venerdì 2 agosto 2019

Dalla Nobiltà Nera alla City di Londra

Marcello Pamio
Con Nobiltà Nera s’intendono le famiglie delle oligarchie di Venezia e Genova che avevano dei diritti di commercio molto privilegiati nel XII secolo.
Grazie alla prima delle tre Crociate dal 1063 a 1123, si instaurò formalmente la Nobiltà Nera che rafforzò il potere della ricchissima classe dirigente. Per essere precisi, l’aristocrazia (della Nobiltà Nera) prese il comando assoluto su Venezia nel 1171 quando la nomina del doge fu trasferita a quello che fu conosciuto come il Gran Consiglio.Questo Consiglio, comprendendo i membri dell’aristocrazia commerciale, fu per loro l’assoluto trionfo. Da allora infatti la meravigliosa città sul mare restò saldamente nelle loro mani.La loro influenza però si estese ben aldilà dei confini di spazio e di tempo, arrivando fino ai giorni nostri.
Nel 1204 l’oligarchia distribuì delle enclave feudali ai suoi membri e iniziò così la crescita del loro potere e della pressione…
Il nome Nobiltà Nera deriva dal comportamento della fratellanza: quando la popolazione iniziò a ribellarsi contro i monopoli, i leader della sommossa furono catturati e impiccati brutalmente. Hanno da sempre adoperato l’assassinio, l’omicidio, il sequestro e lo stupro, mandando in rovina cittadini e imprese ostili.Quali sono le famiglie?
La casa di Guelfo Inghilterra
La casa di Wettin BelgioLa casa di Bernadotte SveziaLa casa del Liechtenstein LiechtensteinLa casa di Oldenburg DanimarcaLa casa di Hohenzollern GermaniaLa casa di Hannover Germania La casa di Borbone FranciaLa casa di Orange Olanda
La casa di Grimaldi Monaco 
La casa di Wittelsbach Germania
La casa di Braganza Portogallo
La casa di Nassau Lussemburgo
La casa di Asburgo Austria
La casa di Savoia Italia
La casa di Karadjordjevic Jugoslavia
La casa di Wartettenberg Germania
La casa di Zogu Albania
Stranamente nell’elenco non figurano i Windsor, come mai?
Tutte le famiglie sono imparentate con la casa di Guelfo, una delle famiglie originarie della Nobiltà Nera veneziana, da cui discende, guarda caso, la casata dei Windsor e quindi la Regina d’Inghilterra Elisabetta II.Non solo, ma i Guelfi si sono talmente intrecciati con l’aristocrazia tedesca attraverso la casa di Hannover, che ci vorrebbero interi libri per citare tutti i legami e gli intrecci familiari/genetici.Possiamo concludere che quasi tutte le case reali europee discendono da quella di Hannover e di conseguenza da quella dei Guelfi.Per fare un solo esempio, il Re inglese hannoveriano Giorgio I, venne dal ducato di Luneberg, una parte della Germania settentrionale che fu governata dalla famiglia dei Guelfi fin dal XII secolo.
Cosa controllano oggi?Oggi i discendenti dei Guelfi mantengono saldamente il potere controllando il mercato delle materie prime: fondamentale per tutti. Addirittura per anni hanno fissato anche il prezzo mondiale dell’oro (fixing).
La casa di Windsor controlla il prezzo del rame, zinco, piombo, stagno e non è un caso che la principale Borsa Merci si trovi proprio a Londra.
Un’altra importante famiglia che fa parte della Nobiltà Nera d’Inghilterra è Grosvenor.
Per secoli questa famiglia visse, come la maggior parte delle famiglie reali europee, con i canoni delle terre cedute in proprietà di superficie. Oggi possiede almeno 300 acri, oltre un milione e duecento mila metri quadrati, nel pieno centro di Londra. Le proprietà non sono mai state vendute, ma date in affitto con il classico contratto medievale di locazione di 39 anni. 

Il Grosvenor Square dove si trova l’ambasciata americana appartiene alla famiglia dei Grosvenor, come pure Eaton Square, dove gli appartamenti sono affittati a 25.000 sterline al mese.Queste cifre danno un’idea del patrimonio immenso che le famiglie Nere raccolgono dai canoni d’affitto, e spiegano perché i Windsor per esempio non sono interessati al progresso industriale.
E’ un caso che dietro alla maggior parte, se non a tutti i movimenti ambientalisti del mondo ci sono loro? L’intento è sempre quello che mira a ridurre la popolazione mondiale.
L’esempio ideale è il WWF.
Nel 1948 in Inghilterra il biologo Julian Huxley istituì l’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali), un gruppo collegato con il Foreign Office inglese. L’11 settembre del 1961 (data molto simbolica), Huxley assieme al principe Bernardo d’Olanda (il nazista cofondatore del Gruppo Bilderberg) e al principe Filippo di Edimburgo fondarono ufficialmente il WWF, con il solo scopo di raccogliere fondi per l’IUCN…E’ risaputo che i principi inglesi Carlo e Filippo sono i simboli più in vista dei movimenti filo-malthusiani e hanno parlato pubblicamente spesso del bisogno di alleggerire il mondo dalle persone non desiderate e inadatte.
Perché parlare della nobiltà nera?Sono i fondatori delle società segrete dei nostri tempi, da cui nascono tutte le altre che sono legate agli Illuminati: «Comitato dei 300», «Club di Roma», «CFR, «RIIA», «Bilderberg», «Nazioni Unite», «Tavola Rotonda», ecc.….Tutti o quasi hanno origine dal «Comitato dei Trecento» e quindi dalle famiglie della Nobiltà Nera europea.Il Comitato dei 300 è stato fondato dall’aristocrazia inglese nel 1727 per ridurre drasticamente il numero di quelli che vengono definiti «useless eaters» («mangiatori inutili»), riportando quindi le economie nazionali a un livello pre-industriale.
Si tratta di un prodotto del Consiglio della famosa «Compagnia britannica delle Indie orientali» «British East India Company». Una società per così dire “noleggiata” dalla famiglia reale nel 1600, che ha permesso la creazione di immensi patrimoni grazie al traffico di spezie, seta con l’oriente e oppio con la Cina. Si può definire la prima e più grande multinazionale al mondo.
Il Comitato dei 300 è guidato da sua Maestà la Regina britannica…
La City di Londra: centro finanziario globaleLa Regina si sa essere il capo della famiglia reale e dell’impero coloniale britannico (con capitale Londra), governato ufficialmente da un primo ministro e un gabinetto.
Quello che pochi sanno è che esiste uno Stato indipendente in seno a Londra, esattamente come il Vaticano per Roma. Si tratta della City, conosciuta anche come «Square Mile» cioè il miglio quadrato più ricco del mondo. Occupa un’area nel cuore di Londra di circa 2,7 km quadrati, ha circa 8.000 abitanti e oltre 330.000 persone ci vanno ogni giorno per lavorare.
La City si estende dal massonico «Temple Bar» a est, fino alla Torre di Londra a ovest.
Della sua antica costruzione sono rimaste solo poche tracce, perchè gran parte dell’area andò distrutta nel grande incendio del 1666 (data questa molto interessante).
Il Governo della City non è la monarchia, ma la CORONA, che comprende 13 membri ed è guidata dal Re della City, Lord Charles Bowman.
In pochi chilometri quadrati trovano sede le istituzioni economiche più ricche, influenti e potenti del pianeta, come per esempio la Banca d’Inghilterra (controllata dai Rothschild), i Lloyd’s di Londra, la Borsa di Londra e gli uffici di moltissime società commerciali internazionali e multinazionali.
Fleet Street è il centro della stampa e dell’editoria: da sempre simbolo del giornalismo londinese, soprannominata proprio per questo motivo «Street of ink», la strada dell’inchiostro.
Sempre nella City si trova il Blackfriars Bridge, il Ponte dei Frati Neri famoso perché nel 1982 venne trovato impiccato il banchiere Roberto Calvi, coinvolto nello scandalo del Banco Ambrosiano.
Il nome Blackfriars deriva dal copricapo nero usato dall’Ordine dei Domenicani che spostarono in questa zona di Londra la loro residenza nel 1276.
Bank è il cuore del settore finanziario e la sua piazza, considerata la più bella della City, è il punto d’incontro di 8 strade. Tra gli eleganti edifici spiccano il Royal Exchange con un portico a 8 colonne (tale numero dal punto di vista esoterico ha una valenza interessante), la Mansion House, la sontuosa residenza del Lord Mayor of the City of London; la sede della HSBC, la Borsa valori di Londra, London Stock Exchange (LSE), una delle più grandi borse valori del mondo (con 3.233 compagnie). Ovviamente la banca centrale, la Bank of England chiamata TheOld Lady che si trova qui solo dal 1734.
La City NON appartiene all’Inghilterra. Non è suddita, non appartiene al monarca e neppure al governo del parlamento britannico. La City è il vero governo dell’Inghilterra, poiché sia la Regina che il Primo ministro sono subordinati al suo Re.
Quindi dietro la facciata di un primo ministro e un gabinetto, sembra che siano loro a decidere, quando in realtà sono burattini della City.
Non a caso la regina quando visita la City viene incontrata da Lord al Temple Bar, la porta simbolica della City. La regina deve chiedere il permesso per entrare nello Stato privato e Sovrano. Il re dimostra la sua approvazione porgendole la spada dello Stato. Durante le visite il Lord con la sua toga e la catena mette in secondo piano la regina e il suo entourage, che tra le altre cose, sono vincolati a indossare vestiti normali (la regina non può entrare con vestiti reali), e deve camminare due passi indietro a lui nella City, segno chiaro di sudditanza.
La fondazione della Banca d’Inghilterra fu istigata da William Paterson, agente della City sotto il controllo dell’impero dei Rothschild.
Quindi in Gran Bretagna esistono due imperi che agiscono separatamente: l’impero coloniale governato dalla famiglia reale e quello della Corona.
Le colonie di popolazione bianca sono sotto l’autorità del governo inglese, mentre tutte le altre colonie sono di proprietà privata della Corona (i cosiddetti «Crown Colonies»).
Tutti pensano che a comandare il mondo siano gli Stati Uniti d’America per via dell’esercito più potente e della sede finanziaria di Wall Street, ma non è così...
Gli yankee fungono da braccio armato del vero potere che è nel Vecchio Continente.
La City di Londra è il centro nevralgico della finanza planetaria!
La conferma sta anche nel fatto che dal punto di vista simbolico proprio da Londra (Greenwich) parte il cosiddetto «meridiano zero», il meridiano fondamentale per tutte le longitudini, e origina pure la mezzanotte, il giorno universale misurato da tutti gli orologi del mondo…
Ecco la sede del vero Potere…
Fonte:
"Le società segrete e il loro potere nel Ventesimo secolo""Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia"

https://disinformazione.it/2018/07/21/dalla-nobilta-nera-alla-city-di-londra/

Resistenza politica: la città di Londra, i Rothschild

La City of London aka la Corona controlla la finanza e il denaro del mondo
Gli umani sono liberi

30 aprile 2017

url dell'articolo originale:

~ Tradotto dall'inglese da Resistance 71 ~

La cosiddetta "corona" non è di proprietà di Westminster o della regina d'Inghilterra ...
La City di Londra ha ricevuto vari e speciali privilegi dalla Conquista Normanna, come la gestione dei propri affari, in parte grazie ai poteri del suo capitale finanziario. Questi sono anche menzionati negli statuti di Guglielmo e Maria del 1690.
La City of London è l'epicentro del mondo della finanza e il miglio e mezzo la piazza più ricca del pianeta, contiene la Banca d'Inghilterra sotto il controllo della famiglia Rothschild, Lloyd's di Londra, la Borsa di Londra (Borsa di Londra), TUTTE le banche del Regno Unito, filiali di 385 banche estere e 70 banche statunitensi.
Ha i suoi tribunali, leggi, bandiera e forze di polizia; non fa parte di Londra, della Grande Londra, dell'Inghilterra o del Commonwealth britannico. NON PAGA NESSUNA TASSA !!
Lo stato della City di Londra ospita i giornali di Fleet Street e i monopoli editoriali come la BBC e l'agenzia di stampa Reuters, è anche il quartier generale globale, il GHQ, la massoneria inglese e cartello della finanza globale noto come la "corona" ...
Per secoli, la Banca d'Inghilterra è stata il centro del sistema monetario fraudolento globale, basato sul "debito" (e sulla sua valuta scimmia intrinseca).
Il cartello bancario Rothschild ha mantenuto un pugno di ferro sul sistema monetario globale attraverso:
  • La Banca dei regolamenti internazionali (BRI), la Banca centrale delle banche centrali, con sede a Basilea, Svizzera
  • Fondo monetario internazionale (FMI)
  • La World Bank (WB), le banche centrali di ogni nazione (come la Federal Reserve nella loro colonia americana) e le banche satellitari dei paradisi fiscali dei Caraibi.
Determinano con un colpo di penna il valore di tutte le valute del pianeta;è il loro controllo sul volume di denaro che consente loro di controllare i mercati internazionali e tutto il commercio globale - i proprietari della Federal Reserve qui: - finanziando entrambe le parti di ogni belligeranza attraverso attraverso elenchi interministeriali di produzione di armi, esecuzione di schemi e piani di spopolamento globale, crociate, genocidi, controllo delle riserve alimentari, droghe e loro fabbricazione, nonché TUTTE le necessità di base dell'umanità .
Hanno modellato la loro impercettibilità attraverso il controllo della cosiddetta "stampa libera" e escono dalle luci della ribalta ogni volta che vengono puntati su di loro, con la loro eterna accusa di antisemitismo.
I tentacoli sionisti raggiungono qualsiasi transazione finanziaria nel mondo ... Potere senza compromessi!
La corona non è affatto la famiglia reale o il monarca britannico.
La Crown è una società privata con sede nella City di Londra, il cui consiglio di amministrazione è composto da 12 membri, denominato comitato esecutivo, che regna sul business sotto la guida di un sindaco, la cui rappresentanza legale è fornita da SJ Berwin.
Un comitato di 12 uomini regna sul Vaticano ebraico.
Sono conosciuti come "LA CORONA". La città e i suoi leader. La corona non è soggetta al parlamento. Sono uno stato nello stato. La città è il cuore dell'alta finanza mondiale.
È qui che i Rothschild hanno la base delle loro operazioni e questo è il nucleo centrale del controllo:
  • La banca centrale d'Inghilterra (a lungo controllata dai Rothschild) si trova nella città.
  • Tutte le principali banche del Regno Unito hanno il loro quartier generale nella città
  • Ci sono 385 banche straniere situate nella città
  • 70 banche statunitensi sono situate nella città
  • La borsa di Londra si trova in città
  • La Lloyd's Bank di Londra si trova in città
  • Lo scambio baltico (che disciplina i contratti marittimi) è in città
  • Fleet Street (giornali, editori) si trova in città
  • Il London Metal Exchange si trova in città
  • Il London Commodity Exchange (commercio di gomma, lana, zucchero, caffè, cacao ecc ...) si trova in città
Ogni anno, il sindaco viene eletto monarca della città.
Il parlamento britannico non muove un dito senza prima consultare il Lord Mayor. Perché qui, nel cuore di Londra, sono raggruppate le istituzioni dominate dalla Central Bank of England, anch'essa sotto il controllo Rothschild.
I Rothschild hanno scelto tradizionalmente il sindaco dal 1820. Chi è il sindaco dell'attuale città di Londra? Solo i Rothschild lo sanno per certo ...
Come è arrivata al potere la città di Londra in Inghilterra
Entrata dei Rothschild
Mayer Amschel Bauer aprì un'attività di scherno sulla Judenstrasse a Francoforte, in Germania, nel 1750 e cambiò il suo nome in Rothschild.
Mayer Rothschild ebbe cinque figli.
Il più intelligente dei suoi figli, Nathan, fu inviato a Londra per fondare una banca nel 1806. Gran parte del finanziamento iniziale della nuova banca fu prelevato dalla British East India Company, su cui Mayer Rothschild aveva un controllo abbastanza importante. Mayer mise i suoi altri quattro figli a Francoforte, Parigi, Napoli e Vienna.
Nel 1815, Nathan Rothschild vide un'opportunità nella battaglia di Waterloo, All'inizio della battaglia, Napoleone sembrò vincere e il primo rapporto militare inviato a Londra comunicò questo fatto. Ma gli eventi si sono trasformati in favore di Wellington.
Un corriere di Nathan Rothschild ha portato la notizia con sé a Londra il 20 giugno. 24 ore prima dell'arrivo della posta di Wellington a Londra con la notizia della vittoria di Wellington. Vedendo questo incidente, Nathan Rothschild iniziò a diffondere la voce che l'Inghilterra fosse stata sconfitta.
Con tutti coloro che credono nella sconfitta di Wellington, Nathan Rothschild ha iniziato a vendere il suo portafoglio azionario sul mercato azionario del Regno Unito. Tutti furono presi dal panico e iniziarono anche a vendere, con il risultato di un crollo dei prezzi.
All'ultimo minuto, Nathan Rothschild ha iniziato ad acquistare le azioni al prezzo più basso.
Questa operazione conferì alla famiglia Rothschild il controllo dell'economia britannica, a quel tempo già centro finanziario mondiale, e costrinse l'Inghilterra a costituire una Banca d'Inghilterra completamente rinnovata con Nathan Rothschild come controllore collaudato.
I nomi del "Comitato 300" della "Corona" includono in questa società con sede a Londra:
Perché questi "americani" fanno parte di un comitato straniero? ... perché in realtà la CROWN possiede ancora la società USA, che è una società / società privata! ...
Il Lord Mayor e il consiglio di 12 membri sono delegati per coloro che siedono per le 13 famiglie bancarie più grandi e più ricche del mondo a capo della quale è la dinastia Rothschild. comprendono:
  • The Warburgs
  • The Oppenheimer
  • The Schiffs
Queste famiglie e i loro discendenti gestiscono e dominano l'attività della corona nella città di Londra.
Il (Crimine) Rockefeller è alla guida della colonia americana, la succursale attraverso le direzioni intrinqué di JP Morgan Chase / Manhattan Bank / Bank of America, Brown Brothers Harriman (BBH) e BBH di New York, nonché la loro oligarchia. di olio Exxon-Mobil (precedentemente il gigante a più teste di Standard Oil)
Gestiscono anche le proprietà petrolifere Rothschild e il loro British Petroleum (BP e Royal Dutch Shell). La Crown Corporation ha titoli di terra in tutto il mondo, nelle colonie della Corona come il Canada, la Nuova Zelanda, l'Australia e molte delle isole del Mar dei Caraibi.
Il Parlamento britannico e il Primo Ministro servono come vetrina pubblica per il potere nascosto di queste famiglie bancarie della corona.
Oggi la strada per una dittatura totale negli Stati Uniti può essere stabilita con mezzi strettamente legali ... Abbiamo un gruppo di azione politica molto ben organizzato in questo paese, un gruppo che è determinato a distruggere la nostra costituzione e a stabilire uno stato unico partito ...
Funziona di nascosto, silenziosamente e continuamente per trasformare il nostro governo ... Questa elite spietata e assetata di potere è una delle grandi malattie del nostro secolo ... Questo gruppo non è responsabile né verso il presidente, il congresso né i tribunali. È, per così dire, irremovibile ".
- Il senatore William Jenner, in un discorso risalente al 1954 -

https://resistance71.wordpress.com/2017/05/03/resistance-politique-la-city-de-londres-les-rothschild/

martedì 16 luglio 2019

Chi ha ucciso John Kennedy?

Da tempo ormai è chiaro a tutti i ricercatori più attenti che Lee Harvey Oswald non uccise John Fitzgerald Kennedy. La montagna di prove che smentiscono questa ipotesi è tale che persino i debunkers più accaniti, come Gerald Posner o John McAdams, hanno rinunciato a cercare di smontarle tutte. (In realtà le loro stesse tesi “ufficialiste” sono state fatte a pezzi dai ricercatori complottisti, esattamente come ha fatto David Ray Griffin con il libro di Popular Mechanics per il 9/11 ). La vera domanda che rimane oggi sul tavolo è “chi è stato ad uccidere John Kennedy?” Sappiamo infatti che i fratelli Kennedy – il primo come presidente, il secondo come ministro di giustizia – nell’arco di soli due anni erano riusciti ad inimicarsi tutti i maggiori gruppi di potere in America. Si potrebbe quindi puntare il dito sulla mafia, sulla CIA, sui banchieri, sugli industriali delle armi o sull’FBI, senza rischiare di sbagliare più di tanto. In realtà la coppia di fratelli si era inserita nel complesso meccanismo del potere americano esattamente come un sasso da 5 chili può andare ad incastrarsi nel cuore di un delicato congegno ad orologeria. A quel punto non puoi più toglierlo, devi prima macinarlo. Nel ricevere la notizia dell’assassinio di John Kennedy, nel suo ufficio di Washington, Robert Kennedy esclamò: “Immaginavo che prima o poi avrebbero fatto fuori uno di noi, ma pensavo che sarebbe toccato a me”. Gli fa eco il ragionamento espresso da uno dei boss mafiosi, nella riunione in cui fu deciso di uccidere il presidente: “Se tagliamo la coda del serpente, la testa continuerà a cercare di morderci. Se invece tagliamo direttamente la testa, anche la coda morirà”. Per questo motivo, è importante tenere sempre presente che l’uccisione di John Kennedy va messa in relazione alle azioni congiunte dei due fratelli, e non soltanto a quelle del presidente. L’elemento determinante di tutta la vicenda fu l’elezione a sorpresa di John Kennedy alla presidenza nel 1960 ... ... (tutti pensavano che sarebbe stato eletto Richard Nixon), ma prima bisogna ricordare brevemente ciò che era accaduto nell’anno precedente. [Estratto dal libro “L’altra Dallas”, pagg. 65-66:] 1959 – ANNO CRUCIALE NELLA STORIA AMERICANA Nell’estate del 1959 Castro si impadronì di Cuba, creando immediatamente un doppio ordine di problemi, sia politici che economici. Da una parte l’alleanza di Cuba con i sovietici aveva gettato nel panico gli uomini della CIA, che già vivevano da molti anni in stato di tensione permanente a causa della guerra fredda. Cuba infatti, come avrebbe dimostrato la Crisi dei Missili del 1962, rappresentava una postazione strategica di assoluta importanza nei Caraibi. Dall’altra i danni economici riportati dalla Mafia, che di colpo aveva perso una delle capitali del gioco d’azzardo e della prostituzione, erano stati enormi. Nascevano così le premesse per una delle più bizzarre alleanze mai conosciute nella storia della nazione americana, quella fra la CIA e la Mafia, che sarebbe durata per lunghissimi anni. Vi era inoltre una impellenza di tipo normale economico, soprattutto da parte dell’industria dello zucchero, che spingeva per un immediato ripristino del controllo su Cuba. Non ultime erano le spinte degli emigrati cubani, che erano riusciti a fuggire in Florida al momento della rivoluzione, e ora ambivano a rientrare al più presto, per riprendere possesso dei loro averi sull’isola. Questa somma di motivi aveva scatenato all’interno della CIA una vera e propria “gara delle idee”, per chi suggerisse la migliore scusa per aggredire il barbuto ribelle senza apparire come dei brutali conquistatori agli occhi del mondo. Uno di questi progetti, denominato “Baia dei Porci”, era stato messo a punto dal vicepresidente uscente Nixon, che contava di metterlo in atto non appena entrato alla Casa Bianca, l’anno seguente. Il progetto prevedeva che un gruppo di esuli cubani, dopo aver fallito uno sbarco armato su Cuba, avrebbe invocato l’aiuto degli americani, offrendo loro la classica scusa per lanciare l’offensiva armata e riconquistare l’isola. Alla Casa Bianca invece ci andò Kennedy, ma il capo della CIA Allen Dulles decise comunque di presentargli il piano di invasione: in fondo, anche Kennedy aveva interesse a riconquistare l’isola, per motivi di prestigio. Dulles però non gli mostrò la parte del piano che prevedeva la richiesta di aiuto militare da parte degli esuli cubani, ed ottenne quindi con facilità l’approvazione del presidente, che in quel momento deve aver pensato: “Se gli esuli cubani riescono a riprendere l’isola tanto meglio per noi. Se non ci riescono, tanto peggio per loro”. Invece, a poche ore dall’inizio dell’invasione, Kennedy si trovò di fronte alla richiesta ufficiale di aiuto da parte degli esuli, e solo in quel momento capì di essere stato ingannato da Allen Dulles. A quel punto Kennedy preferì fare una figuraccia davanti al mondo, riconoscendo di aver autorizzato un piano fallimentare, ma non diede l’autorizzazione all’intervento militare, per non rischiare uno scontro atomico con l’Unione Sovietica. Appena la tempesta si fu calmata, Kennedy convocò Allen Dulles e lo licenziò in tronco. Già da tempo, peraltro, Kennedy aveva manifestato la sua intenzione di smantellare completamente la CIA, che ormai operava autonomamente in politica estera, e di riportarla al suo ruolo originale di semplice agenzia di raccolta dati. Nel frattempo Robert Kennedy, diventato ministro di giustizia, aveva deciso di fare guerra aperta al crimine organizzato. Bisogna sapere che fino a quel giorno per le forze dell’ordine la “mafia” ufficialmente non esisteva, e chi l’avesse solo nominata veniva immediatamente licenziato dai ranghi dell’FBI. Il direttore dell’FBI Hoover, infatti, era da tempo ricattato dalla mafia, che era in possesso di una serie di fotografie in cui Hoover se la spassava a letto con il suo vice e amico inseparabile, Clyde Tolson. Avevano così trovato una formula del quieto vivere, nella quale Hoover ignorava l’esistenza stessa della mafia, in cambio della sua sopravvivenza politica. Obbligare quindi Hoover a combattere apertamente la mafia, da parte di Robert Kennedy, significava metterlo fra l’incudine e il martello. Per un pò Hoover riuscì a barcamenarsi, fingendo di condurre indagini che stranamente non andavano mai in porto, ma la spinta di Robert Kennedy era incontenibile: dopo aver convinto Joe Valachi a confessare, Kennedy era riuscito in un solo anno a far moltiplicare di 700 volte il numero di arresti fra i malavitosi. Abbiamo quindi, da una parte, la bizzarra alleanza fra mafia e CIA per la riconquista di Cuba, e dall’altra la loro parallela insofferenza per la vistosa opera di demolizione intentata dai fratelli Kennedy nei confronti delle due organizzaioni. Tutti i presupposti per una operazione congiunta di eliminazione del presidente (e quindi del fratello dal Ministero di Giustizia) esistevano già da quel momento. C’era poi il cosiddetto complesso militare-industriale - termine coniato di recente dal presidente uscente Eisenhower - che già intravvedeva profitti miliardari grazie all’escalation militare in Vietnam. Ma Kennedy già dall’inizio del ‘63 parlava apertamente di ritirare l’appoggio militare USA al Vietnam, ed aveva fatto capire che l’operazione di rientro sarebbe scattata non appena avesse vinto la sua rielezione, nel 1964. Quasi a voler confermare le sue intenzioni, nel novembre ‘63 – poche settimane prima di morire - Kennedy aveva firmato un ordine presidenziale che prevedeva il rientro di un primo contingente di 1000 soldati americani entro il Natale di quell'anno. Curiosamente, questo fu il primo ordine presidenziale che il neoeletto presidente Johnson fece annullare, 4 giorni dopo l’assassinio di John Kennedy. Da quel momento in poi, la storia del Vietnam cambiò direzione, e divenne la tragedia che tutti conosciamo. Ma non erano solo i produttori di armi a vedere con preoccupazione la presidenza Kennedy. Tutto il mondo degli industriali era in subbuglio, da quando John Kennedy aveva preso di petto i produttori dell’acciaio, obbligandoli - dopo un braccio di ferro esasperante – a calmierare i prezzi dei loro prodotti invece di giocare al continuo rialzo. Che cosa sarebbe successo – si domandavano gli altri industriali - se un domani Kennedy si fosse messo in testa di regolare anche i prezzi del carbone, oppure quelli della carta, oppure del petrolio? Ma ancora non bastava [segue estratto dal libro “L’altra Dallas”, pagg. 94,95]: PER UN DOLLARO D’ARGENTO Nonostante tutto, i due “rampolli inseperti” aveva scelto di non lasciare nulla di intentato, e provarono anche a colpire al cuore del problema. Il sistema bancario e monetario, controllato dalla Federal Reserve. Forse non tutti sanno che la Federal Reserve di “federale” abbia molto poco, e sia un normalissimo ente privato il cui indirizzo è reperibile sulle Pagine Gialle, poco più sotto di quello della Federal Express. La questione del sistema monetario è talmente importante e complessa che non basterebbero dozzine libri per esulcerarla. Diciamo solo che grazie ad un vero e proprio “colpo di mano” politico, avvenuto a Washington nel 1913, un gruppo di banchieri privati (Rotschild, Morgan, Rockefeller, Carnegie) si impadronì del futuro di miliardi di esseri umani, essendo da quel giorno in grado di determinare a piacimento il loro standard di vita effettivo, da momenti di subitaneo benessere a crisi economiche di portata internazionale. Il fatto che un governo come quello degli Stati Uniti debba dipendere dagli umori dei banchieri, per vedersi prestare dei soldi a tassi di interesse più o meno favorevoli, invece di poter stampare i propri a tasso zero, la dice lunga sulla collocazione del vero potere nel mondo occidentale. Nè si tratta peraltro di un problema nato nel 1913. In quell’anno i banchieri riuscirono solo a finalizzare un tentativo di acquisizione del potere che durava ormai da oltre un secolo. Lo stesso presidente Lincoln aveva tentato di uscire dalla morsa crescente del credito privato, stampando i famosi “greenbacks”, o “verdoni” governativi, con cui aveva finanziato la guerra contro la Confederazione Sudista. Ed è proprio al pericolo che Lincoln rappresentava per i banchieri, sulla loro strada di conquista del sistema monetario, che gli storici più attenti attribuiscono la sua morte, avvenuta per mano del solito “folle solitario”. Anche Kennedy era diventato cosciente del problema, specialmente dopo una crisi monetaria dovuta al rapporto di scambio fra oro e dollaro, che negli anni precedenti aveva iniziato a oscillare pericolosamente, mettendo a rischio l’affidabilità della moneta americana sui mercati mondiali. Senza grande clamore, nel giugno del 1963 Kennedy aveva firmato l’Executive Order 11110 (Decreto Presidenziale), che autorizzava il Ministero del Tesoro a stampare moneta per il valore di circa 4 miliardi di dollari, corrispondenti alle riserve di argento presenti in quel momento nelle casse statali. In altre parole, avocando al governo il diritto di stampare la propria moneta, Kennedy avrebbe risparmiato alla nazione gli interessi richiesti dalla Federal Reserve per “prestare” i soldi agli americani, riducendo in quel modo drasticamente il debito pubblico. Chi ci avrebbe rimesso naturalmente era chi fino a quel giorno aveva lucrato su quegli interessi. Come dicevamo all’inizio, si può quindi puntare il dito in un arco di 360° gradi senza timore di sbagliare ad indicare l’assassino del presidente Kennedy (e poi di Robert Kennedy, che 5 anni dopo aveva promesso di riprendere la battaglia contro gli stessi nemici, se fosse stato eletto alla presidenza). Anche per quel che riguarda l’esecuzione fisica dell’attentato, diversi aspetti sono ormai stati chiariti dai migliori ricercatori del caso Kennedy, ma non è questa la sede per entrare nel dettaglio. Diciamo solo che la CIA si occupò di coordinare l’operazione ai livelli politici più alti, soprattutto nei delicati contatti con i Servizi Segreti, la cui collaborazione era essenziale per riuscire ad uccidere il presidente, mentre la mafia lo avrebbe eseguito materialmente. Hoover sarebbe stato ben felice di fornire il miglior cover-up di tutta la sua carriera, da parte dell’FBI, mentre Johnson potè finalmente soddisfare la sua ambizione di diventare presidente. Gli industriali, i banchieri e i guerrafondai avrebbero provveduto a portare lo champagne. Massimo Mazzucco NOTA: Questo articolo è necessariamente schematico e riduttivo. L’assassinio dei due fratelli Kennedy è uno degli eventi più complicati in assoluto della storia moderna, ed è impossibile riassumerlo in poche righe. Oltre al libro “L’altra Dallas”, si può trovare molto materiale di supporto nel documentario “Evidence of Revision”, disponibile in rete.

https://www.luogocomune.net/LC/8-imported/751-chihauccis2988

KENNEDY PREPARAVA IL RITIRO DELL' ESERCITO DAL VIETNAM

NEW YORK - Milioni di ragazzi di sinistra degli Anni 60 sono vendicati: John Kennedy, il mitico presidente della "Nuova Frontiera", voleva andarsene dal Vietnam e porre fine al coinvolgimento diretto americano nella guerra con i vietcong. La caduta del segreto di Stato ha portato alla luce un memorandum da cui risulta che, sette settimane prima che Kennedy, il 22 novembre 1963, venisse assassinato a Dallas, lo Stato maggiore americano si stava preparando a ritirare le truppe inviate a sostegno del regime di Saigon. Il memorandum, datato 4 ottobre 1963, è firmato dal generale Maxwell Taylor, all' epoca comandante in capo delle forze armate americane. Non si trattava comunque di un voltafaccia improvviso o di una ritirata lampo: l' idea era di porre fine all' intervento diretto delle truppe americane dopo le elezioni del novembre 1964.
E la smobilitazione sarebbe stata completata solo entro un altro anno, cioè 24 mesi dopo il memorandum di Taylor che, ovviamente, può aver scritto la nota esclusivamente sotto la responsabilità del comandante militare supremo, ovvero il presidente Kennedy. "La pianificazione - dice il memo - sarà indirizzata a preparare le forze della Repubblica del Vietnam (cioè il regime di Saigon, n.d.r.) al ritiro di tutte le unità di assistenza speciale e di tutto il personale Usa per la fine dell' anno 1965". La nota ordinava, inoltre, il ritiro di mille militari già entro il 1963. Che non era una piccola cifra: all' epoca del memorandum e della presidenza Kennedy, gli Stati Uniti avevano in Vietnam 16.300 "consiglieri". Solo dopo, con Johnson e con Nixon il contingente americano si sarebbe progressivamente gonfiato a 536 mila uomini. In tutto, fino all' agosto 1973 quando furono costretti ad abbandonare la penisola, oltre 46 mila americani sono morti in Vietnam. Anche se il senso dell' ordine di servizio di Taylor è chiaro, la pubblicazione, ieri, di circa 800 pagine di documenti dello Stato maggiore Usa negli anni di Kennedy, probabilmente, rinfocolerà le polemiche. Il memo è del 4 ottobre. Il 1 novembre (tre settimane prima di Kennedy) viene ucciso il presidente sudvietnamita Ngo Dinh Diem. E' questa morte e non quella di Kennedy - secondo Ronald Spector della George Washington University - l' avvenimento che rovescia la decisione di ritirarsi. Diem, infatti, teneva nascosti i rapporti che venivano dal fronte e solo dopo la sua morte il comando americano si è reso davvero conto che, senza la presenza americana, il Sud Vietnam sarebbe precipitato nel collasso. Sulla base di questi nuovi dati, anche Kennedy, forse, avrebbe rovesciato la decisione di ritirarsi.
Maurizio Ricci
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11 Settembre 2001 - Inganno Globale di MASSIMO MAZZUCCO