martedì 29 marzo 2011

REPORT” NON SVELA SOLO LA LOGISTICA SVIZZERA GRAZIE ALLA QUALE MARPIONNE PAGA MENO TASSE, MA RIVELA ANCHE COME LA FIAT RENDE LA VITA FELICE AI SUOI FORNITORI - 2- PER POTER VENDERE I LORO PRODOTTI AL LINGOTTO, OGNI ANNO I FORNITORI DEVONO PAGARE UN ASSEGNO (“BONUS”) INTESTATO A “FIAT SPA”, IN PERCENTUALE SULL’ORDINE - 3- CELLINO, PRESIDENTE API: "COSA SUCCEDE? IO FIAT TI DICO, ALLA FINE DELL’ANNO TI CONTEGGIO QUANTO TI HO DATO DI LAVORO, 10 MILIONI DI EURO, E TU MI DAI IL 2% DI DIECI MILIONI DI EURO, CIOÈ SONO 200.000 EURO: TI FACCIO UN ASSEGNO. QUESTO È IL BONUS" - 4- MOLTI FORNITORI DENUNCIANO UN TORBIDO GIRO DI “INTERMEDIARI”, “CONSULENTI” ED EX DIPENDENTI FIAT, NON AUTORIZZATI, CHE INTASCANO MIGLIAIA DI EURO PER GARANTIRE GLI APPALTI. CHI LAVORA NELL’INDOTTO NON HA SCELTA E PAGA... -

- LA FIAT E IL "BONUS" DEI FORNITORI
Dalla trascrizione di "Report" del 27 marzo 2011

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
La Fiat (...) oggi ha circa 200.000 dipendenti nel mondo, in Italia 80.000 più l'indotto, che solo in Piemonte significa 100.000 addetti e 880 aziende. Uno dei fornitori è il Presidente Associazione Piccole Imprese.


MARCHIONNE E ELKANN BIG
GIOVANNA BOURSIER
Si deve pagare per diventare fornitori Fiat?

FABRIZIO CELLINO - PRESIDENTE API (Associazione Piccole Imprese)
No, quello che le posso dire è che nelle varie trattative, così come ci sono con anche committenze estere, ci sono evidentemente degli accordi pluriennali delle riduzioni richieste, ora queste riduzioni possono venire a fronte di riduzioni di listini, come è più usuale o in altri casi come bonus, nel senso di dire: invece di oggi toglierti l'1%, 2% sul prezzo di listino, a fronte magari di aumenti, di incrementi di volume o di fatturato, io alla fine dell'anno conteggio questo 1%, non lo togliamo dal listino, ma mi è dato un bonus al committente. Cioè cosa succede: io Fiat ti dico, alla fine dell'anno ti conteggio quanto ti ho dato di lavoro, 10 milioni di euro, e tu mi dai il 2% di dieci milioni di euro, cioè sono 200.000 euro: ti faccio un assegno. Questo è il bonus.

GIOVANNA BOURSIER
Ma a chi?


MARCHIONNE JOHN ELKANN E LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO
FABRIZIO CELLINO - PRESIDENTE API
Agli acquisti della Fiat, io intesto un assegno alla Fiat S.p.a. Poi, se per entrare nella fornitura, ti devo dare dei soldi, allora, questo può succedere... nel senso che ne ho sentito parlare ... io però personalmente non l'ho mai vissuto. Io c'ho qui un pacchetto da 3 milioni di euro di nuovo lavoro, faccio un'asta - tra virgolette - e ti dico: "oltre al prezzo, questa fornitura, mi dici quanto mi dai di bonus". Voglio dire.. mh non mi piace... però sta nel gioco delle parti perché io posso non accettarlo.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
C'è chi ci ha rimesso l'azienda. Parliamo di subfornitura e di consulenti che chiederebbero la percentuale per trovarti il lavoro.

PARLA UN SUBFORNITORE DELLA MAGNETI MARELLI
Ti affidi ad una serie di persone che pensi per bene, i quali o sono ex dipendenti o sono in pensione e fanno da tramite tra chi è ancora dentro e chi deve lavorare per vivere, procacciando del lavoro che già in partenza comunque è senza utile. Quindi segnano già le loro percentuali, quando ti accorgi dopo due o tre anni di quello che hai fatto scopri che hanno guadagnato solo loro, te hai solo fatto debito. Chiamiamola una consulenza...


JOHN ELKANN CON MARCHIONNE
GIOVANNA BOURSIER
Cioè non ho capito: loro chiedono una parte per loro?

PARLA UN SUBFORNITORE DELLA MAGNETI MARELLI
Certo che sì.

GIOVANNA BOURSIER
Quanto chiedono?

PARLA UN SUBFORNITORE DELLA MAGNETI MARELLI
Su un caso di una di queste agenzie di consulenza eravamo al 6% più 3.500 al mese di fisso.

GIOVANNA BOURSIER
In nero?

UOMO
No, no: sono organizzati con fatture e tutto quanto. E' tutto molto regolare è difficile che avvengano delle cose, sono molto molto organizzati. È tutto sbagliato, ma la forma è tutta corretta. Sono delle società di consulenza. Uno basta che non ci vada e non succede niente. Il problema è che hai bisogno di lavorare per cui come tutti cerchi qualche aggancio.


GIOVANNA BOURSIER
Ma se il fornitore, che già farà un'offerta al ribasso, per cercare di avere quel lavoro, se poi deve pure pagarci come dire il bonus, la qualità del prodotto Fiat può diminuire.

FABRIZIO CELLINO - PRESIDENTE API
Quello che le posso dire è che oggi noi riscontriamo una necessità di abbassare ulteriormente i prezzi per riuscire a prendere nuovo lavoro e questo può essere nel lungo periodo anche una difficoltà oggettiva per le piccole e medie imprese. Devo dire che posso anche pensare che ci siano delle piccole e medie imprese che oggi, per riuscire a tirare avanti, come si dice tra virgoletatto, facciano una specie di dumping di prezzo e lo abbassino anche oltre a quello che non dovrebbero fare.


FIAT MIRAFIORI
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Allora Fiat precisa che "tratta direttamente con i fornitori ed esclude rapporti con eventuali intermediari, mentre conferma la prassi dello sconto sotto forma di bonus da restituire con assegno per ripristinare l'equilibrio economico del rapporto"... misteri della contabilità. Sta di fatto che il prodotto vende poco e adesso siamo al bivio: da una parte i 60.000 dipendenti che per tenersi il posto devono accettare condizioni molto dure, dall'altra Fiat che diventa grande con Chrysler.

Allora, Marchionne ha sempre detto che l'alleanza con Chrysler avrebbe portato una nuova stagione gloriosa per la fiat, non solo avremmo salvato posti di lavoro, ma anzi ne avremmo creati di nuovi. Cerchiamo di capire come, andando là, possiamo diventare grandi qua... L'operazione è iniziata nel 2009, Chrysler è appena uscita dal fallimento, e deve iniziare la ristrutturazione servono soldi e un partner. Il governo americano e quello canadese prestano 7 miliardi e mezzo e il partner è Fiat.


GABANELLI

2 - LA CAPORETTO TV DI MARCHIONNE - "REPORT" SPIEGA A 3,5 MILIONI DI PERSONE COME FA A PAGARE MENO TASSE...
Giorgio Meletti per "il Fatto quotidiano"

La notizia era stata già pubblicata mesi fa dal Fatto e da altre testate. Ma domenica sera ben tre milioni e mezzo di telespettatori hanno imparato dalla prima puntata della nuova serie di Report come fa Sergio Marchionne a risparmiare sulla tasse. L'inchiesta firmata da Giovanna Boursier per il settimanale di Milena Gabanelli non è stata avara di particolari, affidando al noto fiscalista Tommaso Di Tanno un semplice calcolo: sui quattro milioni di stipendio che prende dalla Fiat, l'amministratore delegato sottrae ogni anno 500 mila euro all'erario italiano grazie alla residenza in Svizzera, nel cantone di Zug.

Se fosse residente in Italia, seguendo l'appello che la Gabanelli gli ha rivolto dal video, Marchionne pagherebbe di tasse il 43 per cento del suo reddito. Come residente in Svizzera, invece, è sottoposto solo a un'aliquota secca del 30 per cento.


GIOVANNA BOURSIER
Per la Fiat si è trattata di una Caporetto televisiva. Difficile convincere i telespettatori che, a fronte delle quotidiane lezioni di Marchionne su come recuperare la competitività perduta, si debba assistere serenamente al magistero di come si risparmiano 500 mila euro all'anno di tasse. Ma lo spettacolo delle incertezze del vertice Fiat si è arricchito di altri momenti memorabili. A chi aveva ancora dei dubbi sulla volontà della capogruppo Exor di abbandonare l'Italia, Report ha offerto un impagabile squarcio di verità.


CESARE ROMITI
Il 10 gennaio 2011, alla vigilia del drammatico referendum di Mirafiori, il presidente John Elkann rilascia un'intervista al Tg2, che però non la manda in onda. Finalmente domenica sera gli spettatori hanno visto e sentito. Domanda: "Il cuore della Fiat è metà americano e metà italiano o in che percentuale?". Risposta: "No, ma queste sono tutte domande che poi sono interpretate male. Fatta la domanda così poi dopo qualunque risposta io do non la riesco a rigirare".


SERGIO CHIAMPARINO LAP
Brutta immagine per la Fiat anche dalle parole rancorose del quasi 88enne Cesare Romiti che ha escluso dal novero degli storici capi Fiat (Agnelli fondatore, Agnelli avvocato, Vittorio Valletta e Romiti medesimo) sia Umberto Agnelli che il giovane Marchionne. In compenso Romiti giura di non ricordare quanto lo pagavano alla Fiat, e allora la Gabanelli ricorda che nel 1998 se ne andò con una liquidazione di 101 miliardi di lire (ma in verità erano 101,5 milioni di euro, cioè il doppio).

Unico sostegno all'immagine Fiat è risultasto quello, consueto, del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino (Pd), che mantiene per Marchionne un posto nel Pantheon della sinistra. Domanda: "Molto di sinistra Marchionne?". Risposta: "Su certe cose molto più a sinistra di me...". E probabilmente ha ragione.

by dagospia

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