota della Federal Reserve” e l’altra “Banconota degli Stati Uniti”. Inoltre, quella della Federal Reserve ha marchio e numero di serie verdi, e quella degli Stati Uniti a marchio e numero di serie rossi. Il Presidente Kennedy fu assassinato il 22 novembre del 1963 e le banconote degli Stati Uniti che lui aveva emesso furono immediatamente tolte dalla circolazione. Le banconote della Federal Reserve continuarono a fungere da valuta legale della nazione. I Servizi Segreti americani confermano che il 99% delle banconote in circolazione erano nel 1999 banconote della Federal Reserve. Kennedy sapeva che le “Banconote degli Stati Uniti” prodotte in base alle riserve argentee si sarebbero ampiamente diffuse e avrebbero eliminato la richiesta delle “Banconote della Federal Reserve”. E’ una questione economica molto semplice. Le BSU (Banconote degli Stati Uniti) erano emesse sulla base del valore delle riserve argentee e le BFR (Banconote della Federal Reserve) non avevano alcun corrispettivo di valore intrinseco. L’Ordine Esecutivo 11110 avrebbe evitato al debito nazionale di raggiungere il livello attuale (virtualmente quasi tutti i 9000 miliardi del debito federale si sono prodotti dal 1963 in poi) se LBJ o ogni Presidente successivo lo avessero applicato. Il Governo degli Stati Uniti avrebbe avuto il potere di cancellare il debito senza passare per la mediazione delle Federal Reserve Banks e senza l’aggravio di interessi per creare nuovi soldi. L’ordine esecutivo 11110 dette agli Stati Uniti la possibilità di creare i suoi soldi basandosi sul vero valore delll’argento. Inoltre, secondo le nostre ricerche, solo cinque mesi dopo l’assassinio di Kennedy, la serie dei “Certificati Argentei” del 1958 non fu più emessa, e successivamente furono rimossi dalla circolazione. Forse, l’omicidio di JFK era un messaggio per tutti i futuri presidenti di non interferire nel controllo della Federal Reserve sulla creazione del denaro. Risulta evidente che il Presidente Kennedy sfidasse i poteri esistenti dietro gli Stati Uniti e la finanza mondiale. Con vero coraggio patriottico, JFK affrontò con coraggio i due modi più fruttuosi mai usati per appianare il debito: 1) guerra (Vietnam); e 2) creazione della moneta attraverso una banca centrale gestita da privati. I suoi sforzi per avere tutte le truppe statunitensi fuori dal Vietnam entro il 1965 e l’ordine esecutivo 11110 avrebbero distrutto i profitti e il controllo della Federal Reseve Bank privata. Ordine Esecutivo 11110 Emendamento all’ordine esecutivo numero 10289, relativo allo svolgimento di certe funzioni ad appannaggio del dipartimento del Tesoro. In virtù dell’autorità conferitami dalla sezione 301 del terzo articolo del Codice degli Stati Uniti, ordino quanto segue: SEZIONE 1. Ordine esecutivo numero 10289 del 19 settembre 1951, come modificato, è qui ulteriormente modificato – (a) aggiungendo alla fine del paragrafo 1 attraverso il seguente sottoparagrafo (j): “(j) L’autorità conferita al Presidente dal paragrafo (b) della sezione 43 dell’Atto del 12 Maggio 1933, così come modificato (31 U.S.C. 821 (b)), di emettere certificati argentei in base ad ogni lingotto d’argento, argento o dollari d’argento standard nella Tesoreria momentaneamente non trattenuti per rimborso da alcun certificato d’argento in corso, di prescrivere il valore dei certificati argentei, ed emettere dollari d’argento standard e valuta d’argento sussidiaria per il loro ammortizzamento.” e (b) e eliminando i sottoparagrafi (b) e (c) del paragrafo 2. SEZIONE 2. L’emendamento effettutato con quest’Ordine non ha effetto su nessun atto già scritto, o su nessuna istanza o procedimento che stanno venendo accolti, o già accolti, o iniziato o sull’inizio di nessuna causa civile o penale precedenti alla data di quest’Ordine ma tutte le tali disposizioni devono continuare e possono essere portate a termine come se detto emendamento non fosse stato fatto. JOHN F. KENNEDY THE WHITE HOUSE, June 4, 1963 Ancora una volta, l’Ordine Esecutivo 11110 è ancora valido. Secondo il 3 articolo del Codice degli Stati Uniti, sezione 301 datato 26 gennaio 1998: Ordine Esecutivo (OE) 10289 datato 17 settembre 1951, 16 F.R. 9499, è stato modificato da: OE… 10583, datato 18 DICEMBRE 954, 19 F.R. 8725: OE… 10882 datato 18 Luglio 1960, 25 F.R. 6869; OE… 11110 datato 4 Giugno 1963, 28 F.R. 5605; OE… 11825 datato 31 Dicembre 1974, 40 F.R. 1003; OE… 12608 datato 9 Settembre 1987 52 F.R. 34617 Gli emendamenti del 1974 e 1987, aggiunti dopo quello di Kennedy del 1963, non hanno cambiato nessuna parte dell’ordine esecutivo 11110. Una ricerca negli ordini esecutivi di Clinton del 1998 e 1999 e delle Direttive Presidenziali ha anche mostrato che non ci sono alterazioni, cambiamenti o sospensioni dell’ordine esecutivo 11110. La Federal Reserve Bank, altrimenti detta Federal Reserve System, è una corporazione privata. Il dizionario della legge di Black definisce il “Federal Reserve System” come: “Rete di dodici banche centrali a cui appartengono la maggior parte delle banche nazionali e alla quale tutte le banche abilitate possono appartenere. Le regole per diventare membri prevedono investimenti in azioni e un minimo di riserve. Le banche di proprietà privata posseggono le azioni della FED. Questo era spiegato più dettagliatamente nel caso di Lewis contro gli Stati Uniti, Federal Reporter, seconda serie, vol. 680, pagine 1239-1241 (1982), dove la corte diceva: “Ogni Federal Reserve Bank è una corporazione separata di proprietà delle banche commerciali della sua regione. Le banche commerciali azioniste eleggono due terzi dei nove membri della direzione”. Le Federal Reserve Banks sono controllate localmente dai loro membri. Ancora una volta, stando al Dizionario della legge di Black, ci rendiamo conto che queste banche private emettono denaro: “Federal Reserve Act. Legge che ha creato le banche di Riserva Federale, le quali agiscono come agenti nel mantenimento di riserve finanziarie, distribuendo denaro nella forma di banconote, prestando denaro alle banche, e supervisionando le banche. Amministrate dal Gruppo di Riserva Federale”. Le banche di riserva federale di proprietà di privati emettono davvero i soldi che usiamo. Nel 1964, il Comitato sulle Banche e la Valuta, il Sottocomitato sulla Finanza Domestica, nella seconda sessione dell’ottantottesimo Congresso, ha effettuato uno studio intitolato “Money Facts” che contiene una buona descrizione di cosa è la FED: “La Riserva Federale è una macchina che fa soldi. Può emettere denaro o assegni. E non è mai stato un problema fare dei buoni perché può ottenere le fatture da 5 o 10 dollari necessarie a coprire gli assegni, chiedendo semplicemente all’Ufficio Incisioni del Dipartimento del Tesoro di stamparli.” Ogni persona o ogni gruppo chiuso che ha un sacco di soldi ha un sacco di potere. Adesso immagina un gruppo di persone che ha il potere di creare soldi. Immagina il potere che queste persone avrebbero. Questo è esattamente ciò che è la Banca di Riserva Federale, di proprietà privata! Nessuno ha fatto più di Louis T. McFadden, che era presidente del Comitato House Banking negli anni ‘30, per denunciare il potere della FED. Descrivendo la FED, sottolineò nei registri del Congresso, pagine 1295 e 1296 del 10 giugno 1932: “Signor Presidente, in questo paese abbiamo una delle più corrotte istituzioni che il mondo abbia mai conosciuto. Mi riferisco al Federal Reserve Board, un comitato governativo, ha truffato il Governo e il popolo degli Stati Uniti di abbastanza soldi per appianare il debito nazionale. La depredazione e le iniquità del Federal Reserve Board e delle banche della Federal Reserve sono costate a questo paese abbastanza soldi da pagare il debito nazionale molte volte. Questa istituzione malvagia ha impoverito e rovinato il popolo degli Stati Uniti; ha fatto bancarotta ed ha praticamente mandato in bancarotta il nostro Governo. Ha fatto ciò attraverso la cattiva amministrazione e le pratiche corrotte degli avvoltoi che la controllano.” Alcune persone pensano che le Federal Reserve Banks siano istituzioni degli Stati Uniti. Non sono istituzioni, dipartimenti o agenzie governative. Sono monopoli di credito privati che depredano il popolo degli Stati Uniti per il proprio tornaconto e quello dei loro clienti stranieri. Quei 12 monopoli di credito privati sono stati messi in modo ingannevole in questo paese da banchieri che sono venuti qui dall’Europa e che ci ripagano per l’Ospitalità indebolendo le istituzioni americane. Le FED funzionano praticamente così: il governo ha ceduto il suo potere di emettere denaro alle banche FED. Loro creano soldi, poi lo prestano al governo caricandolo di interessi. Il governo usa le entrate per pagare gli interessi sul debito. Al riguardo, è interessante notare che il Federal Reserve Act e il sedicesimo emendamento, che danno al Congresso il potere di riscuotere le tasse, sono stati entrambi approvati nel 1913. L’incredibile potere delle FED sull’economia è universalmente confermato. Alcune persone, specialmente nelle comunità accademiche e bancarie, addirittura lo supporta. D’altra parte, ci sono anche coloro, come il presidente John Fitzgerald Kennedy, che si sono mossi contro questo. I suoi sforzi furono esposti nel libro del 1998 di Jim Marrs, Crossfire: “Un altro aspetto sottovalutato dell’intento di Kennedy di riformare la società americana, riguarda i soldi. Kennedy lo fece rivolgendosi alla costituzione, che afferma che solo il Congresso dovrebbe emettere e regolare il denaro, il crescente debito nazionale potrebbe essere ridotto non pagando gli interessi ai banchieri del Federal Reserve System, che stampa banconote che poi presta ad interessi al governo. Si è mosso in questo senso il 4 giugno del 1963 firmando l’ordine esecutivo 11110 che prevedeva l’emanazione di 4,292,893,815 di Banconote degli Stati Uniti attraverso la Tesoreria invece che attraverso il tradizionale Federal Reserve System. Quel giorno stesso, Kenney firmò una carta che cambiava il materiale delle banconote da uno e due dollari da argento ad oro, dando forza all’indebolita valuta statunitense. Il controllore della valuta ai tempi di Kennedy, James J. Saxon, è stato in conflitto con il potente Federal Reserve Board per qualche tempo, incoraggiando maggiori investimenti e conferendo poteri per le banche che non facevano parte del Federal Reserve System. Saxon decise anche che le banche che non facevano parte del “sistema” potevano sottoscrivere obbligazioni statali e locali, anche se indebolivano le Federal Reserve Banks.” In un intervento fatto alla Columbia University il 12 novembre del 1963, dieci prima del suo assassinio, il presidente John Fitzgerald Kennedy avrebbe detto: “L’alto ufficio del Presidente è stato usato per fomentare un piano per distruggere la libertà americana e prima di lasciare questo incarico, devo informare la cittadinanza di questa condizionne.” In questo caso, John Fitzgerald Kennedy sembra essere l’oggetto del suo stesso libro… un vero “Profile of Courage”. Il resoconto di questa ricerca è stato realizzato per Lawgiver.Org. da Anthony Wayne CHE COSA E’ LA FEDERAL RESERVE BANK? DI GREG HOBBS 1 novembre 1999 Che cos’è la Federal Reserve Bank (FED) e perché ce l’abbiamo? La FED è una banca centrale. Le banche centrali dovrebbero implementare le politiche fiscali di un paese. Monitorizzano le banche commerciali per assicurarsi che mantengano patrimoni sufficienti, contanti, per restare solventi e stabili. Le banche centrali fanno anche affari, come scambi di valute e transazioni in oro con altre banche centrali. In teoria, una banca centrale dovrebbe essere una cosa positiva per il paese, e lo sarebbero se non fosse per il fatto che non sono di proprietà o controllate dal governo che servono. Le banche centrali private, inclusa la nostra FED, non operano nell’interesse pubblico, ma per il profitto. Ci sono state tre banche centrali nella storia della nostra nazione. Le prime due, pur fraudolente e fallaci, impallidiscono a confronto con la grandezza della frode che viene perpetrata dalla nostra attuale FED. Quello che hanno tutte in comune è una pratica insidiosa detta “banking frazionale”. Il banking frazionale o prestito frazionale è la capacità di creare soldi dal nulla, prestarli al governo o a qualcun altro e alzare gli interessi a piacimento. La pratica è nata prima che le banche esistessero. Gli orefici affittavano spazi nei loro sotterranei ad individui o mercanti come deposito per il loro oro o argento. Gli orefici davano a questi “depositanti” un certificato che dimostrava l’importo di oro depositato. Questi certificati venivano usati per condurre trattative. Con il tempo gli orefici notarono che l’oro nei loro magazzini veniva raramente prelevato. Piccole quantità si muoveva avanti e indietr ma la maggior parte rimaneva lì. Capendo l’opportunità di profitto, gli orefici rilasciavano ricevute doppie per l’oro, creando di fatto soldi (certificati) dal nulla e prestando quei certificati (creando debiti) ai depositari e caricandoli di interessi. Visto che i certificati rappresentavano più oro di quello che veramente esisteva, i certificati erano “frazionalmente” corrisposti in oro. Alla fine alcune di queste operazioni di magazzini furono trasformate in banche e la pratica del banking frazionale continuò. Tenete a mente il concetto del banking frazionale mentre esaminiamo la nostra prima banca centrale, la First Bank degli Stati Uniti (BUS). Fu creata, dopo un amaro dissidio al Congresso, nel 1791 e durò 20 anni. Come la FED attuale, la BUS usava il suo controllo sulla valuta per frodare il pubblico e stabilire una forma legale di usura. Questa banca praticava il prestito frazionale con il tasso di 10 a 1, dieci dollari di credito per ogni dollaro che avevano in deposito. Questo uso e abuso del loro potere pubblico continuò per gli interi venti anni della sua esistenza. La pubblica rabbia riguuardo a questi abusi era tale che la licenza non fu rinnovata e la banca smise di esistere nel 1811. La guerra del 1812 lasciò il paese in un caos economico, visto dai banchieri come un altro modo di fare profitti facili. Influenzarono il Congresso ad autorizzare una seconda banca centrale, la Seconda Banca degli Stati Uniti (SBUS), nel 1816. La SBUS era più costosa della BUS. La SBUS faceva franchising e raddoppiò letteralmente il numero delle banche in un breve periodo di tmepo. Il paese iniziò ad espandersi e a muoversi verso il west, e questo richiedeva denaro. Usando il prestito frazionale con il tasso 10 a 1, la banca centrale e i suoi satelliti crearono il debito per l’espansione. Le cose andarono bene per un po’, ma poi le banche decisero di eliminare il debito, citando la necessità di controllare l’inflazione. Quest’azione da parte della SBUS causò bancarotte ed esclusioni. Le banche presero poi il controllo dei finanziamenti che furono usati per far fronte ai crediti. Esaminiamo attentamente come la SBUS ha ideato questo ciclo di prosperità e depressione. La banca centrale ha causato l’inflazione creando debiti per crediti e rendendo questi fondi prontamente disponibili. L’economia esplose. Poi usarono l’inflazione che avevano creato come una scusa per chiudere i crediti. La risultante mancanza di contanti ha portato l’economia a vacillare o cadere drammaticamente e ci furono molte bancarotte. La banca centrale allora distribuiva i fondi usati come base per i crediti. Il benessere creato dai mutuatari durante il boom era così trasferito alla banca centrale durante l’arresto. Ora, chi pensate sia il responsabile di tutti gli alti e bassi nella nostra economia, negli ultimi 85 anni? Pensa alla depressione tra la fine degli anni ‘20 e tutti gli anni ‘30. La FED avrebbe potuto immettere molto denaro nel mercato per stimolare l’economia e rimettere la nazione in carreggiata, ma l’ha fatto? No; infatti, hanno diminuito l’apporto di denaro. Tutti conosciamo i risultati di quest’azione, no? Perché avrebbe dovuto farlo? Durante quel periodo i valori dei fondi e delle azioni erano a prezzi bassissimi. Chi pensate stesse comprando tutto a 10 cents al dollaro? Io credo che se ne parli dicendo “consolidamento del benessere”. Quante volte l’hanno già fatto negli ultimi 85 anni? Lo faranno ancora? Come digressione a questo punto, date un’occhiata all’economia di oggi. I mercati sono in declino. Perché? Perché la FED è stata molto liberale con il suo /debito/credito/denaro. Il mercato è stato gonfiato. Chi ha creato l’inflazione? La FED. Come fa la FED ad occuparsi dell’inflazione? Restringono il denaro di debito e credito. Che succede quando lo fanno? Il mercato collassa. Molti mesi fa, dopo che certe banche centrali dissero che avrebbero venduto grandi quantità d’oro, il prezzo dell’oro cadde raggiungengo il record negativo degli ultimi 25 anni, 260 dollari per oncia. Le banche centrali hanno poi comprato l’oro. Dopo averlo comprato a prezzo bassissimo, un gruppo di 15 banche centrali annunciò che avrebbero ridotto l’apporto di oro da rilasciare nel mercato nei successivi cinque anni. Il prezzo dell’oro salì a 75.000 dollari l’oncia in solo pochi giorni. Quante centinaia di trilioni di dollari hanno guadagnato le banche centrali con queste due dichiarazioni a mezzo stampa? L’oro è considerato una barriera contro condizioni economiche più gravi. Pensate che le famiglie di banking private che possiedono la FED stiano comprando o vendendo azioni ordinarie? (Ricordate: compra basso, vendi alto.) Quanti soldi pensate che i proprietari di queste FED abbiano fatto riducendo l’apporto di denaro al massimo del suo ultimo ciclo di valuta? Alan Greenspan ha detto pubblicamente in più occasioni che pensa che il mercato sia sopravvalutato. Solo un accenno al fatto che alzerài tassi di interesse (diminuendo l’apporto di denaro), e il mercato delle azioni ordinarie ha avuto una reazione negativa. I governi e i politici non controllano le banche centrali, le banche centrali controllano i governi e i politici. Il presidente Andrew Jackson, vinse le elezioni del 1828 con la promessa di eliminare il debito pubblico e eliminare la SBUS. Durante il suo secondo incarico il presidente Jakobson ritirò tutti i fondi governativi dalla banca e l’8 gennaio 1835 saldò il debito nazionale. E’ l’unico presidente nella storia ad averlo fatto. La licenza della SBUS scadde nel 1836. Senza una banca centrale che controlli l’indotto di denaro, gli Stati Uniti sperimentarono una crescita mai vista per 60 o 70 anni e il benesere risultante era troppo perché i banchieri lo potessero sopportare. Dovevano rimettersi in gioco. Così, nel 1910 il senatore Nelson Aldrich, poi presidente della Commissione monetaria nazionale, in collusione con i rappresentanti delle banche centrali europee, produsse un piano per costringere e frodare il Congresso facendo approvare la legislazione che stabiliva clandestinamente una banca centrale privata. Questa banca avrebbe assunto il controllo sull’economia americana controllando l’emissione di denaro. Dopo un’enorme campagna di public relations, ideata dalle banche centrali straniere, il Federal Reserve Act del 1913 fu passato al Congresso durante il periodo natalizio, quando molti membri del Congresso erano assenti. Il presidente Woodrow Wilson, forzato dai suoi sostenitori politici e finanziari, lo firmò il 23 dicembre 1913. [Il presidente Jackson (sinistra) che abolì la Seconda Banca degli Stati Uniti e il presidente Woodrow Wilson che diede il permesso per la creazione dela terza e attuale banca centrale (privata), la Federal Reserve] L’atto creò il Federal Reserve System, un nome attentamente selezionato e scelto per truffare. “Federal” avrebbe portato le persone a crederla un’organizzazione governativa. “Reserve” avrebbe portato le persone a credere che la valuta era coperta dall’esistenza di oro e argento. “System” era usato in luogo della parola “banca” così che nessuno avrebbe sospettato che fosse stata creata una nuova banca centrale. In realtà, l’atto creava una corporazione di banche centrali private e per profitto di proprietà di un gruppo di banche private. A chi appartiene la FED? I Rothschild di Londra e Berlino; i Lazard Brothers di Paris; Israel Moses Seif in Italia; Kuhn, Loeb e Warburg della Germania; e i Lehman Brothers, Goldman, Sachs e le famiglie Rockefeller di New York. Sapevate che la FED è l’unica corporazione a scopo di lucro in America esentata dal pagamento delle tasse federali e statali? La FED guadagna circa un trilione di dollari l’anno per l’esenzione dalle tasse! Le famiglia di banchieri elencate poco sopra si spartiscono tutti questi soldi. Quasi tutti pensano che i soldi che si pagano in tasse vadano alla tesoreria degli Stati Uniti per pagare le spese del governo. Volete sapere dove vanno i vostri dollari veramente? Se guardate sul retro di un assegno reso pagabile all’IRS vedrete che è stato girato come: “Pay Any F.R.B. Branch or Gen. Depository for Credit U.S. Treas. This is in Payment of U.S.Oblig.” [Pagate a qualunque ramo della Federal Reserve Bank o al Deposito Generale per il Credito del Tesoro USA] Sì, esatto, ogni centesimo che pagate in tasse è dato a quelle famiglie, conosciute come FED, esentasse. Come molti di voi, ho avuto qualche difficoltà col concetto di creare denaro dal nulla. Avrete sentito parole come “monetizzare il debito”, che è qualcosa del genere. Ad esempio, se il governo degli Stati Uniti vuole prendere in prestito 1 milione di dollari, il governo prende in prestito ogni dollaro che spende, va alla FED a prenderlo. La FED chiama la Tesoreria e dice di stampare 10.000 banconote della Federal Reserve in pezzi da cento dollari. La Tesoreria chiede alla FED 2.3 cents per ogni banconota, per un totale di 230 dollari per le 10.000 banconote della Federal Reserve. La FED dà poi 1 milione di dollari al governo più interessi. Per aggiungere il danno alla beffa, il governo ha creato un buono di 1 milione di dollari come copertura del prestito. E i ricchi diventano più ricchi. Questo era solo un esempio, perché in realtà la FED non stampa neanche soldi; è solo un’entrata di computer nella loro contabilità. Per metterla su un livello personale, facciamo un altro esempio. Le banche di oggi sono membri del Federal Reserve Banking System. Quest’appartenenza rende legale il fatto che producano soldi dal nulla e li prestino a te. Le banche di oggi, come gli orefici nell’antichità, sanno che solo una piccola parte dei soldi depositati nei loro caveau viene davvero prelevata in forma di contanti. Solo il 4 percento di tutto il denaro che esiste è in forma di valuta. Il resto è solo una scritta in un computer. Diciamo che vi approvino un prestito di 10.000 dollari per fare delle ristrutturazioni in casa. Voi sapete che la banca non prende davvero 10.000 dollari dei suoi per darli a voi? Vanno solo al computer e mettono un accredito di 10.000 dollari sul vostro conto. Creano, con della semplice aria, un debito che dovrete coprire e ripagare con interessi. La banca ha il permesso di creare e autorizzare quanti debiti vogliono fino a che non superano il livello 10:1 imposto dalle FED. Questo cambia il vostro modo di vedere la vostra cara amica banca, no? Il modo in cui loro vi analizzano col microscopio prima di concedervi un prestito creato con aria fritta. Che colpo! La fanno difficile per un motivo. Non vogliono che voi capiate cosa stanno facendo. Le persone che hanno paura di quello che loro fanno non capiscono. Quando siete ignoranti e spaventati siete più facilmente controllabili. Adesso mettiamo la cigliegina sulla torta. Quando è stata creata la “income tax” [tassa sul reddito]? Se dite 1913, lo stesso anno della creazione della FED, avete vinto. Coincidenza? Quali sono le casualità? Se stai per usare la FED per creare debito, chi ripagherà il debito? La “income tax” fu creata per completare l’illusione che il denaro reale era stato prestato e per questo il denaro reale doveva essere ripagato. E pensavate che Houdini fosse bravo.  Allora, che si può fare? Mio padre mi ha insegnato che bisogna sempre lottare per ciò che è giusto, anche se è una lotta solitaria. Se “Noi, le persone” non facciamo qualcosa adesso, potrà arrivare un momento in cui “noi, le persone” non ci saremo più. Dovreste scrivere una lettera o inviare una email ad ognuno dei vostri rappresentanti. Molti dei nostri rappresentanti eletti non capiscono la FED. Una volta informati non potranno appoggiarsi sull’ignoranza e rimanere in silenzio. L’articolo 1 della sezione 8 della Costituzione statunitense dice specificatamente che il Congresso è l’unica istituzione che può forgiare denaro e regolare il suo valore. La Costituzione non è mai stata modificata per permette a qualcuno che non fosse il Congresso di forgiare e regolare la valuta. Chiedete ai vostri rappresentanti, alla luce di questa informazione, come è possibile che il Federal Reserve Act del 1913, e la Federal Reserve Bank che ha creato, siano costituzionali. Chiedete loro perché queste banche private hanno il permesso di sfruttare trilioni di dollari di profitto senza pagare le tasse. Pretendete una risposta. Thomas Jefferson diceva, “Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione della valuta, prima per l’inflazione e poi per la deflazione, le banche e le corporazioni che nasceranno toglieranno alle persone la loro prosperità fino a che i bambini si sveglieranno senzatetto nel continente che i loro padri hanno conquistato.” Jefferson se ne era accorto 150 anni fa. La domanda è “Vi rendete conto adesso cosa c’è in serbo per noi se permettiamo alla FED di continuare a controllare il nostro paese?” “La condizione secondo cui Dio ha dato la libertà all’uomo è la vigilanza eterna; se la condizione viene rotta, la servitù è la conseguenza del suo crimine, e la punizione della sua colpa.” Titolo originale: “John F. Kennedy vs The Federal Reserve” Fonte edizione italiana: www.comedonchisciotte.org Fonte: http://www.thetruthseeker.co.uk/ Link 21.01.2008 http://www.altrainformazione.it/wp/jf-kennedy-contro-la-federal-reserve/

Come la CIA e l'MI6 gestiscono il mercato della droga in Afghanistan e perchè non vogliono smettere. -

Tradotto e Riadattato da Fractions Of Reality L'Agenzia di intelligence estera della Gran Bretagna sta progettando di inviare più spie in Afghanistan per gestire l'industria della droga da $ 100 miliardi di dollari, ha riferito un commentatore politico degli Stati Uniti dice. Gordon Duff, senior editor presso Veterans Today, ha fatto queste osservazioni durante un'intervista con Press TV, Martedì, due giorni dopo che il Telegraph ha rivelato in un rapporto che il Secret Intelligence Service (SIS), noto anche come MI6, ha fatto un appello per avere personale supplementare da altre agenzie di intelligence per l'Afghanistan dopo che le truppe britanniche lasceranno il paese nel 2014. "Penso che stiano andando in Afghanistan per aiutare a gestire l'affare da 100 miliardi dollari all'anno dell'industria della droga, spostando l'eroina attraverso l'Afghanistan e gestendo l'asetto bancario per l'industria dell'eroina tramite le banche di Londra. Non riesco a pensare ad un altro motivo per cui dovrebbero stare li.", ha detto Duff. "Non c'è storia del terrorismo che coinvolga l'Afghanistan e la Gran Bretagna o l'Afghanistan e gli Stati Uniti. Queste teorie sono state a lungo smentite, addirittura più di dieci anni fa", ha aggiunto. Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno invaso l'Afghanistan il 7 ottobre 2001, nell'ambito della cosiddetta guerra di Washington contro il terrorismo. L'offensiva rimosse i talebani dal potere, ma dopo più di 12 anni, le truppe straniere non sono ancora state in grado di stabilire un certo grado di sicurezza nel paese. Ci sono attualmente più di 100.000 truppe straniere in Afghanistan. Gli Stati Uniti hanno annunciato l'intenzione di ritirare le truppe da combattimento straniero entro la fine del 2014. La coltivazione di oppio in Afghanistan è in aumento da quanto la guerra è iniziata. L'Afghanistan produce circa il 90 per cento dell'oppio mondiale. Diversi relazioni da parte delle Nazioni Unite affermano che l'oppio afgano sta avendo un impatto devastante sul mondo, uccidendo migliaia di consumatori in svariate parti del mondo. Commentando il lungo coinvolgimento di agenzie di intelligence degli Stati Uniti e del Regno Unito nel commercio della droga, Duff ha detto, "La CIA, l'MI6 e altre agenzie segrete hanno gestito il traffico di droga nel mondo, sin dai tempi della guerra in Vietnam ". "I servizi segreti britannici erano in capo al traffico di droga mondiale nel 1840 ai tempi delle guerre dell'oppio", ha detto, riferendosi alle guerre anglo-cinesi (1839-1860), oltre al commercio dell'oppio tra Cina e Gran Bretagna. "Sono sempre stati i controllori mondiali di oppio e del traffico di eroina. E 'qualcosa per cui l'impero britannico è noto. Gli inglesi cominciarono con l'eroina e certamente con la produzione di oppio in Afghanistan. E 'la loro industria. Lo hanno fatto per più di cento anni ed è estremamente redditizio. Costituisce un fondo per tutte le loro altre attività e non vi è alcun motivo, dal loro punto di vista, di lasciar perdere.". Fonte: http://fractionsofreality.blogspot.com/2013/10/come-la-cia-e-lmi6-gestiscono-il.html - See more at: http://www.informarmy.com/2013/11/come-la-cia-e-l-gestiscono-il-mercato.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Informarmy+%28INFORMARMY.com%29&utm_content=FaceBook#sthash.2EzqLrFB.dpuf

mercoledì 20 novembre 2013

TTP e TTIP: un nuovo passo avanti del Nuovo Ordine Mondiale nel processo di repressione (Bizzi)

Apprendiamo da WikiLeaks che è prevista, entro la fine dell’anno, la sottoscrizione di un accordo internazionale che limiterà fortemente la libertà di accesso a Internet e che cancellerà con un tratto di penna le leggi di interi stati.
Il celebre sito creato da Julian Assange ha infatti in questi giorni diffuso la bozza del capitolo sui diritti di proprietà intellettuale che i governi di 12 importanti nazioni mondiali stanno negoziando nel quadro del TPP (Trans Pacific Partnership). E il capitolo reso pubblico da WikiLeaks è quello più controverso, perché affronta gli effetti che questo Accordo di Associazione Transpacifica avrà su settori chiave e di fondamentale importanza: farmaceutico, editoriale, dei servizi di Internet, delle libertà civili e dei brevetti biologici. Di fatto, sfruttando a pretesto il controverso tema dei diritti di proprietà intellettuale, questo testo tenta di riproporre, questa volta rafforzate, le disposizioni che erano contenute in due precedenti provvedimenti per la limitazione dell’accesso a Internet, il SOPA e l’ACTA, fortunatamente mai entrati in vigore in seguito ad una massiccia mobilitazione mondiale.
Il capitolo incriminato contenuto nell’accordo, composto da ben 95 pagine, prevede di fatto l’obbligo di rimozione dalla rete di tutti quei contenuti che potrebbero risultare “lesivi” della “proprietà intellettuale”. Non lasciamoci ingannare da questa terminologia che un lettore italiano potrebbe superficialmente associare con i diritti d’autore su un romanzo o su una canzone. Si tratta invece di un’opera di censura mediatica voluta ed imposta dalle case farmaceutiche e dalle grandi multinazionali nei confronti di tutto ciò che potrebbe solo essere sospettato di danneggiare il loro copyright; un testo che cerca di modificare o rimpiazzare le leggi attualmente vigenti in tutti i paesi coinvolti in quello che risulta essere, nel suo complesso, il più grande trattato economico di tutti i tempi.
Le nazioni interessate rappresentano infatti il 40% del PIL planetario. Si tratta di: Stati Uniti, Canada, Australia, Messico, Giappone, Cile, Malesia, Singapore, Perù, Nuova Zelanda, Vietnam e Brunei.
Una volta in vigore, questo accordo coinvolgerà pesantemente la regolamentazione del rilascio dei brevetti (in particolare nel settore farmaceutico e nell’industria agro-alimentare OGM) e del diritto d’autore, la registrazione di marchi e il design industriale, prevedendo anche l’istituzione di speciali tribunali sovranazionali “per la risoluzione delle controversie”, le cui decisioni saranno ritenute vincolanti, in spregio delle leggi attualmente vigenti nei relativi paesi; leggi che diventeranno, da un giorno all’altro, carta straccia.
Il fatto che il TPP non preveda al momento l’adesione dei paesi europei non deve trarci in inganno. Fosche nubi di repressione si addensano all’orizzonte anche sui nostri cieli, perché, come ha evidenziato il quotidiano Rinascita, il Trans Pacific Partnership spiana la strada ad un altro mostruoso accordo di portata globale, accordo del quale il TPP costituisce infatti soltanto la base, il punto di partenza. Stiamo parlando del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), per il quale sono già in corso dal Gennaio di quest’anno intense trattative avviate da Barak Obama fra gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Se questo nuovo mostro prenderà vita, esso regimenterà il 60% del PIL globale e assesterà un micidiale colpo a quel poco che ancora resta delle sovranità nazionali degli Stati e delle identità culturali dei popoli.
Ma ciò che più inquieta e che intendo fermamente denunciare è il pesante velo di segretezza che è stato imposto sulle trattative di entambi gli accordi. Secondo quanto riferisce WikiLeaks, il processo di elaborazione e negoziazione dei capitoli del TPP è stato blindato dal segreto, tanto che persino i membri del Congresso degli Stati Uniti non hanno potuto visionarli, se non in parti limitate, a rigide condizioni e “sotto stretta supervisione” (della CIA, della NSA? WikiLeaks questo non lo dice). Il network di Assange segnala inoltre che solo tre individui di ogni nazione sottoscrivente il trattato hanno avuto accesso al testo completo, mentre a 600 esponenti di multinazionali come la Chevron,la Monsanto, la Halliburton e la Walmart è stato concesso un accesso “privilegiato” a tutta la documentazione. E denuncia inoltre che le norme sulla “proprietà intellettuale” presenti nel trattato “calpesteranno i diritti individuali e la libertà di espressione e tratterebbero come uno straccio il patrimonio comune intellettuale e creativo”.
Non a caso l’amministrazione di Obama sta tentando in ogni modo di accelerare l’approvazione del TPP, con l’evidente intento di impedire che il Congresso possa discuterlo o emendarlo in alcune sue parti, dichiarando che “deve” essere sottoscritto e ratificato assolutamente entro la fine di quest’anno. Dopo di che sarà il nostro turno, con l’intensificarsi delle trattative per il TTIP. http://www.signoraggio.it/ttp-e-ttip-un-nuovo-passo-avanti-del-nuovo-ordine-mondiale-nel-processo-di-repressione/

AMERICA CRAC - LARRY SUMMERS APRE GLI OCCHI A TUTTI: IL RE, ANZI LA FEDERAL RESERVE, E' NUDA - CON I TASSI A ZERO NON PUO' FARE NIENTE PER RISOLLEVARE LE SORTI DI UN'ECONOMIA CHE ARRANCA (A MENO CHE NON CREI INFLAZIONE) L’economista di Harvard che si è ritirato dalla corsa per la presidenza della Fed attira finalmente l’attenzione sul dilemma dello ‘’zero lower bound’’: il costo di denaro non può essere tagliato ancora perché sennò la gente toglierebbe i soldi dalle banche e li terrebbe sotto il materasso…

Carlotta Scozzari per Dagospia
Con tassi di interesse ormai arrivati a zero come farà la banca centrale statunitense a risollevare le sorti di un'economia a stelle e strisce che ancora non decolla? Del problema con cui gli Stati Uniti devono ora fare i conti si parla poco, ma a rompere gli indugi, alla conferenza del Fondo monetario internazionale (Fmi) dell'8 novembre, è stato il presidente emerito dell'università di Harvard, Larry Summers, che ha dimostrato come la Federal Reserve (Fed), nella battaglia per uscire definitivamente dalla crisi, combatta ormai come un guerriero dalle armi spuntate.
larry summersLARRY SUMMERS
Il problema, ha spiegato Summers in un discorso che ha incontrato il favore del collega economista Paul Krugman, è che la Fed ha portato i tassi di interesse americani di riferimento a zero ma la ripresa del paese è ancora lenta. Senza contare che gli interessi "naturali", quelli cioè coerenti con una situazione di piena occupazione, sono addirittura negativi.
Insomma, è evidente come in un contesto simile lo spazio di manovra della Fed sia ormai ridotto al minimo: la banca centrale guidata da Ben Bernanke non può tagliare il costo del denaro di riferimento portandolo sotto allo zero perché se così facesse le persone sceglierebbero di mettere il denaro sotto il materasso e di non tenere neanche più un soldo in banca.
LARRY SUMMERSLARRY SUMMERS
Un dilemma, quello con cui deve fare i conti la Fed, che prende il nome di "zero lower bound". Proprio Summers, tra l'altro, era in corsa per la presidenza della banca centrale statunitense, ma l'economista si è ritirato dopo essere stato osteggiato dai senatori democratici.
BARACK OBAMA SI TOGLIE LA GIACCABARACK OBAMA SI TOGLIE LA GIACCA
Al posto dell'attuale numero uno Ben Bernanke, perciò, a gennaio andrà la sua vice, la "colomba" Janet Yellen. Per uscire da questo vicolo cieco dei tassi, la Fed ha già usato i programmi cosiddetti "non convenzionali", come il quantitative easing (Qe), strumento con cui la Fed da un po' di mesi a questa parte ha comprato miliardi di dollari di asset inondando così l'economia a stelle e strisce di liquidità.
Ciononostante, il tasso di interesse naturale resta ancora imbrigliato sotto lo zero. "Immaginiamo - ha detto Summers nel suo discorso - una situazione in cui i tassi di interesse naturali e di equilibrio sono scesi in maniera significativa al di sotto dello zero". In quel caso, "il pensiero macroeconomico convenzionale ci fa pensare a un problema molto serio".
janet yellenJANET YELLEN
Il punto, prosegue Summers, "è che tutti noi siamo d'accordo che si possa tenere il tasso sui Federal funds ai livelli minimi per sempre, ma è molto più difficile mettere in atto misure straordinarie per sempre". E come se ne esce? Una soluzione potrebbe essere quella di creare più inflazione, incentivando così le persone a spendere e consumare oggi in vista di prezzi crescenti, così da non tenere più il denaro sotto il materasso.
draghi bernankeDRAGHI BERNANKE







martedì 19 novembre 2013

UNA NUOVA BOLLA AMERICANA E’ PRONTA A SCOPPIARE? - L’ECONOMIA REALE ARRANCA MA WALL STREET GRAZIE ALLA FED SFONDA TUTTI I RECORD Wall St. cresce del 25% dall’inizio dell’anno, con Bernanke e Yellen che pompano 85 miliardi al mese, e le grandi banche che risarciscono decine di miliardi per i danni dei mutui subprime: tutti soldi che vanno ad altre banche, fondi, e furbetti di borsa - E alla classe media USA arrivano briciole…

Federico Rampini per "la Repubblica

Sarà una coincidenza: Wall Street batte nuovi record storici nel corso di seduta, nello stesso giorno in cui al Congresso di Washington si dibatte sulla "moneta virtuale" Bitcoin. Per chi teme una nuova bolla speculativa sembra un sinistro presagio.
Il boom dei mercati azionari è "di carta", cioè si regge esclusivamente sull'azione delle banche centrali che pompano liquidità? O c'è dietro una ripresa più solida, che cammina sulle gambe dell'economia reale?
toro wall streetTORO WALL STREET
Le Borse del mondo intero volano trainate da quella americana, cui si aggiungono i listini di Hong Kong e Shanghai: qualche indizio punta verso un revival della doppia locomotiva Usa-Cina. Durante la seduta di ieri a Wall Street, anche se non in chiusura, il Dow Jones ha sfondato quota 16.000 e lo Standard & Poor's la soglia dei 1.800 punti.
Due record assoluti, senza precedenti nella storia. Solo il Nasdaq ancora non ha battuto il record del marzo 2000, quando si consumarono gli ultimi bagliori della folle euforìa legata alla New Economy, la prima febbre speculativa da Internet.
Siamo ormai in una fase Toro, cioè un rialzo di lungo periodo, visto che dall'inizio dell'anno l'indice più rappresentativo della Borsa americana (S&P 500) ha guadagnato più del 25%. Se proseguisse la sua corsa fino al 31 dicembre potrebbe battere il record del 1997 quando salì del 31%.
janet yellenJANET YELLEN
Al primo posto tra i fattori che spiegano l'euforìa, c'è il ruolo della Fed. Una settimana fa la nuova banchiera centrale degli Stati Uniti, Janet Yellen, parlando al Senato è stata chiara: quando prenderà il posto di Bernanke (a gennaio) la sua priorità resterà la lotta alla disoccupazione.
Considerata perfino più "colomba" dell'attuale presidente (o più a sinistra, usando una classificazione politica) la Yellen vorrà vedere una crescita irrobustita al punto da far scendere il tasso di disoccupazione dall'attuale 7,3% fino al 6% o anche al 5,5%. Perciò continueranno per un bel po' - secondo le previsioni - i massicci acquisti di bond sul mercato aperto, con cui la Fed pompa liquidità.
Questo è un carburante decisivo per i rialzi delle Borse: tutta quella liquidità va pur investita da qualche parte, e i bond rendono pochissimo. I tassi Usa resteranno inchiodati a quota zero almeno fino al 2015: c'è di che sostenere la corsa del Toro ancora per qualche tempo. Tanto più che la nuova preoccupazione delle banche centrali è la deflazione.
draghi bernankeDRAGHI BERNANKE
Con un rincaro dei prezzi quasi impercettibile (0,9% in Usa e 0,7% in Europa) i banchieri centrali sentono la necessità di "fabbricare" inflazione con ulteriori iniezioni di liquidità e tassi d'interesse ai minimi. Di fronte ai sospetti di una bolla, gli ottimisti reagiscono osservando che fin qui le valutazioni delle società Usa sono nella media storica, 16 volte gli utili. Dietro la Borsa ruggente c'è un capitalismo che vede crescere i profitti.
Tra i fattori strutturali che aiutano, c'è lo storico sorpasso della produzione energetica: gli Stati Uniti producono più gas e petrolio domestico di quanto ne importino, e questo fa scendere i costi delle aziende. Buone notizie anche dalla Cina, nell'ottica dei mercati. Il rallentamento della crescita cinese sembra scongiurato, e dall'ultimo Plenum del partito comunista è venuta l'indicazione di nuove liberalizzazioni, un messaggio che piace agli investitori esteri.
Altri aspetti inducono invece allo scetticismo. La ripresa americana è "a due velocità". Lo confermano i risultati recenti di due colossi della grande distribuzione: deludenti quelli di Wal-Mart, gli ipermercati discount dove fa la spesa l'America del ceto medio; mentre va assai maglio Macy's, la catena dei grandi magazzini di gamma più elevata.
JPMORGANJPMORGANWalmartWALMART
E' lo specchio di un'economia dove "l'un per cento" è tornato a spiccare il volo, ma la maggioranza della popolazione non ha superato le ristrettezze della crisi. Poi ci sono gli aspetti speculativi: dai superattici di Manhattan che sfondano la soglia storica dei 100 milioni (per appartamento), al proliferare di nuove società della Silicon Valley che attraggono quotazioni stratosferiche senza aver mai realizzato un centesimo di utile.
Per non parlare di Bitcoin, la moneta digitale che ieri ha tenuto occupati i senatori, dopo essere stata una curiosità per appassionati. Mentre la Borsa ha preso una pausa di riflessione alla chiusura degli scambi, Bitcoin continuava a salire.