lunedì 1 novembre 2010

COME GEROVITAL GERONZI HA ALLUNGATO I SUOI ARTIGLI SUL TESORO DELLA PENISOLA RACCHIUSO IN MEDIOBANCA (TELECOMITALIA, RCS-CORRIERE E GENERALI ASSICURAZIONI) - ATTRAVERSO IL FINANZIERE FRANCESE BOLLORè, VICE DI GERONZI IN GENERALI, - NASCE UN BLOCCO CHE PESERÀ PER CIRCA IL 15% IN QUELLA MEDIOBANCA CHE È IL MAGGIOR AZIONISTA DELLE GENERALI DI CUI BOLLORÉ È VICEPRESIDENTE, E AL TEMPO STESSO LA SALDATURA PLASTICA DELL’ASSE CHE VA DAL PRESIDENTE DEL LEONE CESARE GERONZI, AL FINANZIERE BRETONE, AI LIGRESTI. UN BEL ROMPICAPO? SENZA DUBBIO. E UN ROMPICAPO AL QUALE ANCHE L’ANTITRUST - SEMPRE ATTENTA AGLI INTRECCI INTORNO A MEDIOBANCA - POTREBBE DECIDERE FINALMENTE DI DEDICARSI

Francesco Manacorda per La Stampa


Vincent Bollore e Alberto Nagel foto LaPresse Si scrive Vincent, ma si legge Vincenzo. Vincenzo Bollorè perchè il finanziere bretone dimostra ancora una volta di essere più italiano di tanti suoi colleghi al di qua delle Alpi: per la sua capacità di collocarsi strategicamente in quella ragnatela di partecipazioni incrociate e rapporti personali che è il capitalismo tricolore, ma anche perché essersi adeguato perfettamente al Belpaese in campo di conflitti d'interesse, comunicazioni al mercato un po' surreali, manovre arrembanti che si rivelano preveggenti e fruttuose.

Non è proprio un caso scontato, insomma, che il vicepresidente delle Generali prima si lanci in acquisti fino al 5% di una compagnia concorrente come Fonsai e poi agisca - nonostante le smentite di prammatica ripetute in queste settimane - da traghettatore per un altro concorrente francese nel capitale della stessa compagnia.


VINCENT BOLLORE Certo, la mossa alla fine non è il male peggiore per Mediobanca e Generali - che temevano sopra ogni altra cosa lo sbarco in Fonsai dei colossi internazionali Axa ed Allianz - ma ieri è comunque bastata a far storcere la bocca a più di un socio del Leone.

Allo stesso modo non si può certo imputare al povero Vincenzo la natura incestuosa del capitalismo italiano, ma sta di fatto che alla fine dell'operazione franco-ligrestiana il quadro sarà grossomodo il seguente: Bollorè, con una quota di Mediobanca che può arrivare al 6%, seduto nel patto di sindacato di piazzetta Cuccia; accanto a lui gli storici alleati di Groupama con un 5% complessivo, fuori e dentro dall'accordo sindacato, e poi la solita Fonsai con il 4% sempre nel patto Mediobanca. Ma proprio a monte di Fonsai - in Premafin - si ritrovano di nuovo Groupama, che avrà il 17,89%, e - se deciderà di restare - lo stesso Bollorè con una quota che oggi è del 5%.


2 ger21 benedetta ligresti geronzi bocca
Dunque un blocco che peserà per circa il 15% in quella Mediobanca che è il maggior azionista delle Generali di cui Bolloré è vicepresidente, e al tempo stesso la saldatura plastica dell'asse che va dal presidente del Leone Cesare Geronzi, al finanziere bretone, ai Ligresti. Un bel rompicapo? Senza dubbio. E un rompicapo al quale anche l'Antitrust - sempre attenta agli intrecci intorno a Mediobanca - potrebbe decidere di dedicarsi.


cesare GERONZI
Allo stesso modo la Consob, che in questi mesi ha sempre seguito con attenzione particolare le mosse di Premafin adesso ha «acceso un faro», come si usa dire, su quello che è avvenuto; compresi presumibilmente gli acquisti in serie di Bolloré.

Certo, la versione ufficiosa che ieri è stata fatta circolare racconta la storia pittoresca di un accordo deciso in meno di 72 ore, tra un cda di Groupama mercoledì e uno di Premafin, che si sarebbe vista piovere dal nulla la proposta francese solo giovedì, tenutosi ieri. Come se un affare del genere non richiedesse più tempo e impegno che l'acquisto di uno scooter usato.


VIANELLO GERONZI Sempre la stessa versione glissa sul ruolo di Bollorè, che però secondo alcune fonti sarebbe stato presente proprio all'incontro tra i Ligresti e i rappresentanti di Groupama che si è tenuto giovedì mattina nelle stanze di Mediobanca.

All'assemblea, non a caso, il finanziere bretone è arrivato oltre mezz'ora dopo gli altri consiglieri. E ne è uscito troppo presto per sentire un socio che proponeva un'azione di responsabilità contro i vertici di Mediobanca, colpevoli - a suo dire - di aver appaltato la pubblicità della controllata CheBanca! senza gara a una sola società. Una società che si chiama Havas, ed è del Vincenzo d'Oltralpe.

BY DAGOSPIA

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