giovedì 17 novembre 2016

La famiglia, Wall Street, l’establishment e gli estremisti: le quattro tribù attorno a Donald Trump La galassia dei gruppi di potere che si contendono l’influenza sul neoeletto presidente americano, e che puntano ai posti chiave nella sua amministrazione: il più agguerrito sembra essere il clan familiare di Giuseppe Sarcina, corrispondente da New York

Quelli di Wall Street puntano alla poltrona del Tesoro


La partita sull’economia sembra al riparo dalle grandi turbolenze della Trump Tower. Sui nomi per il Ministero del Tesoro ci sono state finora poche discussioni. La prima scelta del presidente eletto sarebbe Carl Icahn , uno dei raider più famosi e controversi del mondo. Ma Icahn ha 80 anni e ha già fatto capire che toccherà a qualcun altro. Molto probabilmente a Steven Mnuchin, 53 anni, gestore di un hedge fund, 17 anni alla Goldman Sachs. Nel 2007, con il fondo OneWest Bank, Mnuchin ha condotto speculazioni sugli immobili e i cosiddetti mutui subprime, guadagnando ingenti profitti, mentre esplodeva la grande bolla immobiliare che innescò la grande crisi. Ieri Mnuchin è comparso alla Trump Tower e ha delineato, per titoli, l’agenda economica: «Imposte, regolamenti, commercio e infrastrutture». La parte di Wall Street schierata con Trump è dunque soprattutto occupata ad assicurarsi la poltrona del Tesoro, tenendola al riparo dagli estremisti. Nella dinamica della Torre dorata Mnuchin può contare sull’appoggio del genero del presidente, Jared Kushner: entrambi fanno parte della comunità ebraica di New York.

http://www.corriere.it/esteri/cards/quattro-tribu-attorno-donald/quelli-wall-street-puntano-poltrona-tesoro.shtml

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