sabato 23 agosto 2014

Le “profezie” dimenticate di Elio Ciolini Il 4 marzo del 1992 Elio Ciolini, condannato per il depistaggio sulla strage di Bologna, invia al giudice istruttore Grassi un appunto che si rivela preciso e profetico Pubblicato il 20 agosto 2014 da Enrico Ruffino in Misteri italiani // Nessun commento

Ci sono pezzi di storia spesso dimenticati. Soprattutto se intaccano i mille segreti delle stragi italiane. Ci sono, ad esempio, le parole di un faccendiere ambiguo, ben inserito nei centri di potere, uno che sa molto ma parla poco. Elio Ciolini, condannato per il depistaggio sulla strage di Bologna, agli inizi del 1992 si era spogliato dei panni del depistatore per assumere quelli del profeta. Così, in un momento di estrema bontà nei confronti dell’autorità giudiziaria, il 4 marzo 1992, decide di inviare un “appunto” all’allora giudice istruttore del tribunale di Bologna Grassi
Nuova strategia tensione in Italia – periodo: marzo-luglio 1992
Nel periodo marzo-luglio di quest’anno (1992 nda) avverranno fatti intesi a destabilizzare l’ordine pubblico come esplosioni dinamitarde intese a colpire quelle persone “comuni” in luoghi pubblici, sequestro ed eventuale “omicidio” di esponente politico PSI, PCI, DC sequestro ed eventuale “omicidio” del futuro Presidente della Repubblica.
Tutto questo è stato deciso a Zagabria Yu – (settembre ’91) nel quadro di un “riordinamento politico” della destra europea e in Italia è inteso ad un nuovo ordine “generale” con i relativi vantaggi economico finanziari (già in corso) dei responsabili di questo nuovo ordine deviato massonico politico culturale, attualmente basato sulla commercializzazione degli stupefacenti.
La “storia” si ripete dopo quasi quindici anni ci sarà un ritorno alle strategie omicide per conseguire i loro intenti falliti.
Ritornano come l’araba fenice.
Elio Ciolini, 4 marzo 1992
Le parole di Ciolini, lette oggi, suonano come una vera e propria profezia. Il 12 marzo 1992, puntuale come un orologio svizzero, avviene il primo “ eventuale omicidio di esponente Psi, Pci, DC”. A farne le spese è infatti l’eurodeputato Salvo Lima, ex sindaco di Palermo e “garante” degli interessi mafiosi con la politica. L’omicidio, avvenuto tra le strade della borgata marinara di mondello a Palermo, verrà inserito nella strategia (parola già di per sé estranea al linguaggio di cosa nostra) di attacco allo Stato perpetuata a seguito della conferma da parte della cassazione delle condanne inflitte dal maxiprocesso.
Ad assumersi la responsabilità materiale dell’omicidio, sarà un “picciotto” di cosa nostra che ritorna nelle trame di quegli anni terribili. Sarebbe infatti Francesco Onorato l’uomo che materialmente sparò al colonnello andreottiano in Sicilia. Lo stesso Onorato che, qualche anno prima, aveva strangolato su ordine di Salvatore Biondino l’aspirante agente del Sisde Emanuele Piazza.
Onorato – come sottolineano i giornalisti Biondo e Ranucci ( Il patto, Chiarelettere, 2013) – è un uomo alto e muscoloso. C’è un testimone dell’omicidio Lima che, però, ha sempre ribadito all’A.G. di aver visto sparare “un uomo di circa un metro e settanta di corporatura longilinea”. Una descrizione che nulla ha a che vedere con la fisicità dell’ex affiliato alla famiglia di San Lorenzo. Ancora una volta, l’ennesimo dubbio, persino sugli esecutori materiali, viene a galla.
Ma torniamo alla “profezie” di Ciolini. Il noto faccendiere, abile a giocare con le parole, vuole sottolineare che “la storia si ripete”. E per quale motivo? “Per conseguire i loro intenti falliti”. Se le parole di Ciolini non fossero risultate tremendamente vere, si potrebbe pensare ai deliri di un pazzo. Ma così non è. Il faccendiere è tremendamente preciso: indica il periodo, i metodi e persino gli attori da colpire. Parla di “eventuale omicidio di esponente politico Dc, Pci, Psi” ( Salvo Lima, 12 marzo 1992), “di esplosioni dinamitarde intese a colpire persone comuni in luoghi pubblici” (Strage di Capaci, 23 maggio 1992) nel “periodo marzo-luglio” ( l’ultima strage del 1992 sarà proprio a luglio, il 19, in Via D’Amelio a Palermo).
La meticolosità delle affermazioni di Ciolini non si sofferma a questo unico appunto. Dopo l’omicidio Lima, Ciolini, probabilmente per accreditarsi dinanzi al giudice, scrive un altro appunto che contiene particolari interessanti:
“Oggetto: RIF Lettera data 4-3-1992
“Egregio dottore,
“Non a caso la mia informazione sugli eventi di quanto in oggetto, per sfortuna, si è rivelata giusta.
“Alla riunione (Sissak) parlavano Inglese, ho fatto un poco di fatica a ricordare, e per questo solo oggi le scrivo. “Ora, ‘bisogna’ attendersi un’operazione terroristica diretta ai vertici PSI, a personaggi di rilievo…”
Facciamo attenzione all’ultima frase. Ciolini, questa volta, è ancora più preciso. Parla di “operazione terroristica”, lasciando intendere che l’eventuale strage ha un obiettivo preciso. Spiega, inoltre, che tale operazione è “diretta ai vertici PSI” ma precisa: “a personaggi di rilievo”. Quest’ultima precisazione è fondamentale, indica infatti che l’operazione terroristica sarà intesa, si, a colpire esponenti del PSI ma indirettamente, colpendo “personaggi di rilievo” che ruotano attorno a quel preciso partito politico.
Giovanni Falcone, dal 1991, infatti ruotava attorno all’entourage dal ministro della giustizia Claudio Martelli, del PSI, ricoprendo l’incarico di direttore generale dell’ufficio affari penali. E sarà proprio il giudice palermitano ad essere colpito il 23 maggio 1992 con un esplosione dinamitarda.
Ciolini è un fiume in piena con il giudice Grassi. All’indomani dell’omicidio Lima, riceve la visita dei carabinieri del ROS ai quali dice: “avete visto cos’è successo?”. E redige un nuovo appunto, sempre più circostanziato. Sembra giocarsi le proprie carte, Ciolini. Ogni nuovo appunto diventa sempre più denso di particolari. Così scrive nel terzo appunto:
“Strategia della tensione marzo-luglio 92
“Matrice masso-politico-Mafia =Siderno Group Montreal – Cosa Nostra-Catania-Roma (DC – ANDREOTTI) –ANDREOTTI-via-D’ACQUISTO-LIMA Sissan-
“Accordo futuro governo Croato (TUJDEMANN ) massone per – protezione laboratori Eroina – transito cocaina – cambio – Ristrutturazione economia croata e riconoscimento Repubblica Croata – Investimento previsto 1000 milioni $… (segue parte non leggibile)
“Sissan-
“Accordo fra gruppi estremisti per politica di destra in Europa commerciale – Austria-Germania-Francia-Italia-Spagna-Portogallo-Grecia …commercializzazione eroina-cocainavia (parola illeggibile) Sicilia-Yugoslavia (prov eroina Turchia)
“Commercializzazione – Sicilia Yugo –trasporto sottomarino Prov Urss (mini) pers croato -
“Protezione Dc via Mr D’ACQUISTO e LIMA – previsto futuro Presidenza ANDREOTTI-
“Dc domanda voti alla Cupola per nuove elezioni.
“Corrente Dc sinistra no d’accordo con voti Cupola.
“ANDREOTTI, secondo gli sviluppi della politica di sinistra e di destra, poco (incomprensibile) reticente.
“Si giustifica, LIMA, per pressione a Andreotti.
“È prevista anche, con l’accordo PSI, Repubblica Presidenziale ANDREOTTI.
“Cupole – Pressione a ANDREOTTI nuovi sviluppi, indirizzo politico, leghe ecc, mette la situazione della mafia, in Sicilia in difficoltà
“Strategia
“Creare intimidazione nei confronti di quei soggetti e Istituzioni stato (forze di polizia ecc.) affinché non abbiano la volontà di farlo e distogliere l’impegno dell’opinione pubblica dalla lotta alla mafia, con un pericolo diverso e maggiore a quello della mafia”.
Questa volta però il faccendiere mette in fila una serie di affermazioni redatte in maniera confusa e tal volta persino incomprensibile. Mette insieme retroscena politici precisi (“corrente dc no d’accordo con voto cupola”; “Andreotti reticente” probabilmente a ricevere questa volta i voti della cupola) e scenari che entreranno solo tanti anni dopo nelle inchieste (“Cupole – Pressione a Andreotti nuovi sviluppi, indirizzo politico, leghe ecc, mette la situazione della mafia, in Sicilia in difficoltà”) con affermazioni non chiare (“affinché non abbiano la volontà di farlo”. Cosa? Indagare?) e scenari che non risulteranno veri (“distogliere l’impegno dell’opinione pubblica dalla lotta alla mafia, con un pericolo diverso e maggiore a quello della mafia”. L’effetto sortito sarà proprio il contrario, infatti la strategia successiva di cosa nostra sarà volta proprio a sommergersi dopo la fin troppa visibilità del periodo stragista). Questo appunto, rispetto agli altri due, sembra meno preciso e vago. Qualcosa, forse, si stava muovendo? Ciolini parla anche di un traffico di eroina e cocaina tra la Sicilia e la Jugoslavia. E tra i possibili moventi dell’uccisione di Mauro Rostagno, oltre a quello delle armi, c’è anche il traffico di droga, del quale Rostagno forse era conoscenza.

 http://www.lettera35.it/elio-ciolini-appunti/

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